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La seconda vita di Elena Gherardi: “Accoltellai i miei genitori. Ero in un grande buco nero, non ricordo nulla”

October 19, 2026

Modena, 19 ottobre 2026 – “Un grande buco nero. Non ricordo nulla di quel giorno ma non ho più vissuto per il male che ho causato. Quello che so, però, è che allora nessuno mi seguiva, mi curava, non avevo una diagnosi chiara. Ora, con una diagnosi e una cura, le cose sono diverse e ho ricevuto il perdono. Ho scritto un libro proprio perché sentivo il bisogno di farlo, di tradurre ciò che provo”.

Elena non ricorda nulla della tragedia

A parlare è Elena Gherardi, 43 anni di Castelfranco. A febbraio del 2019 la donna, all’epoca 35enne, ferì gravemente con numerose coltellate gli anziani genitori Gino e Novella, 79 anni lui, 77 lei appena compiuti, al culmine di una lite. Il duplice tentato omicidio era avvenuto a Piumazzo ed Elena, ancora oggi, di quella tragedia familiare macchiata dal sangue nulla ricorda. La giovane era stata in cura per problemi psichici ma, come emerge con forza ancora una volta dopo il terrificante duplice omicidio di Mirandola, la famiglia della donna era stata lasciata sola.

L’importanza della diagnosi e della cura per le malattie mentali

A spiegare quanto sia importante una pronta diagnosi e la cura quando ci si confronta con la malattia mentale è proprio Elena che spiega come solo così si possa salvare e ci si possa salvare.

“Vivo in una comunità terapeutica residenziale di Faenza da quasi sei anni: ho fatto corsi di economia, informatica, matematica presso una scuola vicina a cui si può accedere se, come nel mio caso, si ha l’invalidità, avendola ottenuta al cento per cento. Vivo in un ‘gruppo appartamento’ e ho trovato un fidanzato – racconta. La cosa più ‘buffa’ è che era un carabiniere, ma ora è in pensione. Non ricordo nulla di quel giorno – rimarca. Mi sono svegliata con la gatta nel letto, poi c’è un buco nero totale. Il primo ricordo, quello che torna sempre è la presenza di cinque persone sopra di me e di una che mi sedava nel collo. Dopo di che mi sono svegliata dentro ad un box che suppongo fosse all’interno del pronto soccorso di Baggiovara. Non sono mai tornati i ricordi di quella aggressione – commenta ancora. Perché è successo? Non posso dirlo ma ho scritto anche per questo, per tirare fuori”.

Il libro di Anna

La donna ha recentemente pubblicato un libro dal titolo: ’Le radici della mente, Aforismi’. “Per me scrivere è liberatorio, lo è da sempre infatti nel libro ci sono pagine scritte sia prima che dopo quel giorno. E’ la mia esperienza di vita, sono aforismi. In una frase sono racchiuse tante cose. L’editore si chiama Pagine ed è online: la pubblicazione mi ha dato un minimo di soddisfazione; avevo bisogno di pubblicarlo”.

"Sentivo le voci. Era una psicosi”

La vita di Elena non era molto diversa da quella di Daniele Tavoni, accusato del duplice omicidio dei genitori.

“Vivevo con i miei e non lavoravo: avevo sempre problemi di salute e non riuscivo a tenermi un posto di lavoro; per questo discutevo con loro. Ho avuto un lungo periodo di insonnia prima di quel giorno e sentivo le voci che mi offendevano. Le ho sentite per un mese e mezzo tant’è che chiamai il Csm ma non trovai il medico. Ho fatto l’errore di non richiamare; quello sì. Da quel momento ho iniziato a sentire le voci giorno e notte: avevo la paura costante di essere seguita. Era una psicosi, mi hanno detto poi. I miei non se ne erano praticamente accorti: cercavo di arrangiarmi da sola, ero abituata così. Loro essendo anziani non capivano la mia situazione, non vedevano ma quello che so è che ora mi hanno perdonata, hanno capito che non ero consapevole e vado da loro, a casa, due volte al mese. Nel male, per fortuna che è andata bene”.

"Un aiuto può salvare”

Ora Gherardi, attraverso il proprio legale ha presentato istanza per terminare il periodo di libertà vigilata a cui è sottoposta. “A seconda di come andranno le cose, andrò finalmente a convivere con il mio compagno, in provincia di Modena. Con il senno di poi è difficile dire come sarebbe andata se fossi stata maggiormente seguita ma sono certa che un aiuto può sicuramente salvare una e altre vite”.