BOLOGNA – Oggi sciopero dei lavoratori Apple anche a Bologna, con presidio davanti allo store di via Rizzoli. Il negozio è rimasto aperto ma, in attesa dei turni del pomeriggio, l’astensione dal lavoro ha finora interessato l’80% del personale secondo quanto riferisce Helen Yemane della Filcams-Cgil, il sindacato di categoria che promuove la mobilitazione a livello nazionale insieme a Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil.





“Stiamo protestando perché stiamo denunciando ormai da diversi mesi, anche troppi, le condizioni di lavoro di tutti i collaboratori e di tutte le collaboratrici. Ormai lavorano in condizioni estremamente precarie- afferma la sindacalista- perché gli organici sono sempre e comunque più ristretti, ci sono state tantissime dimissioni e purtroppo l’azienda non è intervenuta con delle assunzioni. Quindi questo ha comportato un sovraccarico di lavoro sulle spalle dei collaboratori, che ovviamente lavorano in condizioni sempre più precarie, sia dal punto di vista fisico che mentale”.
Nonostante l’azienda si trovi “in una situazione dal punto di vista economico abbastanza positiva e continui ad essere in crescita”, sottolinea Yemane, “noi contiamo che siamo al di sotto almeno del 15% di organico rispetto agli anni precedenti”. Per lo store di Bologna, in cui lavorano circa 90 persone, significa che i sindacati invocano almeno una decina di nuove assunzioni stabili.
“Oggi i lavoratori della Apple protestano perché l’azienda non ascolta le loro rivendicazioni. In primis sono sotto organico, da tempo sono stressati da turni massacranti- conferma Laura Chiarini per la Fisascat- e l’azienda come risposta assume persone a tempo determinato per poi non stabilizzarle mai. Quindi c’è anche una dispersione di professionalità molto importante”. I lavoratori “sono stanchi, hanno un indice di malattia altissimo- segnala Chiarini- proprio perché dettato da questo stress continuo causato da un lavoro non organizzato come come si deve e quindi scioperano proprio per rivendicare una maggiore stabilità a livello occupazionale”.
Ad oggi “il personale che c’è non è sufficiente per il carico di lavoro”, conferma anche la Uiltucs. “Ci sono molti contratti part-time e che sono tali da 15 anni. Parliamo di part-time di 20 o 15 ore, mentre comunque il carico di lavoro aumenta e il numero dei tempi determinati e dei part-time è sempre lo stesso”. Eppure, “il fatturato della dell’azienda invece potrebbe sostenere benissimo i costi del personale”, aggiungono dalla Uiltucs. Alla Apple, insomma, per i lavoratori in sciopero è “tutto esaurito. Anche noi”, come recita il volantino distribuito durante il sit-in.