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- Le immagini suggestive del docu-film ’Per tutti Charly’. Emozione Recalcati: il PalaDozza applaude
C’è tanto basket, al PalaDozza. E non può andare diversamente. Solo che il basket dell’altra sera, è diverso. Passa dal...

C’è tanto basket, al PalaDozza. E non può andare diversamente. Solo che il basket dell’altra sera, è diverso. Passa dal...

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C’è tanto basket, al PalaDozza. E non può andare diversamente. Solo che il basket dell’altra sera, è diverso. Passa dal bianconero al colore, dagli anni Sessanta alle ultime stagioni. E’ ’Per tutti Charly’, il docu-film realizzato da We for You Events&Communication che tiene i presenti incollati alle poltroncine di Piazza Azzarita.
E’ la festa di compleanno di Charly Recalcati che, prima delle proiezione, taglia la torta con la moglie Giovanna, nei locali del Mubit. Ci sono Demis Cavina, Rossano Guerri, Teo Alibegovic, Antimo Martino, Davide Lamma, Valerio Mazzola, Federico Boschi, Fabrizio Pungetti Sconochini, Federico Fucà, Florenzo Storelli e, per il Comune, Mattia Santori.
Presenta Jack Bonora: la serata scivola via veloce, tra l’amarcord di successi e racconti toccanti. Sconochini comincia a muovere i primi passi a Reggio Calabria con Recalcati che stravede per lui. In quel periodo Hugo perde la mamma, Maria Ines, e torna in patria. E non ne vuole sapere, provato dal dolore, di tornare in Italia. "Mi ha salvato Charly", dice il Condor con il sorriso dei giorni migliori. Si osserva in silenzio, qualcuno si commuove. Gli inizi a Milano, l’epopea di Cantù. E Charly che, come allenatore, non riesce a portare, apparentemente, Pace Mannion (papà di Nico) perché per Cantù costa troppo. Recalcati che vola alla Summer League e, alla fine di una seduta, dà un passaggio a un signore americano rimasto a piedi. Quel signore è il direttore della Summer League che, a quel punto, per ricambiare la gentilezza, apre tutte le porte a Charly. L’agente di Mannion si lascia impressionare: Pace firma per Cantù. "Chi non conosce la storia, non ha futuro – dice dopo la proiezione Recalcati –. Vinto lo scudetto, ringraziai Teo Alibegovic. Se non ci fosse stato lui, con la salvezza del 1992, non avremmo conquistato il titolo del 2000".
Il film è la storia di un signore di 81 anni che ha fatto (e fa ancora) la storia dei canestri. Una leggenda, un personaggio. Nel film c’è tutto questo: ma esce l’uomo Recalcati. La capacità di essere diretto e guardare lontano, schietto e rispettoso. Amico, senza essere tenero. Leggendario il cazziatone a quattro azzurri che, a Varese, durante un ritiro, rientrano tardi in albergo. Il messaggio di Charly è così vincente che arriva il bronzo agli Europei di Svezia. Si ride e si piange. Le testimonianze sono tante. Forse mancano solo un po’ di Pozzecco e la sua follia. Ma il nostro Charly è davvero per tutti.
a. gal.
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