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Lecce, l'odissea dei viaggiatori in stazione: caldo, cantieri e ascensori fermi. E si crea il caos

August 9, 2026

Trolley sollevati a mano lungo le scale, turisti a caccia di un fazzoletto d’ombra, ascensori nuovi ma ancora inutilizzabili e indicazioni provvisorie per orientarsi tra binari e cantieri. Nel pieno dell’agosto salentino, quando la stazione ferroviaria di Lecce viene attraversata ogni giorno da migliaia di viaggiatori, arrivare o ripartire dal capoluogo può trasformarsi in un percorso a ostacoli. E se il nuovo volto dello scalo comincia ormai a intravedersi, per poter usufruire pienamente delle opere bisognerà ancora attendere.

Il paradosso è tutto qui: gli interventi destinati a rendere la stazione più moderna, accessibile e funzionale sono, almeno per il momento, anche all’origine di buona parte dei disagi. Cantieri aperti contemporaneamente, percorsi provvisori, spazi ridotti e impianti non ancora entrati in funzione si sommano al caldo proprio nel periodo di maggiore affluenza turistica. A complicare il quadro c’è il mancato completamento del cosiddetto ribaltamento, con il nuovo accesso dal lato di viale Grassi che dovrebbe contribuire ad alleggerire la pressione sul fronte storico di viale Oronzo Quarta. La scadenza del 3 agosto è saltata e per la conclusione delle lavorazioni principali è stata concessa una proroga di dieci giorni. Il nuovo traguardo è fissato entro Ferragosto, anche se per la piena fruibilità degli spazi bisognerà aspettare ancora.

Intanto a fare i conti con questa lunga fase di transizione sono soprattutto i passeggeri. Basta raggiungere i binari nelle ore centrali della giornata per rendersene conto. Le coperture non garantiscono riparo lungo tutte le banchine e i pochi punti d’ombra diventano inevitabilmente quelli più affollati. Il caso più evidente è quello del binario 8, dove durante l’attesa i viaggiatori cercano sollievo a ridosso delle vecchie mura di cinta o vicino ai vagoni in sosta. Con temperature abbondantemente sopra i trenta gradi l’attesa diventa pesante, soprattutto per anziani, bambini e famiglie cariche di bagagli. È l’immagine di uno scalo che si prepara a cambiare volto, ma che proprio nel momento di massimo afflusso deve convivere con le conseguenze dei cantieri.

E poi ci sono gli ascensori. Nuovi, installati e ben visibili, ma per il momento inutilizzabili. Gli impianti sono stati tutti montati, ma l’apertura al pubblico è subordinata al completamento dei collaudi e all’autorizzazione alla messa in servizio. Sui vetri compare ancora l’avviso "Ascensore in allestimento". Una spiegazione tecnica che cambia poco per chi deve raggiungere il proprio treno. In assenza degli impianti di sollevamento restano le scale. Trolley trascinati o sollevati a mano, valigie pesanti portate lungo i gradini e passeggeri costretti a fermarsi per riprendere fiato. Per anziani e persone con difficoltà motorie il disagio diventa ancora maggiore e può rendere necessario il ricorso all’assistenza.

Anche orientarsi non è sempre semplice. Alla nuova cartellonistica si affiancano indicazioni provvisorie realizzate con pennarello e nastro adesivo. Dettagli che diventano un problema soprattutto per chi arriva per la prima volta a Lecce e deve individuare in pochi minuti il binario o la coincidenza. «Scusi, il treno per Gallipoli è questo?», è una delle domande che è facile sentirsi rivolgere tra le banchine.

Dietro questa situazione c’è un intervento molto più ampio. Rfi sta realizzando sulla stazione opere per 12 milioni di euro finanziate con fondi Pnrr nell’ambito del Piano integrato stazioni. Diverse lavorazioni sono già state completate: sui marciapiedi 1, 2 e 3 sono state rifatte le banchine rialzate, realizzati i percorsi tattili e riqualificate le pensiline. Sono stati rinnovati illuminazione e sistemi di informazione, mentre la prima banchina è stata innalzata per facilitare la salita e la discesa dai treni. Nel fabbricato storico è stato riqualificato l’atrio e installato il nuovo ascensore, mentre proseguono gli interventi sui servizi igienici e sugli spazi di collegamento. Poi c’è il cantiere del ribaltamento. Il progetto del Comune prevede il secondo fronte della stazione verso viale Grassi e via dell’Infanzia, il prolungamento del sottopasso, un nuovo fabbricato viaggiatori, un parcheggio su tre livelli per circa 250 auto, scale mobili e un terminal per autobus, taxi e bus turistici. Un’opera pensata anche per distribuire diversamente i flussi che oggi gravano quasi interamente sul lato storico.

Il cronoprogramma ha però subito più di uno slittamento. La conclusione era stata inizialmente prospettata entro la fine di giugno, poi rinviata anche per recuperare le giornate perse a causa delle piogge. Durante il sopralluogo del 19 giugno era stata indicata come certa la data del 3 agosto. Anche quella scadenza è trascorsa. A pesare, secondo quanto ha chiarito il vicesindaco e assessore ai Lavori Pubblici, Roberto Giordano Anguilla, sono stati soprattutto gli allacci alla rete idrica e fognaria, che si sono sovrapposti alla fase finale del cantiere. In corso d’opera sono state inoltre aggiunte alcune migliorie non comprese nella progettazione iniziale: una pensilina supplementare nella zona di arrivo dell’ascensore esterno e una scala per rendere più funzionale il collegamento con l’area parcheggi. La proroga dovrebbe consentire di concludere le lavorazioni principali entro Ferragosto. Ma la fine dei lavori non coinciderà con la piena apertura del nuovo polo. Resteranno circa trenta giorni per le finiture, mentre il collaudo è previsto tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre: sarà questo passaggio a certificare l’agibilità. La consegna definitiva resta fissata al 31 dicembre.

All’esterno, nel frattempo, il disagio continua sotto il sole. I viaggiatori attraversano il piazzale trascinando le valigie verso il centro o le fermate dei bus. Le giovani alberature e le palme non garantiscono ancora zone d’ombra sufficienti e nelle ore più calde anche poche centinaia di metri diventano faticosi. Quello che è destinato a diventare uno dei principali poli della mobilità regionale resta così, nel cuore della stagione turistica, sospeso tra il vecchio e il nuovo. Le opere avanzano, ma i benefici devono ancora tradursi nella quotidianità di chi viaggia. Per ora la cartolina resta fatta anche di trolley sulle scale, attese sotto il sole e turisti alla ricerca del binario giusto.

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