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Le ultime ore di vita di Alessio Borelli nel condominio di Corsico. Mercoledì una lite e le grida sentite dai vicini, poi la morte inflitta a coltellate

July 13, 2026
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Le ultime ore di vita di Alessio Borelli nel condominio di Corsico. Mercoledì una lite e le grida sentite dai vicini, poi la morte inflitta a coltellate

A giugno i condòmini avevano già protestato per i rumori molesti e il continuo viavai di persone. Specialisti della Sis a caccia di impronte. Sotto la lente anche alcune bottiglie forse usate per assumere droga

Carabinieri davanti alla palazzina di via Parini 11 a Corsico dove è avvenuto il delitto

Carabinieri davanti alla palazzina di via Parini 11 a Corsico dove è avvenuto il delitto

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Milano, 13 luglio 2026 – Mercoledì mattina, via Parini 11 a Corsico. Qualcuno sente urlare all’ottavo piano: due persone stanno discutendo ad alta voce nell’appartamento in cui vive in affitto Alessio Borelli. Parte la chiamata al 112, che innesca l’intervento dei carabinieri: al citofono non risponde nessuno, non c’è traccia dei due litiganti. Il motivo? Con ogni probabilità, in quel momento il quarantunenne nativo di Treviglio era già a terra in sala, ucciso a coltellate o strangolato. E l’assassino in fuga, prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. 

La palazzina di Corsico dove risiedeva la vittima

La palazzina di Corsico dove risiedeva la vittima

Attesa per l’autopsia 

In attesa del responso decisivo dell’autopsia, è questa al momento l’ipotesi ritenuta più probabile dagli investigatori che stanno indagando sulla tragica fine di Borelli, che abitava da solo e che non aveva una relazione stabile negli ultimi tempi: nessuno ha chiesto notizie di lui nelle 72 ore che hanno preceduto il ritrovamento del cadavere sabato pomeriggio, dopo le segnalazioni dei residenti per il cattivo odore che proveniva dall’abitazione. I carabinieri della Compagnia di Corsico, coordinati dal pm Ilaria Perinu, stanno scavando nella vita e nelle frequentazioni recenti del quarantunenne, addetto al call center di una multinazionale specializzata in telecomunicazioni che ha una sede in via Caboto, a un paio di chilometri di distanza dallo stabile di via Parini. Pare che la pista della rapina finita nel sangue sia stata scartata fin dall’inizio, anche perché il killer ha portato con sé solo le chiavi della porta blindata per chiuderla dietro di sé prima di sparire nel nulla e ritardare così la scoperta del corpo senza vita di Borelli. 

Il 41enne Alessio Borelli è stato trovato senza vita nella sua abitazione di via Parini

Il 41enne Alessio Borelli è stato trovato senza vita nella sua abitazione di via Parini

L’ingresso volontario 

Di conseguenza, l’alternativa più plausibile porta a una persona che la vittima avrebbe fatto entrare volontariamente a casa sua, forse martedì sera. Poi il litigio e l’aggressione letale, durante la quale, come suggeriscono le condizioni del bilocale completamente a soqquadro, il quarantunenne avrebbe lottato con tutte le sue forze. L’intervento dei carabinieri di mercoledì non è stato il primo a quell’indirizzo. Stando a quanto risulta al Giorno, a giugno c’è stata un’altra telefonata al 112 per riferire di urla e rumori molesti. Nei giorni successivi, gli altri inquilini del palazzo hanno inviato una lettera all’amministratore di condominio, citando pure quella chiamata ai militari e parlando del continuo viavai di sconosciuti nell’appartamento di Borelli. Un episodio che ancor di più spinge gli inquirenti a concentrarsi sulla sfera privata dell’uomo, che spesso ospitava amici a casa.  

Bottiglie sospette 

Ora quell’appartamento è sotto sequestro, e nelle prossime ore gli specialisti della Sezione investigazioni scientifiche del Nucleo investigativo di via Moscova ci torneranno per un sopralluogo più dettagliato: l’obiettivo dichiarato è quello di isolare tracce biologiche o impronte potenzialmente rivelatrici sull’identità dell’assassino e per esaminare alcune bottigliette notate sabato sera, che potrebbero essere state utilizzate per assumere stupefacenti. A proposito di stupefacenti, negli archivi delle forze dell’ordine risultano diversi precedenti (dieci anni fa Borelli finì ai domiciliari per smercio di sostanze usate per le pratiche di chemsex) e altrettante segnalazioni per uso personale. Il quarantunenne era uscito da quel mondo o il delitto va inquadrato in un contesto di notti di sballo a base di droga?

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