Una vera e propria industria del bello che crea, però, valore aggiunto. Sono i Beni Culturali siciliani nella visione dell’assessore Francesco Scarpinato che, ospite di Talk Sicilia, racconta ritrovamenti, recuperi, e la nuova organizzazione del settore nell’isola fra stabilizzazioni di personale precario e un nuovo maxi concorso che riguarderà almeno 400 assunzioni con l’introduzione di nuove figure professionali

Francesco Scarpinato – Assessore regionale ai Beni Culturali
I beni culturali come prima industria dell’Isola e la strategia del governo Schifani
Il patrimonio artistico e archeologico rappresenta il vero motore economico della nostra Isola, un settore strategico che va ben oltre la semplice attrazione turistica.
“I beni culturali sono la vera prima industria della Regione Siciliana. Non parliamo solo di turismo, ma del bello, dell’arte, della storia e dell’identità di una terra che, per posizione geografica, è la capitale dell’Euro-mediterraneo. Un terzo dell’intero patrimonio culturale d’Italia si trova in Sicilia. Per valorizzare questa immensa ricchezza abbiamo messo in campo una strategia precisa, fondata interamente sulla programmazione e sulla progettualità. Si tratta di un lavoro certosino che coinvolge i 14 parchi archeologici, i luoghi della cultura e le 10 soprintendenze, inclusa quella del Mare. Voglio ringraziare gli uomini e le donne che lavorano in queste istituzioni: operando ogni giorno nei nostri siti per dare lustro alla Sicilia, diventano i veri ambasciatori della nostra identità.”
Il recupero dei reperti dispersi e il caso della pisside restituita dall’Olanda
La cooperazione internazionale e il contrasto alla dispersione delle opere d’arte nel mondo stanno portando a importanti successi, come il recente rientro di un prezioso reperto dal Nord Europa.
“Esprimo il mio più vivo plauso al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, che ha lavorato in stretta sinergia con il nostro assessorato per riportare a casa una splendida pisside del V secolo a.C. Il rientro è stato possibile grazie a un lavoro di cooperazione e grande sintonia tra l’Italia, l’Università Allard Pierson e l’Università di Amsterdam. Questo prezioso reperto sarà destinato al Museo di Centuripe, arricchendo una struttura su cui siamo già intervenuti lo scorso anno per trasformarla in un forte attrattore turistico. La Sicilia è ormai diventata un modello di riferimento nelle buone pratiche e nei rapporti diretti con i detentori dei beni all’estero. Grazie all’evoluzione delle norme e all’efficacia del Codice dei Beni Culturali, stiamo riuscendo a far rientrare moltissimi reperti preziosi che oggi finalmente tornano ad arricchire le nostre collezioni.”
La centralità del mare e i grandi ritrovamenti nei fondali siciliani
Le acque siciliane continuano a rivelarsi uno scrigno inesauribile di tesori storici, confermando l’importanza delle ricerche sottomarine.
“La politica deve dettare il ritmo e indicare la strada, mentre la Sovrintendenza del Mare ha il compito di porre in essere tutti gli adempimenti tecnici e scientifici. Le ricerche continue hanno portato a scoperte straordinarie, come i relitti Marausa 2 – oggi custodito al Parco Archeologico Lilibeo – e il Gela 2, i cui reperti si trovano a Gela per i necessari processi di restauro. Questo filone di ricerca, inaugurato dal compianto Sebastiano Tusa con il primo relitto di Marausa e gli studi sulla battaglia delle Egadi, oggi si completa con questi nuovi ritrovamenti. Il nostro compito fondamentale è restaurare e tutelare queste bellezze, ma soprattutto renderle fruibili. Proprio per avvicinare i cittadini e i giovani all’arte, abbiamo promosso la gratuità nei luoghi della cultura la prima domenica del mese e in concomitanza con diverse festività nazionali.”
La fine del precariato storico e lo sblocco dei concorsi dopo trent’anni
Per garantire la piena fruibilità dei musei e dei parchi archeologici, anche durante i giorni festivi, l’amministrazione ha dovuto affrontare il nodo cruciale della carenza di personale.
“Ai Beni Culturali non esiste più un precario: abbiamo proceduto in silenzio alla stabilizzazione dei lavoratori ASU, che attendevano questo momento da oltre trent’anni. Inoltre, dopo tre decenni di blocco della spesa e grazie al risanamento dei conti operato dal governo Schifani, abbiamo finalmente aperto la stagione dei concorsi pubblici. Quest’anno accoglieremo i primi 10 archeologi e altri 10 sono in arrivo, rimpinguando un organico ridotto all’osso. Nel frattempo, per evitare la chiusura dei siti nei festivi, abbiamo adottato soluzioni ponte efficaci come l’impiego della vigilanza armata e dei servizi di portierato a supporto di strutture chiave, come il Museo Salinas di Palermo. Ora stiamo lavorando a un concorso straordinario ad hoc, chiedendo deroghe al governo nazionale, per bandire oltre 400 posti e coprire i vuoti in organico in tutte e nove le province.”
Nuove professionalità e l’integrazione di storici dell’arte e tecnici digitali
Il rinnovamento della macchina amministrativa passa anche dall’ascolto delle associazioni di categoria e dall’inserimento di competenze al passo con i tempi.
“Le figure degli storici dell’arte servirebbero moltissimo alla Regione, e le nostre porte sono sempre aperte all’ascolto di tutte le categorie. Tuttavia, prima di bandire i posti, è necessario aggiornare le piante organiche. Ho dato mandato al dirigente generale, l’ingegnere La Rocca, di effettuare una ricognizione interna per individuare i numeri e i profili da integrare, inclusi restauratori e storici dell’arte. Dobbiamo anche guardare alle nuove specializzazioni: il vecchio Codice dei Beni Culturali non menziona la realtà aumentata o la transizione digitale, mentre i musei moderni vanno in questa direzione. Per questo abbiamo siglato protocolli d’intesa con le università, a partire da quella di Palermo, per formare professionisti con competenze specifiche.”
Il bilancio del mandato: investimenti milionari e record di visitatori
Tra tutele simboliche e grandi opere infrastrutturali, i parchi archeologici siciliani stanno registrando numeri da primato in Italia.
“I risultati raggiunti sono tantissimi. Abbiamo apposto il vincolo culturale sull’albero di Paolo Borsellino in via d’Amelio e sul memoriale di Portella della Ginestra. Grazie a 182 milioni di euro dei fondi FSC abbiamo avviato un vasto piano di restauri che include anche il Teatro Politeama di Palermo. Abbiamo inoltre aperto il Museo dei relitti greci di Gela, un’opera attesa dal territorio da trent’anni. Dal punto di vista gestionale, l’Assemblea Regionale ha legiferato per inserire i revisori dei conti nei 14 parchi archeologici. Oggi i nostri parchi chiudono i bilanci in avanzo e reinvestono quelle risorse nella valorizzazione e nell’abbattimento delle barriere architettoniche. La Valle dei Templi, ad esempio, è diventata un modello internazionale per l’accessibilità ai diversamente abili ed è stabilmente nella top 10 dei luoghi più visitati d’Italia, superando il milione di visitatori insieme a Selinunte e Segesta.”
L’obiettivo per il futuro della legislatura
“In quest’ultimo scorcio di legislatura la mia priorità assoluta sarà completare il percorso del maxi-concorso per rimpinguare l’organico dei beni culturali. Vogliamo dare una concreta opportunità occupazionale ai nostri giovani laureati nella loro terra. Come ricordava Giovanni Paolo II, un Paese che uccide i propri figli è un Paese che non ha futuro; noi vogliamo dare loro un futuro qui in Sicilia”.