Tutti (o quasi) per Matteo Salvini. Alcuni neutrali. Altri propensi ad appoggiare Massimo Garavaglia (ma senza dirlo apertamente). Così i consiglieri regionali leghisti in Veneto. L’imminente congresso federale della Lega e la raccolta delle firme per la presentazione delle firme a segretario (il minimo è 80, il tetto massimo 120, il termine scade oggi alle ore 13) ha monopolizzato il chiacchiericcio politico a margine della seduta del consiglio regionale del Veneto, ieri a Palazzo Ferro Fini. Un congresso che tra sabato e domenica vedrà cambiare il simbolo del partito (non ci sarà più la scritta “Salvini premier”), ma che vedrà la riconferma del Capitano. Il punto è: per acclamazione perché ci sarà un solo candidato (Salvini, appunto) o a maggioranza perché con più di un candidato la votazione sarà a scrutinio segreto? Ieri al Ferro Fini si raccontava anche di delegati che avevano firmato per Salvini, ma che sarebbero pronti a votare Garavaglia.
Chi sono i delegati veneti che parteciperanno al congresso
Tra i 106 delegati veneti chiamati a partecipare al congresso federale straordinario della Lega in programma nel fine settimana all’Allianz MiCo a Milano, ci sono i consiglieri regionali leghisti. L’unica esclusa è Sonia Brescacin: facendo parte del Gruppo misto, non può partecipare e tanto meno votare al congresso. Tutti gli altri eletti, dal governatore Alberto Stefani ai capigruppo Riccardo Barbisan e Matteo Pressi, fino al presidente della Prima commissione nonché commissario del partito Andrea Tomaello, hanno firmato per Salvini. Tomaello ha anche presentato una mozione sulla questione settentrionale che a quanto risulta convergerà su un documento unitario che metterà assieme anche le istanze delle altre regioni del Nord e che sarà presentato dal capogruppo alla Camera Riccardo Molinari. A sorpresa, hanno firmato per Salvini gli ex assessori Cristiano Corazzari e Francesco Calzavara. Gli altri ex della precedente giunta di Luca Zaia - Elisa De Berti, Manuela Lanzarin, Roberto Marcato - non hanno firmato né per Salvini né per Garavaglia.
Scelta comprensibile per De Berti, autrice lo scorso giugno del lenzuolo, postato sui social, con cui auspicava un cambio di guida del Carroccio: “Grazie Matteo! Luca Zaia, la Lega e i militanti hanno bisogno di te”. Marcato, che venerdì presenterà la propria candidatura a sindaco di Padova, ha spiegato così la sua mancata firma: «Nessuno me l’ha chiesta. Di Garavaglia devo ancora capire quale sia la sua idea di Lega. Dopodiché io al congresso di Firenze del 2025 avevo lavorato per proporre una tesi in salsa autonomista e avevo chiesto che non ci fosse la nomina di Vannacci a vicesegretario. Mi sono trovato da solo. Mettiamola così: ho dato». Non risulta aver firmato il trevigiano Stefano Marcon. Della veneziana Rosanna Conte si dice abbia dato il suo sostegno a Garavaglia; interpellata, si è limitata a dire di essere «incerta». E Luca Zaia? In quanto presidente del consiglio regionale e, quindi, “figura istituzionale”, non ha firmato per nessuno. La vicentina Alessia Bevilacqua alla fine ha firmato per Salvini.
Quali sono le posizioni
«Sabato e domenica ci sarà un bel congresso con delegati da tutta Italia che ascolteranno idee e proposte - ha detto Salvini -. Con quello che accade nel mondo, le idee della Lega sono centrali, possiamo essere protagonisti in Italia e in Europa, quindi mi interessa un movimento forte, unito, compatto, tosto, determinato. I congressi si fanno per ascoltarsi». In un’intervista a Repubblica, Garavaglia ha assicurato: «La mia candidatura è per unire, non per dividere. È sicuramente una candidatura di testimonianza e politica. Non mi pongo il tema del risultato, ma che si discuta serenamente e anche, se vogliamo, gioiosamente. Arriviamo uniti alle Politiche. Dopo, magari, semplifico, facciamo un altro congresso con i militanti». Intanto, nella notte tra domenica e lunedì, sono comparsi alcuni striscioni nella Bergamasca, in Lombardia, con scritte come “Congresso farsa, il Nord non fa la comparsa” ma anche “Fontana, Romeo e Garavaglia, il Nord vi ringrazia”, “Garavaglia segretario”, “Garavaglia, la forza della libertà”, “Basta cerchi magici, Garavaglia segretario”. Bisognerà vedere se il candidato dei frondisti (che peraltro non sono neanche più così compatti, sono rimasti Attilio Fontana e Massimiliano Romeo, Massimiliano Fedriga pare avere assunto una posizione di mediazione, mentre Luca Zaia da settimane non interviene sull’argomento) riuscirà ad avere le 80 firme necessarie per candidarsi. A ieri sera gliene mancava una.