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La ragazza di 16 anni stuprata al parco a Milano, l’indagato si difende davanti al gip: “Nessuna violenza, lei era consenziente”

July 23, 2026
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Il ventiduenne ha reso dichiarazioni e la sua versione dei fatti durante l’interrogatorio. I contatti via Instagram, l’appuntamento davanti al supermercato e i messaggi scambiati il giorno dopo: ecco come quella che sembrava una storia d’amore nascente si è trasformata in un incubo

Una manifestazione contro la violenza di genere

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Milano, 23 luglio 2026 – “Non c’è stata alcuna violenza, lei era consenziente”. Così si è difeso ieri davanti al giudice il ventiduenne accusato di aver abusato di una sedicenne quattro mesi fa in un parco della periferia sud-ovest di Milano. Stando a quanto emerso, il giovane ha reso dichiarazioni durante l’interrogatorio del gip Giulia D’Antoni, che l’ha sottoposto venerdì alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza nell’hinterland sud (con prescrizione di restare a casa dalle 22 alle 7). 

Ragazze e studentesse in corteo durante una manifestazione per reclamare libertà e tutela della dignità della donna (immagine di repertorio)

Ragazze e studentesse in corteo durante una manifestazione per reclamare libertà e tutela della dignità della donna (immagine di repertorio)

La tesi dell’indagato  

A sostegno della sua tesi, il ragazzo ha aggiunto che, dopo la presunta violenza, la minorenne lo avrebbe riaccompagnato alla fermata dell’autobus e che avrebbe pure fumato una sigaretta insieme a lui. Ora il suo legale presenterà un’istanza al gip per autorizzare il ventiduenne a recarsi al lavoro, visto che la ditta che l’ha assunto come operaio si trova in un Comune diverso rispetto a quello in cui vive. 

I primi contatti su Instagram 

Secondo gli accertamenti degli investigatori della Squadra mobile, coordinati dal pm Marco Cirigliano e guidati dal dirigente Alfonso Iadevaia, i due si sono conosciuti su Instagram e hanno iniziato a scambiarsi messaggi. A un certo punto, hanno deciso di passare dalla frequentazione virtuale all’incontro di persona, dandosi appuntamento davanti a un supermercato nel pomeriggio del 29 marzo: la sedicenne si è presentata in compagnia di un’amica (la stessa con cui poi si è confidata), che ha condiviso con lei e il ventiduenne un breve tratto in autobus. 

In corteo lo scorso 8 marzo a Milano

In corteo lo scorso 8 marzo a Milano

Il viaggio fino al parco 

I due hanno proseguito il viaggio sul mezzo pubblico fino a un’area verde, che si trova a poche centinaia di metri dallo stabile in cui l’adolescente abita con i genitori. Lì ci sarebbero stati i primi baci consensuali, a cui, come messo nero su bianco dalla vittima nella denuncia, avrebbe fatto seguito un approccio respinto del ventiduenne: “Non voglio fare queste cose, non voglio”, avrebbe detto lei, negando a più riprese e in maniera inequivocabile il consenso. Lui, però, non si sarebbe fermato, abusando della minorenne. 

I riscontri dalle telecamere 

Il giorno dopo, i due si sarebbero sentiti ancora su Instagram, fin quando il ventiduenne ha “bloccato” il contatto della sedicenne. Gli agenti hanno cercato e trovato riscontri alle parole di lei nelle immagini delle telecamere, identificando il presunto aggressore dal profilo social. A valle dell’inchiesta, la Procura ha chiesto il carcere, ma il gip ha optato per il meno afflittivo obbligo di dimora, pur riconoscendo la gravità del fatto e il rischio di reiterazione del reato.

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