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Ladispoli, prezzi popolari e treno: una formula irresistibile. Veronica Miriel: «Oggi vorrei rivedere quel mare»

August 6, 2026

Il mantra pop degli anni Ottanta, figlio di quel genio del racconto ironico e malinconico della Roma più vera, non solo resiste iconicamente tra le chiacchiere scanzonate delle famiglie radunate a fatica sotto ombrelloni affollati da materassini a forma di unicorno, seggioline pieghevoli e borse frigo stracolme come le cantine. La frase-mantra, ripetuta ossessivamente, “ma che stai a scherza’? Io devo anna’ a Ladispoli!” è uscita dalla finzione cinematografica firmata da Carlo Verdone ed è diventata realtà quotidiana per tanti giovanissimi romani. Hanno scoperto che con soli tre euro di biglietto e una ventina di minuti in treno «si arriva al mare di Ladispoli, meno affollato rispetto a Ostia». Abbandonano l’auto evitando l’impennata dei prezzi del carburante, lo stress per la ricerca del parcheggio e salgono sui treni alla stazione Termini o su quelli della fermata San Pietro, vicino al Vaticano. «Sui vagoni c’è anche l’aria condizionata e appena scendi alla stazione Ladispoli-Cerenova praticamente ce caschi dentro ar mare...» dice Giulio, un bel ragazzo abbronzatissimo niente affatto spaesato mentre in ciabatte, telo sulla spalla, percorre viale Italia (il corso della cittadina) per raggiungere il lungomare.

È vero, anzi è innegabile che Ladispoli resti il regno inespugnato delle famiglie di Roma Nord-Ovest che da più di tre generazioni hanno scelto la formula della seconda casa per trascorre la “villeggiatura”. «Ma adesso ci sono anche tanti giovani che arrivano da noi in treno, la linea ferroviaria c’è sempre stata, forse è stata pubblicizzata di più o forse iniziano a preferire i nostri stabilimenti rispetto a quelli di Ostia o di Fiumicino». L’analisi è di Antonello Chiappini, 55 anni, presidente di Assobalneari Ladispoli-San Nicola, e gestore dello stabilimento “Molto” anche ieri animato da tante famiglie. «Si è abbassata l’età dei bagnanti di Ladispoli, forse è cambiata la cultura della mobilità, prendono meno l’auto, è come se avessero scoperto il treno - aggiunge - e poi ci preferiscono a Ostia dove ci sono stati dei ritardi nell’apertura degli stabilimenti». Scopriremo solo tra qualche anno, attraverso sofisticate analisi sociologiche, cosa ci sia davvero dietro questo nuovo trend. Intanto, è bello vedere in spiaggia giovani pendolari accanto a nonni che fanno il bagno con i nipotini. Tra l’altro, il costo di una giornata a Ladispoli è abbordabile, adattato a qualsiasi fascia di età. «Abbiamo aderito a una iniziativa del Comune e dal martedì al giovedì pratichiamo lo sconto del 20%» aggiunge Chiappini.

Per un lettino si spendono 8 euro, per una postazione (un ombrellone e due lettini) 25 euro. Lo stabilimento “Molto” è uno dei più grandi, offre anche la possibilità di “parcheggiare” in un’area ad hoc i coloratissimi sup che in tanti si portano da casa. Anche qui, come a Ostia, Torvaianica e a Anzio, pagaiare su una tavola da surf si conferma lo sport preferito, una vera mania. Le numerose file di ombrelloni diventano sempre meno spostandosi dal tratto centrale del lungomare. «Colpa dell’erosione - spiega Chiappini - fortunatamente sappiamo che la Regione Lazio ha già stanziato 10 milioni di euro per un progetto da tre chilometri con barriere tra Torre Flavia e Marina di Palo».

Il ricordo

Il regno delle famiglie romane con seconda casa a pochi passi dal mare di Ladispoli, è quello che Leo (Verdone nel film “Un sacco bello”), non riuscirà mai raggiungere per l’incontro casuale con la bellissima Marisol. Dietro i suoi occhi chiarissimi c’era Veronica Miriel, cilena, oggi 71 e sempre bellissima. Ieri, dal sud della Spagna, dove vive da anni, ha voluto ricordare: «Il nome “Ladispoli”, come lo pronunciava Carlo, mi faceva tanto ridere, mi piacerebbe visitarla di nuovo. Ricordo che Carlo e il fratello una domenica mi ci portarono, c’era un simpatico chiringuito. È stato un film cult, è quello che ricordo con maggiore affetto e proprio per questo spero presto di tornare a visitare Ladispoli». Leo non raggiungerà mai Ladispoli. Lo farà 40 anni dopo Carlo Verdone, a bordo di un bus anni Ottanta, arrivato in piazza Rossellini dove il Comune ha messo una targa in ricordo del viaggio mai fatto. Tutti ricordano Leo e Marisol. Se ne parlava ieri nello stabilimento “Tritone”. Marco Lazzeri, 64 anni, titolare dello stabilimento sorto nel 1956, ieri era alle prese con gli scialatielli al nero di seppia. «Cambio menù ogni settimana - spiegherà solo dopo aver servito l’ultimo cliente - le “mie” famiglie vengono qui ogni giorno, devo variare, non posso far mangiare sempre le stesse cose». Anche ieri gli ombrelloni erano popolati «al 90% dai romani che ospito da tre generazioni, siamo diventati una sorta di famiglia allargata che vive in riva al mare». Qui dove un lettino costa sei euro, spopolano piatti di fritti di pesce. Da Marco viene anche qualche volto noto, ma alza subito gli scudi del rispetto per la sua clientela quando si chiede: «Mi dica, chi?». Perché all’interno di questi club familiari spontanei nati in riva al mare sono la fiducia e il rispetto a contare sopra ogni altro principio. Perché Ladispoli non si mostra, non ha bisogno di farlo: resta fiera e accogliente e per questo da decenni vince su ogni altra meta estiva modaiola del momento. “Devo anna’ a Ladispoli, c’ho mi’ madre lì!” resta il manifesto filosofico di moltissimi romani che lasciano mogli e genitori nella casa al mare e fanno avanti e indietro per raggiungere l’ufficio a Roma fino a quando non arrivano le ferie. Il paradiso estivo per generazioni di romani non è mai stato sinonimo di “Ibiza”, “Mykonos”, “Costa Smeralda”, o della meta più gettonata del momento rilanciata da qualche influencer su Tik Tok. A Ladispoli si è spontaneamente fedeli. È entusiasta della stagione, Paolo Carnevalini, lo storico gestore del Columbia: «Da cinquanta anni i romani vengono da me per mangiare la pizza cucinata al forno in riva al mare». E rivendica: «Ladispoli è il mare di Roma, l’acqua è pulita, si mangia bene. Le famiglie romane sono le più numerose ovviamente, ma anche oggi non mancano i turisti. Ladispoli ha un ottimo collegamento ferroviario con Roma quest’anno ci sono tanti stranieri, vengono dalla Danimarca, dall’Olanda, ma anche dalla Svizzera. Prendendo il treno alla stazione San Pietro e in 20 minuti sono da noi».

L’enclave

Ladispoli succursale estiva dei romani, simile socialmente e geograficamente alla Capitale: a Roma anche solo qualche via, o fermata di bus, separano quartieri borghesi da quelli popolari. Qui, superata la pineta, si arriva Marina di San Nicola, regno di professionisti e di volti noti. A meno di un chilometro da Ladispoli c’è un altro mondo dove una villa si affitta anche a diecimila euro al mese. Ha festeggiato il suo compleanno nello stabilimento El Pareo Mattia Zaccagni, il capitano della Lazio. L’altro giorno è arrivato il compagno di squadra Danilo Cataldi per una cena a base di ottimo pesce. Nel menù trionfa la zuppa crostacei su pagnotta. «Quest’anno sono arrivati anche turisti stranieri - spiega Ugo Boratto, storico gestore di El pareo che offre anche uno splendido garden beach - nel weekend ci sono soprattutto i pendolari, ma vanno nella spiaggia libera». Il volto popolare di Ladispoli, meta disperata dell’imbranato trasteverino Leo Nuvoloni, torna negli occhi sorridenti di Roberta Allegretti: è conosciuta come “l’allegra salumiera di Ladispoli” che è riuscita a partecipare a una edizione de “L’isola dei famosi”. Oggi gestisce insieme alla mamma con successo il Risto Alimentari di via Regina Margherita: «Sono contentissima, amo i miei clienti e non lascerei mai Ladispoli, è il mio posto del cuore».

Ladispoli non si mostra, si vive. Continua, però, a cullare almeno un sogno: vedere scendere dalla corriera Marisol e Leo, finalmente insieme, mano nella mano.

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