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La vittoria della maestra precaria, a 67 anni torna in graduatoria: “Restare fuori mi aveva tolto tutto”

July 28, 2026
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Il caso di una docente della scuola dell’infanzia con alle spalle 5 lustri di insegnamento saltuario. Grazie all’aiuto dei legali, ha ottenuto dal tribunale il reinserimento immediato. Ora attende le supplenze

Asilo nido in un'immagine di archivio

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Pesaro, 29 luglio 2026 – Maestra d’asilo precaria da una vita, il Tribunale la rimette in graduatoria: a 67 anni quelle ultime supplenze possono ancora permetterle di raggiungere la pensione. Era stata cancellata dagli elenchi per l’età, pur non avendo maturato i vent’anni minimi di contributi. Senza lavoro, senza pensione e senza disoccupazione, si era ritrovata intrappolata in un vicolo cieco. Ora i giudici di Pesaro le restituiscono la possibilità di tornare in classe e completare il percorso contributivo.

La docente non ha mai avuto una sede stabile

La docente vive a Saltara e insegna nella scuola dell’infanzia. Non ha mai avuto una sede stabile: ogni anno ha atteso le chiamate delle scuole seguendo lo scorrimento delle graduatorie. Negli ultimi sette-otto anni ha lavorato soprattutto a Fossombrone. Alle spalle ha circa 25 anni di insegnamento precario, anche nella scuola primaria. “Sono una precaria storica. Ho lavorato per 25 anni, ma l’Inps me ne conteggia circa 18. Mi mancano questi benedetti due anni”, racconta.

il tribunale di Pesaro, che ha deciso sulla vicenda

il tribunale di Pesaro, che ha deciso sulla vicenda

"Mi sono ritrovata fuori da tutte le graduatorie”

La vicenda comincia nell’estate del 2025. La maestra avrebbe compiuto 67 anni ad agosto, ma il 23 luglio si accorge di essere già stata cancellata dalle graduatorie provinciali per le supplenze. Un’esclusione automatica che le impedisce di concorrere per nuovi incarichi. “L’ho scoperto quasi per caso. Mi sono ritrovata fuori da tutte le graduatorie. Per me insegnare è la vita”. La donna si affida allo studio legale pesarese delle avvocate Roberta Motta e Maddalena Malara, che presenta una richiesta urgente per farla reinserire.  Il primo tentativo, però, si conclude con un no: in base ai dati considerati inizialmente, la docente avrebbe avuto soltanto 14 anni e 5 mesi di contributi, troppo pochi per arrivare alla soglia minima. Lo studio non si arrende e deposita documentazione integrativa attestante almeno 17 anni, 6 mesi e 23 giorni già dall’aprile 2025. Una comunicazione di un funzionario Inps indica inoltre circa 18 anni e un mese di contributi utili, comprendendo anche periodi legati alla Naspi, alla maternità e ad altre gestioni.

Il tribunale ribalta la prima decisione

Il Tribunale di Pesaro ha quindi ribaltato la prima decisione, ritenendo concreta la possibilità che la maestra raggiunga i vent’anni entro il 2027, prima dei settant’anni. Ha ordinato il reinserimento immediato nelle graduatorie. La pensione non è ancora garantita e il conteggio non è definitivo, ma la docente può tornare a concorrere per le supplenze necessarie. Nel frattempo ha già presentato la domanda per la scelta delle scuole ed è stata riammessa alla piattaforma. Ora aspetta le chiamate.

“Adesso tornare a scuola sarà una festa”

“Restare fuori mi aveva tolto tutto: non potevo lavorare, non avevo la pensione e non potevo ricevere neppure la disoccupazione. Adesso tornare a scuola sarà una festa”. A 67 anni non pensa affatto di fermarsi. “Continuerei fino all’ultimo giorno di respiro, finché la salute me lo permette. Voglio lavorare, non chiedo altro”. E spera che la sua battaglia possa servire ad altri: “Non è giusto che un meccanismo automatico cancelli una persona soltanto perché ha compiuto 67 anni, senza controllare se ha raggiunto i contributi minimi. Spero che questa vicenda aiuti anche chi si trova nella mia stessa situazione”.

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