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La rabbia degli anziani ’sfrattati’: "Delusi e impauriti: dove andremo?"

September 20, 2026

Ai familiari dei 14 ospiti della casa di riposo è stata comunicata solo venerdì sera e a voce la decisione. Dovranno lasciare la struttura entro il 30 settembre. Diana, 90 anni e Annalisa, 94: "E’ una vergogna".

Ai familiari dei 14 ospiti della casa di riposo è stata comunicata solo venerdì sera e a voce la decisione. Dovranno lasciare la struttura entro il 30 settembre. Diana, 90 anni e Annalisa, 94: "E’ una vergogna".

Ai familiari dei 14 ospiti della casa di riposo è stata comunicata solo venerdì sera e a voce la decisione. Dovranno lasciare la struttura entro il 30 settembre. Diana, 90 anni e Annalisa, 94: "E’ una vergogna".

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di Antonella Marchionni

"Sono delusa e impaurita. Adesso cosa faccio?". Diana Palena ha 90 anni, è malata oncologica ed è entrata a Casa Roverella appena il 12 agosto. Ora è una dei 14 anziani autosufficienti che, secondo quanto comunicato venerdì sera alle famiglie, dovranno lasciare la struttura entro il 30 settembre. I figli avevano appena finito di appendere i suoi quadri, sistemare i gerani e un tavolino per ricrearle nella stanza un angolo di casa. Adesso dovranno smontare tutto. La conferma di quanto è stato detto durante l’incontro arriva da Laura Bernardi, figlia di Diana, che alla riunione c’era. "È stato detto che questi ospiti entro il 30 devono andare via per dare posto a quelli della Rsa Tomasello". Quattordici persone, dunque, per le quali è iniziato il conto alla rovescia. Sempre secondo quanto riferisce Laura, durante l’incontro sarebbe stato spiegato che Casa Roverella non potrà più ospitare la componente di casa di riposo destinata agli autosufficienti. La comunicazione, riferisce la famiglia, è stata data a voce. "Mia madre è entrata il 12 agosto. Ha quasi 91 anni - racconta Paolo Bernardi, figlio di Diana -. Dopo la morte di mio padre aveva deciso lei di andare in una struttura. Non voleva una badante, voleva stare con altre persone ed essere assistita". In poco più di un mese, racconta, Diana aveva cominciato ad ambientarsi. "Era tornata a sorridere, a socializzare. Noi figli avevamo appena finito di sistemarle la stanza". Paolo Bernardi ricorda che la necessità di liberare il Tomasello non nasce oggi: "Parliamo di una cosa prevista da due anni. Ma che sono, pacchi postali questi anziani?". Per Diana, ex docente di lettere all’istituto d’arte "Mengaroni", al momento dell’intervista, la famiglia riferisce di non aver ricevuto l’indicazione di una sistemazione alternativa. Diana non è sola. In queste poche settimane aveva già stretto relazioni e amicizie con altri ospiti che condividono il grido di aiuto per la prospettiva di essere ricollocate, tra cui Annalisa Romano, 94 anni, ex maestra elementare a Villa Ceccolini, che a Casa Roverella vive da oltre due anni. Anche lei aveva scelto di trasferirsi nella struttura. L’inizio, racconta, era stato difficile: aveva pianto per il distacco dalla propria abitazione, poi lentamente aveva trovato il suo equilibrio. "Siamo venuti qui per trascorrere serenamente i nostri giorni e adesso veniamo scaraventati non sappiamo dove".

Ad Annalisa, a differenza di Diana, una prima possibilità sarebbe già stata prospettata: una camera singola senza bagno privato, con i servizi comuni nel corridoio, a diversi metri dalla stanza. Una soluzione che a 94 anni considera inadatta. Annalisa sottolinea anche le condizioni degli ospiti interessati: "Abbiamo molti anni, io ne ho 94, ma ci sono anche quelli che ne hanno 90, ci sono quelli che non stanno bene, ci sono persone in carrozzella che devono essere aiutate. Abbiamo fatto di tutto per adattarci a questa vita in comune. La vecchiaia va assolutamente rispettata, va curata, va sostenuta. La vecchiaia va difesa, non offesa".

La protesta non è contro i 27 ospiti della Tomasello che dovranno essere trasferiti. "Io non ce l’ho con loro – commenta Paolo Bernardi -, ci mancherebbe. Sono persone che hanno bisogno come mia madre e gli altri. Così però si rischia una guerra tra poveri".

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