Milano, 29 luglio 2026 – Flessibilità, sostegno ai settori sotto pressione, ai consumi e alla produttività. Tenere sotto controllo i conti pubblici, ma contrastare lo tsunami geopolitico e contrastare l’esplosione dei prezzi. Letizia Moratti, eurodeputata di Forza Italia, coglie il segnale positivo della scelta della Commissione europea di autorizzare gli aiuti di Stato al settore dell’autotrasporto. Una boccata d’ossigeno che evita anche una fiammata dell’inflazione.
Onorevole, che segnale arriva da Bruxelles?
“Un segnale molto importante. Si dimostra che, quando le circostanze lo richiedono, l’Europa sa essere pragmatica e vicina all’economia reale. La crisi internazionale e l’aumento dei costi energetici hanno colpito duramente un settore strategico come l’autotrasporto, spina dorsale della nostra economia. La decisione della Commissione dimostra che la competitività delle imprese e la tutela dell’occupazione devono rimanere priorità europee. È questa l’Europa per la quale ci battiamo come delegazione italiana di Forza Italia nel Ppe: meno ideologia e più capacità di intervenire concretamente per sostenere imprese, lavoratori e famiglie nei momenti di difficoltà”.
Il governo ha varato uno sconto sul diesel di 17 centesimi fino al 6 agosto. Ritiene le misure sufficienti per famiglie, imprese, autotrasportatori?
“È una risposta tempestiva a un’emergenza che rischiava di tradursi in nuovi costi per famiglie e imprese e in una spinta all’inflazione. E con l’impegno di un monitoraggio continuo per poter eventualmente agire ancora a inizio agosto. Sulle accise significa contenere l’impatto immediato dell’aumento del gasolio con un sostegno concreto in particolare agli autotrasportatori, i cui costi si riversano sui beni di consumo innalzando l’inflazione, e a tutto il sistema produttivo. È un provvedimento importante, seppur non risolutivo. Una misura emergenziale. Bisogna evitare che una crisi come quella dello stretto di Hormuz si trasformi in una perdita di competitività per il nostro Paese danneggiando la crescita economica. Bisogna continuare a lavorare anche sull’energia e sulla riduzione strutturale della pressione fiscale”.
Forza Italia insiste nella richiesta di riduzioni del carico fiscale, anche se i margini sono stretti: è davvero la strada per la crescita?
“La crescita non si costruisce aumentando il prelievo fiscale con nuove tasse come la patrimoniale come vuole la sinistra, ma lasciando più risorse nelle tasche di chi lavora, produce, investe e crea occupazione. In un contesto internazionale complesso, la competitività si difende anche riducendo il costo del lavoro, aumentando il reddito delle famiglie e la produttività. È una scelta economica, non solo politica: più consumi, più investimenti e maggiore fiducia generano sviluppo. Dal suo insediamento, il governo Meloni ha ridotto le tasse, agendo principalmente su cuneo fiscale e aliquote Irpef. E, molto importante, il potere d’acquisto in Italia ha registrato una ripresa nominale e reale, segnando per Eurostat un aumento pro capite del 7,5%. Forza Italia porta avanti la battaglia del taglio delle tasse da sempre e continuerà a farlo con determinazione”.
In concreto proponete l’estensione del taglio Irpef dal 35% al 33%, la riduzione del carico su tredicesime e straordinari, il cashback sanitario e l’ulteriore riduzione del cuneo: cosa si può fare subito?
“Sono tutte proposte coerenti tra loro perché hanno l’obiettivo comune di aumentare il reddito disponibile delle famiglie e sostenere la crescita. Bisogna aumentare la produttività favorendo così incrementi salariali e investimenti. Credo che le priorità siano l’estensione fino a 60mila euro dello scaglione Irpef al 33% e l’alleggerimento della tassazione su tredicesime, straordinari e per i nuovi assunti. Significa premiare il lavoro e riconoscere concretamente l’impegno di milioni di italiani. Il cashback sanitario, il rimborso immediato delle spese sanitarie anziché attendere un anno per inserirle nella dichiarazione dei redditi, è invece una importante misura innovativa per incentivare la prevenzione”.
Tensioni internazionali, costi energetici alti, l’economia Ue che rallenta: che ruolo ha l’Italia in Europa su competitività, occupazione e potere d’acquisto?
“L’Italia deve continuare a essere protagonista in Europa, contribuendo a costruire un’Unione più forte, competitiva e meno burocratica. Il Mercato unico dell’energia e l’ Unione del risparmio e degli investimenti sono fondamentali per costruire una politica industriale più solida. Dobbiamo anche accelerare sulla semplificazione, favorire gli investimenti in alta tecnologia e accompagnare la transizione ambientale senza mettere a rischio produzione e posti di lavoro”.
Forza Italia, lei dice, è il motore della riduzione della pressione fiscale in maggioranza. Cosa si sente di rispondere a famiglie, imprese, lavoratori che vivono una situazione economica di incertezza?
“Il messaggio è semplice: sappiamo quali sono le priorità del Paese. Lavoro, l’impresa e il merito devono essere premiati, non penalizzati. Forza Italia tiene alta l’attenzione sulla riduzione delle tasse e sulla tutela del ceto medio, delle imprese, grandi e piccole, dei professionisti e delle famiglie. Vogliamo un’Italia che cresca attraverso la fiducia, gli investimenti e il lavoro, non attraverso nuove imposte. Meno tasse significa più libertà economica, più competitività e maggiori opportunità per tutti”.