Elephants

Lepore tra tram ed elezioni: “A settembre via al collaudo e i primi mesi saranno gratis. Verdi, rapporto da ricucire”

August 14, 2026

Bologna, 15 agosto 2026 – Sarà l’autunno del tram, per Bologna e per il sindaco Matteo Lepore, che illustra i tempi di arrivo dei nuovi convogli sulle strade cittadine per il collaudo (“da fine settembre”). Ma sarà anche un autunno di preparazione verso le Comunali del 2027, alle quali il sindaco si avvicina senza timori e con l’intenzione di ricucire con gli ex alleati dei Verdi.

La Linea Rossa è sostanzialmente terminata, mentre per la Verde restano ancora cantieri impattanti in zona Corticella: quando i bolognesi potranno vedere la fine completa dei lavori?

“Per il tram siamo davvero nella fase finale: abbiamo posato tutte le rotaie sul tracciato di entrambe le linee e rispettato tempi e condizioni richiesti dal Pnrr, che per 20,7 chilometri realizzati ci ha permesso di avere 731 milioni di finanziamento (su 840 milioni complessivi delle opere; ndr). In queste settimane proseguiremo con l’installazione delle pensiline, le asfaltature, la posa dei cavi e tutte le opere civili del caso. Tra settembre e ottobre i cantieri saranno chiusi e partirà la fase di collaudo dell’opera”.

Con che tempi?

“Il primo convoglio arriverà l’8 settembre al porto di Livorno, poi sarà trasportato al deposito di Borgo Panigale, dove sarà montato nell’arco di 48 ore e sarà sottoposto alle prime prove nel tracciato interno del deposito, per poi iniziare a percorrere, a fine settembre, il primo chilometro che separa il deposito stesso dalla fermata Ducati. Poi di lì in avanti percorrerà sempre più chilometri e, dopo averne fatti 1.000, entrerà in servizio. Prima del collaudo, inoltre, ci sarà la smerigliatura e la pulizia delle rotaie”.

Uno dei mezzi del tram in produzione in Spagna

Uno dei mezzi del tram in produzione in Spagna

L’obiettivo è di vederlo circolare prima delle elezioni?

“Sì, ma dipenderà dai tempi del collaudo. Di sicuro il primo servizio (ovvero l’esercizio vero e proprio del tram; ndr) avrà come capolinea via Riva Reno per rispettare la frequenza di sette minuti tra una corsa e l’altra, che poi diventeranno cinque e, come anticipato, per i primi mesi sarà gratuito, anche se dobbiamo ancora decidere per quanto tempo. I 39 convogli complessivi non arriveranno tutti subito, ma mano a mano che la flotta aumenterà di numero, si allungherà anche il servizio fino a coprire l’intero tracciato di Rossa e Verde. Il nostro obiettivo era finire i lavori nei tempi per liberare le strade dai cantieri e ce l’abbiamo fatta in tempi record, grazie al lavoro delle imprese e alla collaborazione decisiva di tutta la città, che inviteremo presto a scoprire un’opera fondamentale alla base del tram”.

Ovvero?

“Il deposito di Borgo Panigale, una infrastruttura pensata per tutta la città, con 380 posti auto, un parco urbano e 2.000 nuovi alberi e dove si trasferiranno gran parte degli uffici di Tper”.

Una veduta aerea del deposito di Borgo Panigale: la struttura comprende 380 posti auto del parcheggio scambiatore, un parco pubblico e i locali di ricovero dei tram

Una veduta aerea del deposito di Borgo Panigale: la struttura comprende 380 posti auto del parcheggio scambiatore, un parco pubblico e i locali di ricovero dei tram

Ci sono novità sulla Linea Blu e sulla Gialla?

“Per la Blu siamo in attesa, come il resto dei Comuni italiani, dell’esito del bando ministeriale per le risorse. Sulla Gialla, invece, dobbiamo ancora passare al progetto esecutivo. Ma prima di farlo vogliamo prima completare la definizione del trasporto urbano metropolitano nel suo complesso.

C’è il rischio che la Gialla non veda mai la luce?

“No, la realizzeremo, ma non andremo avanti secondo il progetto pensato dieci anni fa, perché la città nel frattempo è cambiata, lo farà anche nei prossimi anni, e con essa le esigenze di mobilità”.

La Verde, invece, è stata ridotta: l’ipotesi che un giorno possa arrivare a Castel Maggiore come da progetto iniziale poi modificato è utopia?

“Per il momento non è un ragionamento all’ordine del giorno”.

A proposito di infrastrutture: il 2027 sarà l’anno della galleria scomaltrice del Ravone per prevenire le alluvioni?

“Molte opere minori come grandezza, ma utilissime come impatto sulla città, sono già state realizzate da Consorzi di Bonifica, Hera, Comune e Regione. Il progetto per la galleria scomaltrice sotto San Luca è in mano all’agenzia regionale, che entro fine anno dovrà consegnarlo alla struttura commissariale e al governo per i finanziamenti. Verosimilmente il 2027 sarà l’anno per la progettazione definitiva dell’opera e il prossimo mandato del sindaco di Bologna sarà quello in cui si inizierà a realizzarla”.

La città si avvicina alle elezioni Comunali in un clima di tensione quasi perenne. C’è il rischio che peggiori ulteriormente da qui al voto?

“Sia sui social sia con le scritte che continuano ad apparire sui muri della città c’è in atto un tentativo dei fronti più estremisti di distogliere l’attenzione dai veri problemi del Paese e di inquinare il dibattito. Le istituzioni bolognesi sono però forti e coese e sono sicuro che respingeranno questo tentativo. Dalla ripresa dell’attività politica a settembre deve prevalere un dibattito democratico, costruttivo e civile sul futuro della città”.

Sul presidio in piazza del Nettuno per Fakir c’è stato un problema di comunicazioni con Questura e Prefettura che ha pesato nei rapporti istituzionali. Il mancato avviso è stato un errore?

“Il dialogo tra di noi c’è sempre stato e non si è mai interrotto. Qualcuno ha provato a metterci gli uni contro gli altri, ma non ha funzionato. Il questore e il prefetto sanno che il Comune è grato, e vicino, alle forze dell’ordine per il lavoro che svolgono quotidianamente in città, e anche agli operatori sanitari. La caserma dei carabinieri al Pilastro e il commissariato in Bolognina sono gli esempi più importanti del lavoro svolto assieme in questi anni”.

La prossima primavera si vota: preoccupato dalla possibile candidatura a sindaco di un esponente di Azione come Elisabetta Gualmini?

“Ben venga chi si vuole candidare con un approccio costruttivo per Bologna. La mia stima per Gualmini e per Marco Lombardo non cambia e non cambierebbe nemmeno se si candidassero in prima persona. Capisco che Azione, che a livello nazionale vuole diventare di fatto il Terzo Polo, stia riflettendo anche se correre in autonomia nella città al voto”.

Il centrosinistra che governa il Comune, dicono alcuni critici, è troppo sbilanciato a sinistra. C’è qualcosa da aggiustare in vista del voto?

“Mi pare che dal 2021 a oggi, in tutte le elezioni che si sono tenute, il centrosinistra a Bologna abbia sempre ottenuto ottimi risultati. Dunque anche per il 2027 serve una coalizione larga e partecipata di forze progressiste e civiche. Più che rivedere gli equilibri della coalizione credo vada recuperato il rapporto con i Verdi, con cui un dialogo è già in corso”.

Ci sarà una lista del sindaco?

“Sicuramente. E servirà a intercettare quelle forze della società civile che vogliono dare il loro contributo per la crescita della città”.

Le priorità per la campagna elettorale?

“Quella che dovrebbe essere la priorità di ogni coalizione di centrosinistra, ovvero rafforzare i servizi per i cittadini come abbiamo fatto con la creazione di 1.300 posti aggiuntivi nelle scuole da 0 a 10 anni e l’azzeramento della lista dei nidi; tenere ferme tasse e tariffe, obiettivo raggiunto seppur con delle difficoltà; e infine essere uno scudo per le fasce medie della società e per chi fa più fatica. Per questo abbiamo messo in campo ’Bologna ti sostiene’, l’insieme di misure per un totale di 31 milioni di euro che vanno dal prestito civico al sostegno alimentare fino alla casa e che partiranno proprio questo autunno”.