L’inchiesta per abusi fu archiviata nell’ottobre 2025. Al centro dell'istanza presentata dall’avvocato della 22enne che aveva denunciato per violenza sessuale il figlio del presidente del Senato e l’amico Tommaso Gilardoni, una consulenza su file video-audio: “Lei era assolutamente incosciente”

Leonardo Apache La Russa

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Milano, 24 luglio 2026 – L’avvocato Stefano Benvenuto, legale della 22enne che aveva denunciato per violenza sessuale Leonardo Apache La Russa, figlio del presidente del Senato Ignazio La Russa, e l'amico Tommaso Gilardoni, ha presentato un'istanza presentata. Attraverso l’istanza il legale chiede, sulla base appunto di una consulenza scientifica sul materiale audio e video, alla Procura di Milano di formulare richiesta al gip di riapertura delle indagini. Stando a quanto sostenuto la consulenza tecnica, che ha eliminato i "rumori di fondo" dei file audio-video, dimostrerebbe "in modo inoppugnabile" che la ragazza nei dialoghi dava risposte "mai pertinenti" alle domande e che, quindi, "al momento della consumazione dei rapporti sessuali, si trovava in uno stato di totale alterazione psicofisica, tale da renderla assolutamente incosciente" e incapace di esprimere "un valido consenso".
L’inchiesta archiviata nell’ottobre 2025
Inchiesta che è stata archiviata nell'ottobre 2025 dalla gip Rossana Mongiardo su richiesta dell'aggiunta Letizia Mannella e della pm Rosaria Stagnaro. E con le accuse, dunque, cancellate per i due giovani. Stando all'istanza di riapertura, sono emerse "nuove fonti di prova" per riaprire il caso e dimostrare, come ha sempre sostenuto l'avvocato Benvenuto, lo "stato di 'blackout' neurologico" della 22enne "provocato dal mix di sostanze riscontrate nei successivi esami medici", confermato poi "dalla completa amnesia totale poco successiva".

Ignazio La Russa con Leonardo Apache
Il caso scoppiato nel 2023
La vicenda giudiziaria era nata dopo che la 22enne aveva raccontato di essersi risvegliata senza ricordare nulla nel letto del ragazzo, dopo una nottata trascorsa in una discoteca tra il 18 e il 19 maggio 2023. Dalla "trascrizione fonetica" dei dialoghi 'ripuliti' da un consulente nominato dal legale della ragazza risulterebbe, stando all'istanza, che "ogni singola risposta fornita" dalla giovane "alle sollecitazioni dei due ragazzi non è mai pertinente alla domanda formulata".
Il ricorso internazionale
Già testimoni e chat, sempre secondo il legale della giovane, avevano confermato "l'assoluta alterazione" della 22enne. E ora la "relazione tecnica" fa "comprendere esattamente i completi dialoghi di tutte le persone coinvolte", ossia la ragazza e i due giovani. Elementi, prosegue l'istanza, "di fatto nuovi, decisivi e mai valutati prima d'ora". Sempre nell'istanza si dà conto che pende anche un "ricorso internazionale". La difesa della ragazza, infatti, contro il provvedimento di archiviazione ha "promosso ricorso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell'uomo, atto attualmente iscritto, rubricato e pendente presso la cancelleria di Strasburgo per violazione dei diritti fondamentali della persona offesa".
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