MARIO CALABRESI, LE VOCI DEGLI ALTRI (MONDADORI, PP.156, EURO 18.50).
Il valore dell'ascolto e dell'empatia per superare la solitudine e l'indifferenza della società in cui viviamo. L'incontro con l'altro, con chi "si sente trasparente e dimenticato". Mario Calabresi, giornalista e scrittore, possibile candidato sindaco a Milano con il centrosinistra, nel suo nuovo libro 'Le voci degli altri' - che esce il 22 settembre per Mondadori - attraverso diverse storie ci mostra un mondo disumanizzato a cui vorrebbe ridare umanità e un po' di speranza. Quella che vorrebbe portare con la sua discesa in campo.
Le prime pagine sono dedicate alla scuola, al ricordo della sua scuola elementare, la Giuseppe Lombardo Radice di via Paravia 83 a Milano che era "un luogo dove tutto si amalgamava e si impastavano persone il cui destino non sarebbe stato per forza segnato dalla famiglia di provenienza, dall'indirizzo di nascita e dalla professione dei genitori" racconta Calabresi, che ha fondato e diretto la podcast company Chora Media, è autore della newsletter Altre/Storie ed è stato direttore de La Stampa e La Repubblica.
Nel 1976 frequentavano la Lombardo Radice: 806 bambini, oggi ci sono 108 alunni, ma il motivo spiega Calabresi non è solo il calo demografico. C'è anche la scelta di molti genitori italiani di non iscrivere i loro figli a scuola per il timore che l'alto numero di bambini stranieri ritardi il loro apprendimento.
"Trovo ingiusto definire straniero un bambino che è nato in Italia" dice il giornalista nel libro che racconta - mentre la premier Meloni annuncia in questi giorni che sarà fatto un decreto per limitare gli studenti stranieri in classe - come quella che era la sua scuola oggi cerchi di andare oltre i muri del quartiere e gli stereotipi.
L'empatia che attraversa tutte le storie e gli incontri a cui dà voce Calabresi è diventata nel dibattito pubblico americano "diabolica", "tossica", "suicida". Elon Musk la considera "la debolezza fondamentale della civiltà occidentale" ricorda il giornalista. Nel prologo è rievocata la scena in cui Trump, alla sua prima presidenza, incontra nel 2018 alunni e insegnanti sopravvissuti alle stragi scolastiche del liceo Columbine nel 1999, della scuola elementare Sandy Hook nel 2012 e della Stoneman Douglas High School nel 2018. Il presidente ha in mano un promemoria e dimentica di dire alle famiglie delle vittime l'ultimo punto che afferma "Vi ascolto". "La soluzione era un'altra: armare gli insegnanti".
Nel mare di indifferenza in cui siamo immersi Calabresi racconta le storie di una donna anziana rimasta l'unica italiana nel suo palazzo popolare, spaventata da un mondo che non comprende, quella di una bibliotecaria che si confronta con una bambina che non trova nessun libro in cui sentirsi rappresentata e quella di Davide che nel 2025 a Milano, quando aveva 22 anni, viene accoltellato alla schiena da un gruppo in cui c'erano tre minorenni, ma trova speranza nel rinunciare all'odio che gli spetterebbe. C'è anche la storia di una donna che si occupa di dare un'identità ai morti che non hanno un nome. "E' una donna che pratica la forma più alta di sensibilità e condivisione, quella con coloro che sono scomparsi e con le persone che li cercano o li aspettano" sottolinea nel libro. Coinvolgenti i giorni passati con il cardinale Pierbattista Pizzaballa che a Gerusalemme, dove è arrivato nel 1990, continua a cercare spiragli di umanità. "Questo è un mondo in conflitto, ma non si può aspettare che finisca lo scontro per iniziare a parlare, per iniziare a provarci" dice.
Il libro, dopo l'anteprima a Pordenonelegge, sarà presentato il 24 settembre alle 18.30 al Teatro Parenti di Milano con la partecipazione di Marco Missiroli.
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