Elephants

Lecce, megaparcheggio al Foro Boario: partono ricorso al Tar ed esposto

October 3, 2026

«Gravissime irregolarità procedurali e revisione del progetto: la Giunta approva in due ore un progetto lievitato in volumetria, altezze e cemento». La battaglia contro il “megaparcheggio” dell’ex Foro Boario compie un doppio, decisivo passaggio per vie legali e giudiziarie. Il Comitato Cittadino Foro Boario ha notificato lo scorso martedì il ricorso al Tar Puglia per bloccare «un’opera che rischia di cancellare la storica piazza pubblica all’ingresso della città». Inoltre nella mattinata di ieri i residenti hanno formalizzato un esposto presso il Comando dei Carabinieri per «l'ipotesi di falso in atto pubblico».
Sul nuovo hub dell’intermodalità, come è noto, si sta consumando una battaglia che è anche politica. Il parcheggio da 29 milioni, finanziato con fondi del Cis, doveva essere interrato, nel progetto originario del governo di Carlo Salvemini. L’amministrazione di centrodestra, guidata dal sindaco Adriana Poli Bortone, ha invece optato - per ragioni economiche e tecniche - per una struttura multipiano fuori terra su tre livelli con circa 763 posti auto.
Al centro della segnalazione del Comitato vi sarebbero gravi anomalie procedurali in rapporto agli atti sottoposti al Consiglio Comunale. «La delibera approvata il 30 luglio 2026, giorno della manifestazione sotto Palazzo Carafa — dice il Comitato - faceva riferimento al progetto definitivo trasmesso dai progettisti “a seguito dell’emissione del rapporto di verifica”. Tuttavia, gli atti dimostrano che, al 30 luglio, il procedimento di verifica e validazione non era affatto concluso. Ben due mesi dopo, il 23 Settembre, è invece la sola Giunta Comunale che, con la delibera 401, approva una nuova versione, quella realmente verificata dalla società Protos, aggiudicataria della gara per verifica».

Le accuse

Dure le accuse. «La Giunta ha preso in giro il Consiglio Comunale e l'intera città, un fatto di una gravità inaudita - dichiarano i rappresentanti del Comitato -. Il Codice degli Appalti parla chiaro: gli articoli citati in delibera presupponevano la presenza di una validazione definitiva che al 30 Luglio non esisteva. Si è votato in buona fede su documenti tutt’altro che definitivi».
A sollevare lo «sdegno» dei residenti sono anche i tempi e le modalità dell'ultima delibera di Giunta: il 22 settembre viene firmato il rapporto di verifica della Protos; il 23 settembre alle 10.07 il RUP, l’ingegnere Puce, firma il rapporto di validazione. E lo stesso 23 settembre, alle 12 (appena due ore dopo) la Giunta si riunisce per approvare il pacchetto revisionato. Secondo il Comitato un vero blitz.
«È fisicamente impossibile analizzare e prendere piena cognizione di oltre duecento elaborati tecnici in sole due ore. Com'è possibile che chi dovrebbe amministrare il bene pubblico avalli a scatola chiusa un'opera di queste dimensioni senza neppure il tempo materiale di capire gli atti che approva? - contestano i residenti -. Questo modus operandi è la prova che le dinamiche di Giunta siano esclusivamente politiche e che non ci si curi né del benessere dei cittadini e né di quello del territorio».
Sotto accusa il nuovo progetto anche per l’impatto ambientale e urbanistico che determinerebbe un vero «stravolgimento» dell’ex Foro Boario, biglietto da visita della città per chi arriva dalla superstrada di Brindisi. 

Nei due mesi trascorsi tra la seduta di Consiglio e la delibera di Giunta di settembre, il progetto avrebbe subito revisioni impattanti: più cemento, riduzione del verde e taglio alle aiuole. 
«Persino le tanto decantate aiuole, che erano state presentate come uno degli elementi di mitigazione dell’opera, come se delle aiuole potessero davvero mitigare l’impatto di quasi 30.000 metri quadrati di cemento - continua il Comitato -, nel progetto modificato, sono state ridotte di 100 unità. Rispetto alla prima stesura si riduce la superficie a verde filtrante per complessivi 680 mq, a vantaggio dell'asfalto e delle superfici impermeabili e, alle piante già destinate all’espianto, si aggiungono altre 8 palme di Viale Porta d'Europa che nei rendering ufficiali apparivano salvaguardate e che ora verranno eradicate per fare posto all'allargamento del cantiere per un totale di 25 esemplari».
Quindi secondo i residenti, crescono volumetria ed effetto “isola di calore”. L'edificio fuori terra si espande: la superficie coperta sale a 5485,20 mq (+285,20), la volumetria fuori terra lievita di 3.540 mc fino a raggiungere 61.540 mc, con un'altezza massima di 15,50 metri.
«Questo sproporzionato volume di superficie e altezze si scontra con il Regolamento Edilizio Comunale - sostengono i residenti -, aggravando la violazione delle distanze prescritte sui fronti di via Adriatica e via della Lira Italiana».
La battaglia del Comitato quindi va avanti. «Pretendiamo risposte immediate dalla Giunta: vogliamo sapere come abbia potuto esaminare compiutamente oltre duecento elaborati di un progetto validato alle 10.07 e approvato nella seduta convocata alle 12 dello stesso giorno. La nostra battaglia non si ferma: l'impugnativa al Tar è notificata e continueremo con gli esposti. Questa è la nostra città e accanto a quella piazza ci sono le nostre case», conclude il Comitato che chiama a supporto tutta la città con la raccolta fondi per sostenere le spese legali: «Sono consapevoli che la città non vuole quest’opera e confidano nell’inerzia e nella mancanza di mezzi dei cittadini, ma questa volta siamo uniti, siamo stanchi di questo far west e pienamente consapevoli della città che vogliamo e di come debba essere amministrata».