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Lecce, addio allo storico Circolo Tennis: la Giunta approva il progetto per le Mura Urbiche

July 11, 2026

Il Circolo Tennis Mario Stasi dovrà lasciare la storica sede. Del resto, Adriana Poli Bortone lo aveva già detto chiaramente: «Lo sanno da anni che devono andare via». Alle parole ora seguono i fatti. O meglio, gli atti. La Giunta comunale ha approvato ieri la delibera con il Documento di indirizzo alla progettazione (Dip) per il completamento del Parco delle Mura Urbiche, dando il via all'iter del progetto da 4,8 milioni di euro, finanziato attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione. L'intervento trasformerà l'area oggi occupata dall'impianto sportivo e da Corte Licci nel naturale prolungamento dell'attuale Parco delle Mura a Lecce. Contestualmente è arrivato il via libera anche al Dip per il Parco archeologico di Rudiae, portando a 9,3 milioni di euro gli investimenti complessivi destinati ai due principali attrattori culturali cittadini.

La delibera 


La delibera arriva ad alcune settimane dalla presa di posizione del presidente del Circolo Tennis "Mario Stasi", Giuseppe Giliberti, che aveva contestato il progetto annunciando una nuova mobilitazione. «Non permetteremo che quasi ottant'anni di storia vengano rasi al suolo in nome di un progetto che cancella l'identità di Lecce», aveva dichiarato a Quotidiano, lanciando una raccolta firme che ha già superato le 200 adesioni. 
Una protesta che, almeno sul piano amministrativo, non ha modificato la rotta di Palazzo Carafa. Il Documento di indirizzo alla progettazione rappresenta il passaggio tecnico-amministrativo che consentirà ora al Comune di avviare la gara per l'affidamento della progettazione di fattibilità tecnico-economica, della progettazione esecutiva e della direzione dei lavori. Non contiene ancora il progetto definitivo, ma ne definisce obiettivi, criteri progettuali, requisiti tecnici e limiti economici, fissando le linee guida cui dovranno attenersi i progettisti.
L'intervento interessa uno dei comparti più delicati del centro storico, compreso tra il Parco delle Mura Urbiche, Porta Napoli, l'Obelisco e Corte Licci. Il Dip ricorda che l'area è di proprietà comunale ed è oggi destinata a impianto sportivo, affidato in gestione all'Asd Circolo Tennis Mario Stasi. Proprio quell'area sarà interessata dalla trasformazione prevista dal progetto, che punta a completare il recupero del tratto nord-occidentale della cinta muraria cinquecentesca e a restituire alla fruizione pubblica uno degli ingressi monumentali più importanti della città.

Il nuovo intervento 


Il nuovo intervento rappresenta il tassello conclusivo del programma di recupero delle Mura Urbiche avviato negli anni scorsi. L'obiettivo è realizzare un grande parco urbano di circa 16.500 metri quadrati, in continuità con quello esistente, attraverso nuovi percorsi pedonali, aree verdi, spazi di sosta e luoghi dedicati alla socialità. Il Dip individua inoltre criteri progettuali orientati alla sostenibilità ambientale, alla piena accessibilità, alla tutela delle emergenze monumentali e all'integrazione paesaggistica, con l'obiettivo di ricucire il rapporto tra le mura storiche e il tessuto urbano contemporaneo, rafforzando il ruolo di Porta Napoli quale principale accesso monumentale al centro storico.
Il documento recepisce inoltre gli esiti del percorso partecipativo promosso dal Comune nei mesi scorsi, con il coinvolgimento di cittadini, ordini professionali, associazioni e stakeholder nella definizione degli indirizzi progettuali. «Con l'approvazione di questi due provvedimenti diamo concretezza a una visione organica della città che mette al centro la valorizzazione della nostra identità storica e culturale. Le Mura Urbiche e Rudiae non rappresentano soltanto due straordinari patrimoni monumentali, ma due grandi occasioni di crescita per Lecce. Stiamo investendo oltre nove milioni di euro per restituire ai cittadini nuovi spazi pubblici, rendere sempre più accessibili i nostri beni culturali e costruire un'offerta turistica e culturale di livello internazionale. È una scelta strategica che unisce tutela, rigenerazione urbana, innovazione e sviluppo economico, nella convinzione che il patrimonio culturale sia uno dei principali motori del futuro della città», chiosa il sindaco.