PADOVA - Aveva trovato occupazione a Padova. Non in regola però, in nero, come operaio in un’azienda edile rumena. N.T., 35 anni di origini moldave, è morto a 24 ore dal suo arrivo in Italia e proprio il primo giorno di lavoro. Un malore l’ha colpito mentre lavorava in cantiere. Si è sentito male alle 14 di martedì, ma il decesso non è avvenuto subito, bensì pare due ore dopo, in un parcheggio di un supermercato a Saonara.
Ora gli inquirenti stanno cercando di ricostruire cosa sia successo in quel lasso di tempo, per capire sia l’ora esatta della morte, sia la causa. Sul caso, su cui ci sono molti elementi da chiarire, è stato aperto un fascicolo dal pm Claudia Brunino che ha iscritto nel registro degli indagati sei persone, tutte di origine rumena. Per ora l’accusa è di omissione di soccorso aggravata.
La ricostruzione
N.T. era partito dal suo Paese per raggiungere Padova, sapendo di avere un lavoro. Certo in nero, ma quantomeno retribuito. Aveva trovato ospitalità da alcuni parenti a Bovolenta, che dalla città capoluogo dista una ventina di chilometri. Martedì esce di casa con grandi speranze e inizia a lavorare nel cantiere edile. La ditta è rumena (quindi tutti parlano la stessa lingua) e non gli fa un contratto regolare, ma lo mette alla prova. Alle 14 l’uomo si sente male. Due operai gli si avvicinano e lo fanno sedere, chiedendogli se ha bisogno di aiuto.
Viene avvisato il titolare dell’impresa, che invece di chiamare un’ambulanza, invita i due operai a portarlo a casa sua, perché ci avrebbe pensato lui a rianimarlo. Una volta arrivati nell’abitazione si rendono conto che il 35enne non si riprende e che anzi le sue condizioni stanno peggiorando.
L’imprenditore allora chiede aiuto alla zia e alla cugina, che lo caricano nuovamente in macchina per accompagnarlo in ospedale. Un tempo troppo lungo, infinito per un uomo che, come sembra, è stato colto da un infarto. Le due donne si fermano nel parcheggio di un supermercato di Saonara. Per arrivare all’ospedale di Padova ci vorrebbero altri 20 minuti, così decidono di chiamare il 118. Sul posto arrivano non solo l’ambulanza del Suem ma anche i carabinieri. I sanitari tentano di rianimare l’uomo per circa un quarto d’ora nel tentativo disperato di salvarlo, ma non c’è nulla da fare. N.T. è ormai morto.
I punti oscuri
Ci sono tanti punti nella vicenda che non convincono gli inquirenti. L’operaio lavorava in nero e quando lui si è sentito male, l’imprenditore ha preferito non chiamare i soccorsi: «Per non incorrere in ulteriori ripercussioni», sembra aver dichiarato. Ma anche l’orario del malore è anomalo: le 14. La nota ordinanza della Regione Veneto vieta di esporsi al sole e alle elevate temperature estive dalle 12.30 alle 16. Quindi sarà da approfondire che tipo di lavoro stesse facendo in cantiere a quell’ora e dove si trovasse, se al riparo in un container o esposto ai 40 gradi di questi giorni.
Ma i dubbi si concentrano soprattutto sull’intero percorso fatto dall’operaio dal momento in cui è stato male fino a quello della morte. Per questo è stata disposta l’autopsia, affidata al medico legale Antonello Cirnelli, che dovrà accertare l’ora esatta del decesso e la causa, per capire se si sia trattato di un problema cardiaco o se il malore sia stato provocato proprio dall’elevata temperatura.
Le indagini
Oltre all’omissione di soccorso, per la quale sono stati indagate sei persone, tra cui il titolare della ditta, si sta lavorando anche su un’altra pista. Dalle immagini della videosorveglianza del parcheggio del supermercato i carabinieri dovranno appurare se l’operaio sia arrivato in vita. Alcuni testimoni, quando hanno visto le due donne chiamare i soccorsi, avrebbero dichiarato che il 35enne sembrava già deceduto. Non viene esclusa anche l’ipotesi che ci fosse la volontà di abbandonare il corpo senza denunciare l’accaduto, anche se non troverebbe spiegazione a questo punto l’allarme lanciato dalle due donne. Restano per ora i fatti. Il 35enne moldavo è morto a seguito di un malore avvenuto alle 14 in un cantiere edile, non è stato soccorso immediatamente ed è stato trovato morto due ore dopo in un parcheggio di un supermercato.
Il cordoglio
«Di fronte ad una tragedia di questo tipo il primo pensiero va alla vittima e alla famiglia - commenta Monica Grosselle, presidente dell’Ance Padova – e non conoscendo i fatti lasceremo che le indagini facciano il loro corso. Esiste però un’ordinanza regionale che vieta l’esposizione al sole all’ora in cui l’operaio ha avuto il malore e purtroppo le temperature eccessive di questi giorni possono provocare stress da calore. C’è comunque un problema di informazione e prevenzione, le nostre imprese associate investono molto in sicurezza, ma c’è una parte di aziende che non lo fa abbastanza. È da capire che tipo di lavoro stava facendo a quell’ora. Talvolta i malori arrivano anche indipendentemente dal luogo in cui si opera».