I dati indicano una prevalenza eclatante di questo tipo di scommesse. La raccolta complessiva dell’azzardo online per la popolazione tra i 18 e i 74 anni raggiunge la quota pro capite di 4.345,86 euro

Il betting exchange è considerato un sistema a rischio per il riciclaggio di capitali illeciti

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Legnano, 25 ottobre 2026 – Sotto la città scorre un fiume nascosto di denaro che si muove tra gli smartphone e i computer. Non passa dai banchi dei casinò fisici né dalle ricevitorie, ma si intreccia sui canali digitali dell’azzardo da remoto, raggiungendo cifre da capogiro. Secondo i dati della terza edizione del rapporto Non così piccoli – promosso da Federconsumatori, CGIL e Fondazione Isscon ed elaborato su dati ADM, proprio Legnano è diventata uno dei casi simbolo dell’esplosione del gioco online nell’Italia del nord.
I numeri relativi all’annualità 2025 presi in esame dalla relazione descrivono un quadro impressionante per un comune extra-capoluogo che conta poco più di 60mila abitanti. La raccolta complessiva dell’azzardo online per la popolazione tra i 18 e i 74 anni raggiunge a Legnano la quota pro capite di 4.345,86 euro.
Strumento a rischio per il riciclaggio
Ma è inoltrandosi nei dettagli delle singole tipologie di gioco che emerge la vera anomalia a proposito del contesto cittadino: oltre la metà dell’intero volume d’affari da remoto della città (il 52,4%) è infatti concentrato in un’unica modalità, ovvero il cosiddetto betting exchange. Nello specifico, sulle piattaforme di scommesse del betting exchange nel solo 2025 sono stati giocati ben 100.425.581 euro.
La cifra corrisponde a un investimento medio di 2.279,39 euro per ciascun residente in età lavorativa. Ad aggiungere opacità a un quadro già complesso c’è poi il dato sulle vincite restituite, che a Legnano hanno toccato i 101,3 milioni di euro, superando persino la raccolta iniziale, con un tasso di ritorno dell’100,9%. Il betting exchange, va ricordato per aggiungere una dimensione al fenomeno, è indicato dalla Commissione Antimafia tra gli strumenti più a rischio per il riciclaggio di capitali illeciti, complici la bassa tassazione e l’assenza del bookmaker tradizionale.
Gli analisti del report sottolineano come volumi simili in città non capoluogo possano essere spinti da pochi supergiocatori o dall’uso di reti VPN. Un fenomeno, dunque, che dimostra come la crescita dell’azzardo abbia trovato spazio nel Nord del Paese e ponendo interrogativi sull’origine dei capitali che si muovono attraverso queste piattaforme.
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