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Lavitola e la chat con Ranucci del 2024: "Tra due anni fai il presidente"

August 10, 2026
F.A.

F.A. 10 agosto 2026 18:48

Valter Lavitola (Foto LaPresse)

"E tra 2 anni fai il Presidente". È uno deimessaggi scritti da Valter Lavitola a Sigfrido Ranucci in una chat risalente al 2024 e riportata nell'ordinanza di custodia cautelare con la quale il gip, dopo le indagini della procura di Roma e dei carabinieri del nucleo investigativo, ha disposto il carcere per l'imprenditore come mandante dell'attentato dell'ottobre scorso davanti all'abitazione del conduttore di Report. Al centro della conversazione la preoccupazione del giornalista di essere estromesso dalla conduzione del programma. Lavitola fa riferimento alle elezioni aggiungendo che, nel caso in cui Ranucci venisse mandato via, "farebbe bingo".  Secondo gli inquirenti, Lavitola voleva Ranucci in politica, per diventarne sostanzialmente il suo spin doctor, il suo consulente. 

Secondo quanto scritto dal gip nell'ordinanza, il "sostegno costante" offerto al conduttore di Report sarebbe correlato all'obiettivo di Lavitola: "La vittima era presente nei progetti di Lavitola sin dal 2024, allorquando aveva iniziato a proporre a Ranucci il tema della sua candidatura alle prossime elezioni politiche, ritenendolo l'uomo che poteva rappresentare la novità, capace di sparigliare le carte, e battere gli altri candidati. Lavitola - sottolinea il gip - nel tempo coltiva la sua intuizione e continua a riproporla costantemente al giornalista Ranucci che se, da un lato, non pare mai condividere formalmente il progetto dell'indagato, col tempo, si comprende, dal tenore dei messaggi e dal suo comportamento, che assuma un atteggiamento di apertura o quantomeno di curiosità rispetto al progetto, che via via diviene sempre più concreto. E in effetii Lavitola, proprio successivamente all'esecuzione dell'atto intimidatorio, inizia a tradurre quell'intuizione in fatti concreti, tanto da arrivare a commissionare un sondaggio, investendo in tale progetto tempo e denaro".

Intercettato dopo le perquisizioni dello scorso luglio, Lavitola spiegava che il progetto avrebbe sicuramente portato il giornalista a essere eletto presidente del Consiglio e che lui stesso avrebbe potuto raccogliere il 30% dei voti senza nessun partito politico: "Fratello questo non sarebbe una pre-candidatura - dice Lavitola a un interlocutore -, sarebbe presidente garantito al centodieci per cento. Io da solo prenderei il trenta per cento, senza partito, senza nulla".

I rapporti con l'intermediario

Nel documento il giudice per le indagini preliminari parla anche dei rapporti con Tavares, il factotum ancora ricercato: "La spregiudicatezza e la capacità criminale mostrata dimostra chiaramente come unica misura cautelare idonea a prevenire il rischio di azioni recidivanti sia quella della custodia cautelare in carcere. Per Lavitola vi è il concreto ed attuale pericolo che si dia alla fuga, atteso che le indagini hanno appurato che lo stesso ha interessi economici in Camerun dove potrebbe rifugiarsi evitando provvedimenti cautelari nei suoi confronti, ha rapporti relazionali caratterizzati da estrema confidenza con una donna da lui appellata ‘meu amor' con cui dialoga in lingua portoghese. Inoltre, è stato acclarato che immediatamente dopo il sopralluogo eseguito il 10 ottobre scorso è partito per l'Argentina".

"Tutte circostanze che dimostrano come abbia la disponibilità di innumerevoli contatti in altri continenti. Inoltre, la circostanza che solo dopo l'esecuzione della misura cautelare nei confronti degli esecutori materiali, avvenuta il 30 giugno, Lavitola decidesse improvvisamente di partire per l'Africa acquistando un biglietto per il 4 luglio e che tale viaggio sia stato evitato esclusivamente perché gli veniva notificato il decreto di perquisizione, dimostra evidentemente come, una volta appresa la notizia dell'arresto degli esecutori materiali, temendo che gli inquirenti potessero avere già acquisito elementi a suo carico, la sua volontà, già in quella fase, fosse quella di sottrarsi ad una eventuale cattura"."Inoltre - scrive ancora il gip - come evidenziato dal pubblico ministero e come emerso dalle risultanze in atti, la considerazione che sia comparso davanti all'autorità inquirente a seguito della sua convocazione per rendere interrogatorio, ma si sia avvalso della facoltà di non rispondere e abbia reso dichiarazioni spontanee di fatto irrilevanti o comunque contraddette dalle risultanze acquisite, non consente di ritenere che il comportamento sin qui adottato sia connotato da una seria volontà collaborativa. Né si può sostenere che la sua permanenza in Italia, anche dopo la perquisizione, sia sintomatica del fatto che tale esigenza non sia più attuale. Invero, come si evince dalle intercettazioni, dopo l'esecuzione dell'atto a sorpresa, Lavitola si era convinto che sarebbe stato arrestato immediatamente dopo la sua convocazione per rendere interrogatorio, ed è del tutto verosimile che, una volta che tale evento non si sia verificato, in capo all'indagato sia maturata la convinzione, come dallo stesso esternato nel corso delle intercettazioni, che per gli inquirenti gli elementi acquisiti nei suoi confronti non avessero una forza probatoria tale da sostenere una richiesta di misura cautelare".

La foto 

Nell'ordinanza è presente anche una foto che ritrae Sigfrido Ranucci, Valter Lavitola e Gomes Clesio Tavares. Il 17 ottobre 2024, il giornalista e conduttore di Report rispondendo a un messaggio di Lavitola spiegava di trovarsi in difficoltà su tutto ma che sarebbe andato avanti (In difficoltà su tutto. Ma vado avanti). E alla domanda di Lavitola se potesse essergli utile in qualche modo, il giornalista rispondeva con una battuta: gli chiedeva di prestargli Gomes (Mi dovresti prestare Gomez), suscitando l'ilarità di Lavitola. "Da tale affermazione - viene riportato nell'ordinanza - è facile dedurre che Ranucci conoscesse Gomes, il suo ruolo di factotum al servizio di Lavitola e la sua attività di guardaspalle che avrebbe voluto utilizzare contro coloro che lo stavano mettendo in difficoltà".

"Effettivamente, Ranucci conosce Gomes almeno dal gennaio del 2022 e ciò lo si deduce da un messaggio che il 25 gennaio 2025 Lavitola inviava al conduttore con cui trasmetteva la fotografia di loro tre abbracciati che si scattavano verosimilmente un selfie - scrive il gip - La fotografia era stata trasmessa, a sua volta, a Lavitola da Gomes accompagnata dalla seguente frase: "Questa foto mi è uscita stamattina con la scritta il meglio di gennaio 2022". Ritornando al 17 ottobre 2024, Ranucci inviava a Lavitola una serie di fotografie scattate durante la presentazione del suo libro a Foggia “e commentava soddisfatto che a tale evento avevano partecipato 600 persone e che altre 300 erano state mandate via (verosimilmente per la ridotta capienza dei locali). L'ex direttore dell'Avanti! rispondeva che questi incontri gli sembravano dei test di campagna elettorale, come quelli che si fanno negli Usa (Questi mesi mi sembrano tanto un test di campagna elettorale come si fanno negli Stati Uniti) ricevendo la risposta divertita del giornalista con delle emoticon".