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Ladri prendono di mira una via del paese e svaligiano gli appartamenti mentre i proprietari sono in ferie. I residenti: «La strada è al buio, abbiamo paura»

August 8, 2026

ROMANO D'EZZELINO (VICENZA) - «Ci sentiamo impotenti, viviamo nel terrore di tornare a casa e con la paura che ci toglie il sonno durante la notte. La strada è al buio e abbiamo già chiesto alle istituzioni di intervenire, ma non c'è stato, finora, alcun intervento diretto. È giusto che la sicurezza debba essere in mano ai singoli cittadini?». È questo lo stato d'animo dei residenti di via Matteotti a Romano d'Ezzelino, dopo i due furti che si sono verificati nel giro di un mese. Sono state due le abitazioni prese di mira dai ladri, che si sono intrufolati all'interno delle case nel cuore della notte, approfittando dell'assenza dei proprietari partiti per le ferie. 

L'ultimo colpo risale a pochi giorni fa. Nella notte tra giovedì 6 e venerdì 7 agosto, infatti, i malviventi si sono arrampicati fino al secondo piano del condominio della strada presa di mira, per poi entrare nell'appartamento rompendo tapparella e infissi. A far scappare i ladri sono stati i vicini che, insospettiti dai forti rumori provenienti dall'abitazione alle 3 del mattino, hanno lanciato subito l'allarme. I danni, però, erano ormai stati fatti: mobili danneggiati, cassetti rotti, casa a soqquadro e ricordi completamente violati e trafugati.

Il comitato di controllo del vicinato

Già diverse settimane fa, i ladri hanno svaligiato un altro appartamento della stessa via: gli scassinatori 'acrobati' si sono intrufolati nell'abitazione al terzo piano, hanno messo sottosopra la casa - con il probabile intendo di cercare la cassaforte - e sono poi fuggiti con il bottino. 

«Ci siamo attivati subito per cercare di trovare una soluzione e per prevenire altri furti - racconta Cristina, residente nella via presa di mira dai banditi -. È stato creato un gruppo di controllo del vicinato e abbiamo iniziato a muoverci anche chiedendo al sindaco e alle istituzioni un intervento diretto. Già l'8 luglio i cartelli del controllo di vicinato, da collocare nella zona critica, erano pronti e il Comune aveva assicurato che in poche settimane sarebbero stati posizionati. Stiamo, però, ancora aspettando di riceverli. Ci siamo anche resi disponibili ad appenderli, anche per cercare di velocizzare le tempistiche, ma la nostra richiesta non è stata accettata». 

La strada al buio

È probabile che i cartelli di controllo del vicinato, che a distanza di un mese non sono ancora arrivati a fare prevenzione lungo la strada - come raccontano i residenti -, non risolvano la piaga dei furti. Ma d'altra parte sono uno strumento che aumenta, di fatto, la coesione sociale e l'attenzione reciproca nel quartiere, che è già in una situazione precaria causata anche dalla scarsa illuminazione della zona. «La strada è completamente al buio - racconta Chiara -. I pali dell'illuminazione sono presenti, ma non sono accesi e la via resta totalmente allo scuro. Abbiamo fatto presente anche questa problematica. La risposta che ci è stata data? 'Non ci sono fondi a sufficienza per garantire l'illuminazione costante. Io ho il terrore di tornare a casa la sera», prosegue Chiara. 

L'appello e la paura 

I residenti stanno pensando di attivarsi anche per far fronte alla loro sicurezza in maniera autonoma: c'è chi sta valutando di installare delle telecamere, chi opta per l'allarme e chi si accontenta anche solo di tenere accesa la luce del proprio terrazzo durante la notte, totalmente tetra e buia più del solito in via Matteotti. «Dopo l'ultimo episodio ho contattato le forze dell'ordine per chiedere di intensificare i controlli. Capisco che anche loro possano essere in una situazione difficile legata alla carenza di organico nel periodo di ferie, ma noi ci sentiamo impotenti - spiega Chiara -. Quando esco la mattina dal mio appartamento penso a quello che potrei trovare davanti ai miei occhi al mio rientro. E la paura aumenta ancora di più durante la notte, anche perché sono sola. Allora io mi chiedo: devono davvero essere i residenti a garantire la loro stessa sicurezza?».