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Legge elettorale, cosa cambia con lo Stabilicum? Dal premio alle preferenze fino agli sbarramenti, ecco le novità

September 16, 2026

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Legge elettorale, cosa cambia con lo Stabilicum? Dal premio alle preferenze fino agli sbarramenti, ecco le novità

di A. Bul.

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ROMA Preferenze sì, capilista bloccati anche. Candidato premier da decidere prima e niente più collegi uninominali. È la rivoluzione Stabilicum, o – come lo hanno ribattezzato a sinistra – Melonellum. La nuova legge elettorale approvata dal Senato e ora al vaglio finale della Camera, il sesto cambio di sistema con cui si eleggono deputati e senatori dal 1993 (quando nacque il Mattarellum) a oggi, un unicum a livello europeo. In sintesi: vince il primo che supera il 42% dei voti in entrambi i rami del Parlamento e si aggiudica così un premio di governabilità di 70 deputati e 35 senatori, fino a un massimo di 220 seggi alla Camera e 113 al Senato (estero escluso). Troppi, per le opposizioni, che già preparano i ricorsi alla Consulta. Se nessuno oltrepassa quella soglia, si torna al proporzionale (quasi) puro. Quattro anni fa, alle ultime Politiche, il centrodestra incassò il 46% circa contro un centrosinistra diviso in tre. In questo modo fece incetta di collegi uninoninominali e si aggiudicò 237 seggi a Montecitorio (su 400) e 115 (su 200) a Palazzo Madama. Capitolo preferenze, quello più dibattuto in queste settimane: secondo le simulazioni di Youtrend, alla fine il mix di crocette, capilista bloccati e meccanismo di “scorrimento” (chi corre nel listino del premio deve farlo anche nei collegi plurinominali in posizione di testa, lasciando così libero il suo posto a chi viene eletto con le preferenze in caso di vittoria della coalizione), dovrebbe far sì che il 43% circa dei nuovi parlamentari sia deciso dalle scelte dei cittadini: il 44% alla Camera, il 42% al Senato. Un po’ meno di uno su due, ma comunque di più rispetto alle stime circolate che parlavano di uno ogni 4-5 eletti. E poi c’è il capitolo firme, su cui infuria la battaglia: alle nuove formazioni, per candidarsi, ne serviranno quasi 400mila. Il quadruplo di oggi.

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