Un attacco dal mare, con i temibili droni Gerbera, indirizzato a Italia, Francia o Spagna. Il nuovo allarme legato a una possibile escalation nel confronto tra la Russia e la Nato questa volta ci riguarda direttamente. E a renderlo ancora più preoccupante c'è il fatto che a evocarlo sia la Cia, che ha condiviso tali informazioni con alcuni governi europei.
Da uno di questi, quello lituano, è partito il leak rilanciato dal quotidiano spagnolo El Mundo. La notizia non fa che aumentare ulteriormente il livello di allerta che c'è ormai da giorni in Europa. Un'allerta alimentata non solo dai rapporti di intelligence, ma anche dal susseguirsi di incidenti e incursioni di droni che stanno coinvolgendo il fianco Est.
Il governo italiano frena
Dall'Italia, tuttavia, è giunta immediata una frenata. «L'alert non trova conferma, non serve a nessuno ulteriore benzina sul fuoco», ha avvertito il ministro della Difesa Guido Crosetto. Gli ultimi due casi in ordine cronologico hanno interessato la Moldavia e la Polonia. Il governo di Chisinau ha fatto sapere che quattro droni russi hanno violato lo spazio aereo nel corso del massiccio attacco sferrato da Mosca all'Ucraina. «La guerra della Russia mette in pericolo tutta l'Europa. Condanniamo questa guerra e stiamo con l'Ucraina», ha sottolineato la presidente moldava Maia Sandu.
Nella serata di mercoledì, invece, ancora una volta la Polonia è stata vittima di un incidente che, secondo le prime indagini, potrebbe configurarsi come un nuovo atto di sabotaggio. Un incendio doloso, infatti, è stato appiccato «deliberatamente» in una stazione terrestre utilizzata da Starlink. E, secondo il ministro per gli Affari Digitali di Varsavia, Krzysztof Gawkowski, «il modus operandi è chiaramente russo». Le indagini, tuttavia, sono agli inizi e non permettono di indirizzare un'accusa formale nei confronti di Mosca.
A prescindere dalla paternità o meno del Cremlino di questi atti, il clima in Europa resta molto teso. Secondo una valutazione dei servizi danesi, un attacco di Putin resta «improbabile», ma il rischio «è crescente». «Questa è la situazione più grave dalla fine della guerra fredda», è il quadro a tinte fosche fotografato da Copenaghen. Il report pubblicato da El Mundo, per la prima volta, ha scoperto il fianco Sud del continente, quello geograficamente più lontano da Vladimir Putin. «Useranno droni lanciati dal mare, nascosti in container; non è affatto difficile», ha sottolineato al quotidiano madrileno una fonte del governo lituano.
Il drone Gerbera è lungo circa due metri, con un'apertura alare di 2,5 metri, un peso fino a 18 chilogrammi, in grado di raggiungere velocità intorno ai 160 chilometri orari e con un'autonomia dichiarata di 600 chilometri. Una nave mercantile può trasportare diversi di questi droni, che vengono lanciati con molta meno difficoltà rispetto a uno Shahed o a un Geran. La Lituania, come altri Paesi, era a conoscenza di queste informazioni poco dopo il misterioso viaggio a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, avvenuto il 25 agosto.
I governi sapevano tutto?
Secondo fonti a conoscenza dell'allerta e citate da El Mundo, anche i governi di Spagna, Francia e Italia sono stati informati. Eppure, secondo fonti qualificate italiane, il presunto alert non sarebbe giunto ad alcun livello operativo, né di intelligence, né diplomatico, né militare. «Ho parlato stamane con il ministro Crosetto, queste notizie non hanno fondamento», ha precisato da New York il ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo il quale la Russia non attaccherà i Paesi Nato. «Sarebbero destinati alla sconfitta», ha aggiunto.
Concetto che ha una qualche somiglianza con quelli rimarcati sempre dalla Grande Mela dal segretario generale Mark Rutte. «È vero che la Russia sta intensificando sempre più la propria attività nel settore cibernetico e così via. Ma la Nato è pronta ad affrontare questa situazione. Pianifichiamo e ci prepariamo. E i russi lo sanno», ha spiegato Rutte. Con una postilla: «Putin è sull'orlo del panico, per lui la situazione non è buona». Ma, forse, anche per questo è più imprevedibile.
Cosa ha detto Macron
«Questa informazione la possiamo smentire. Il ministro della Difesa italiano ha fatto la stessa cosa. Ma si, c'è una situazione inquietante (...) Perché gli atti ostili un po' ovunque in Europa si sono moltiplicati», il commento del presidente francese Emmanuel Macron, intervistato in diretta al tg di TF1 e France 2. Intervistato dalla giornalista Caroline Roux (per France 2) e da Gilles Bouleau (per TF1), Macron ha inoltre affermato che la CIA «non ha informato i servizi francesi» di un possibile attacco di droni russi diretto verso il sud della Francia, contrariamente a quanto sostenuto da alcuni media. Macron ritiene possibile che la Francia possa essere bersaglio di un tentativo di attacco russo simile a quello avvenuto all'aeroporto di Lipsia l'estate scorsa: la Francia non ha ancora subito attacchi di questo tipo, «ma quando mi si chiede 'può accadere?', la mia risposta è sì», ha dichiarato il leader francese.
Per Macron, la Russia considera «l'Europa come la profondità strategica dell'Ucraina» e per questo moltiplica gli atti ostili contro i Paesi europei. «Ci sono diversi indizi che mostrano come la Russia si stia organizzando» per condurre un attacco contro l'Europa, una prospettiva «credibile», ha detto in diretta tv ai francesi. Secondo il presidente, Mosca invia attualmente il segnale di essere «pronta a fare ancora ulteriori sacrifici per prendere tutto il Donbass». Ha aggiunto che la Russia dovrebbe ancora avanzare «un anno e mezzo, due anni» al ritmo attuale per conquistare i territori che ancora non controlla in quella regione, «con perdite terribili e un'Ucraina che soffre». Di fronte a questa situazione, Macron ha difeso il sostegno francese a Kiev: «Qual è la nostra responsabilità? Aiutare l'Ucraina a resistere. Quello che facciamo dall'inizio». Il presidente francese ha giudicato «uno scenario credibile» quello di una nuova mobilitazione russa di 300.000 uomini.
Ultimo aggiornamento: venerdì 25 settembre 2026, 05:10
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