Continua ad essere pesante la situazione di molti infermieri, ostetriche, i professionisti sanitari della prevenzione e riabilitazione ed i tecnici sanitari del pubblico impiego che sono sempre più stressati, stanchi e mal pagati. “In molti non considerano più come un tempo l’Asuit una meta d’approdo lavorativa attrattiva ed iniziano sempre più a sperimentare altre realtà e modalità lavorative" spiega Nursing up
TRENTO. Le liste d'attesa per le prime visite tra le peggiori d'Italia rappresentano l'ennesimo campanello d'allarme “per una dirigenza aziendale che si palesa ancora una volta inadeguata” per non parlare poi delle criticità legate al nuovo sistema informatico.
A lanciare il nuovo affondo contro l'attuale gestione della sanità trentina sono Cesare Hoffer e Fabio Lavagnino di Nursing up Trento. Una situazione "in costante peggioramento" che chiede un cambio alla guida dell'Asuit.
“Le problematiche irrisolte sono ormai tante, troppe e la situazione è in costante peggioramento, è necessario un cambio dirigenziale del vertice Asuit. Investire poi solo in nuove strutture murarie e tecnologie, seppur finanziate con i fondi Pnrr, dimenticando nel contempo di stanziare adeguate risorse nel ddl di assestamento di bilancio per valorizzare, attrarre e trattenere i professionisti sanitari è un chiaro sintomo di miopia istituzionale e non conoscenza delle reali problematiche della sanità” spiega il sindacato.
Nursing up si rivolge a Fugatti “che nel ddl di previsione dell’assestamento di bilancio ha dimostrato di prevedere cifre risibili per i contratti della sanità pubblica a fronte di 600 milioni disponibili sul tavolo. Con il presidente Fugatti abbiamo firmato impegni e protocolli d’intesa, che ora devono essere rispettati”.
Cesare Hoffer e Fabio Lavagnino confidano nel ruolo affidato all’assessore Tonina, che ha il compito di mediare le istanze presentate dalle forze politiche nei vari emendamenti di minoranza e maggioranza. “Ora è indispensabile - spiegano - una riforma strutturale della sanità trentina, che dovrà passare dall’individuazione di professionalità dirigenziali di elevata esperienza e capacità, ma anche da una maggior interlocuzione ed ascolto delle istanze espresse dai professionisti sanitari del pubblico impiego e dai loro rappresentanti”.
Continua ad essere pesante la situazione di molti infermieri, ostetriche, i professionisti sanitari della prevenzione e riabilitazione ed i tecnici sanitari del pubblico impiego che sono sempre più stressati, stanchi e mal pagati. “In molti – spiega Nursing up - non considerano più come un tempo l’Asuit una meta d’approdo lavorativa attrattiva ed iniziano sempre più a sperimentare altre realtà e modalità lavorative. Se non verremo finalmente ascoltati, il prezzo lo pagheranno sempre di più anche i cittadini, che avranno ospedali periferici sempre più ridimensionati, case di comunità a mezzo servizio e ospedali centrali di riferimento sempre più inaccessibili e sovraccarichi di attività. È questa la sanità pubblica che vogliamo? Quella dove il cittadino dovrà pagare sempre di più le cure e rinunciare alle stesse perché non ha le risorse economiche necessarie?” concludono i due sindacalisti.