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Le associazioni di categoria unite. Confartigianato e Cna: "Price cap? Bene, ora interventi strutturali"

September 29, 2026
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Buttino: "Dobbiamo cominciare a costruire una risposta che non sia soltanto emergenziale". Cornacchini e Poltronieri: "L’aumento incontrollato sta producendo effetti gravissimi su tutta la filiera". .

Buttino: "Dobbiamo cominciare a costruire una risposta che non sia soltanto emergenziale". Cornacchini e Poltronieri: "L’aumento incontrollato sta producendo effetti gravissimi su tutta la filiera". .

Buttino: "Dobbiamo cominciare a costruire una risposta che non sia soltanto emergenziale". Cornacchini e Poltronieri: "L’aumento incontrollato sta producendo effetti gravissimi su tutta la filiera". .

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"Il price cap introdotto da Eni e la scelta di altre compagnie petrolifere di calmierare i prezzi dei carburanti, rappresentano un segnale concreto e importante per un comparto, quello dell’autotrasporto, che da mesi sta sostenendo costi sempre più difficili da assorbire". Così Francesco Buttino, vicesegretario di Confartigianato, a nome del gruppo degli autotrasportatori dell’associazione. Dal 28 settembre Eni ha fissato un tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e di 2,19 euro per il gasolio, con una durata iniziale di 30 giorni e la possibilità di proroga fino alla fine dell’anno. Anche la rete IP ha annunciato prezzi calmierati.

"Una decisione che va nella direzione giusta – prosegue – perché interviene concretamente su una delle principali voci di costo per chi ogni giorno mette in strada un camion, trasporta merci, collega imprese e territori e garantisce il funzionamento della nostra economia. L’autotrasporto non è un settore accessorio: è una componente strategica del sistema produttivo italiano. Ogni aumento del gasolio si ripercuote sull’intera filiera".

Confartigianato Ferrara valuta positivamente anche lo sforzo messo in campo dal Governo con l’esecutivo che ha accolto favorevolmente l’iniziativa di Eni e ha convocato per l’8 ottobre gli operatori della raffinazione per affrontare il tema dell’offerta e dei prezzi. "In questa fase nessuno può ignorare la complessità dello scenario internazionale, segnato dalla crisi degli stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb e dalle conseguenze che questa situazione produce sugli approvvigionamenti e sui mercati energetici. Dobbiamo cominciare a costruire una risposta che non sia soltanto emergenziale". Insomma, bene il price cap ma "serve una strategia strutturale sul costo dei carburanti, che garantisca maggiore stabilità alle imprese e permetta agli autotrasportatori di programmare investimenti e attività senza essere esposti alle oscillazioni improvvise dei mercati. Occorre lavorare su fiscalità, approvvigionamenti, capacità di raffinazione e strumenti di tutela per le categorie più esposte".

Per Leonardo Cornacchini, del direttivo di Cna Fita per il trasporto persone, "il settore unisce due tipi di servizio con dinamiche differenti. Il trasporto pubblico locale si basa su contratti di servizio il cui corrispettivo è fissato una volta per tutte, e questo significa che i rincari di carburante vanno tutti a danno del reddito d’impresa. Il prossimo anno potremo ottenere una revisione delle tariffe, ma solo nei limiti dell’inflazione, e comunque in misura insufficiente a coprire gli aumenti: si tenga conto che il gasolio, da febbraio ad oggi, è passato da 1,70 euro al litro, a 2,40, con un aumento del 40%". Nell’autonoleggio, aggiunge, "il discorso è diverso: lì si lavora su preventivi che vengono formulati di volta in volta tenendo conto anche dei costi del carburante. Questo permette alle imprese di ammortizzare gli aumenti, ma a discapito dell’utente finale, sia esso il turista in viaggio o il genitore di uno studente in gita scolastica".

Un commento arriva anche da Giorgio Poltronieri, presidente di Cna Fita: "L’aumento incontrollato sta producendo effetti gravissimi, gli autotrasportatori non riescono, se non in minima parte, a scaricare sui committenti i maggiori costi. In Italia esiste dal 2008 una normativa sul fuel surcharge che prevede l’adeguamento delle tariffe dei contratti di autotrasporto in caso di aumenti dei carburanti. In questo quadro dobbiamo dare atto al Governo di essersi mosso bene: da un lato dando impulso alle imprese per contenere gli aumenti alla pompa, dall’altro convocando le aziende di raffinazione per concordare un aumento della produzione".

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