Lizzie Borden, la storia vera del doppio delitto del 1892 su Netflix nel nuovo capitolo di Monster
Dopo aver scandagliato le parabole oscure su Jeffrey Dahmer, i fratelli Lyle ed Erik Menendez e, lo scorso anno, Ed Gain, dal 17 settembre su Netflix è arrivato il nuovo capitolo di Monster, il celebre franchise antologico concepito per tutti gli amanti del crime da Ryan Murphy e Ian Brennan. E per la prima volta il “Mostro” ha un volto femminile, quello di Lizzie Borden.
Monster - La storia di Lizzie Borden ci porterà così nell'atmosfera claustrofobica della fine del diciannovesimo secolo, riaprendo i faldoni di un caso che ha segnato la nascita della moderna ossessione mediatica per la cronaca nera. La vicenda centrale ruota infatti attorno al brutale doppio omicidio di Andrew e Abby Borden, consumatosi a colpi d'accetta il 4 agosto 1892 a Fall River, nel Massachusetts, un delitto che malgrado un celeberrimo processo e un'assoluzione formale rimane ancora oggi avvolto da interrogativi irrisolti.
Monster: la storia di Lizzie Borden: di cosa parla la serie
Come da tradizione (vincente), l'approccio narrativo di Ryan Murphy si rivela immediatamente fedele alla sua ormai consolidata cifra stilistica, dove l'orrore del fatto di sangue diventa lo specchio attraverso cui osservare le ipocrisie e le nevrosi di un'intera epoca, andando a scavare nelle dinamiche oppressive del patriarcato vittoriano, nelle barriere di classe della provincia americana e nelle correnti sotterranee della repressione sessuale.
La ricostruzione visiva, frutto di una produzione imponente svoltasi tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026, mette al centro Lizzie Borden (interpretata da Ella Beatty, perfetta nel far oscillare il personaggio tra la vulnerabilità della figlia sottomessa e l'algida fermezza di una mente calcolatrice), la figlia di una ricca famiglia del New England schiacciata dalle convenzioni e prigioniera di una casa governata dall’umiliazione e dalla crudeltà perpetrate dal severo e avaro patriarca Andrew Borden (Charlie Hunnam) e la matrigna Abby (Rebecca Hall).
In questa opprimente prigione casalinga, Lizzie troverà un'ancora di salvezza emotiva e un rifugio segreto nella relazione con la giovane domestica della casa, Bridget “Maggie” Sullivan (Vicky Krieps). Il loro legame diventerà una fuga dalla realtà quotidiana, ma anche il catalizzatore di un profondo desiderio di ribellione. Quando la rabbia repressa esplode, Andrew e Abby vengono trovati barbaramente trucidati all'interno della loro stessa abitazione.
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L'efferato delitto sconvolge l'intera nazione e fa scattare immediatamente le indagini. Tutti i sospetti si concentrano su Lizzie, che viene arrestata e trascinata al centro di un tesissimo processo mediatico. Tra colpi di scena e ambiguità, la serie analizza la psicologia della presunta assassina, il ruolo dei media e il mistero irrisolto che da oltre 130 anni circonda questo caso, oscillando costantemente tra l'ipotesi della colpevolezza e quella dell'innocenza.
Ma per comprendere la reale portata del fenomeno Lizzie Borden, è tuttavia necessario scindere l'adattamento televisivo dalla documentazione storica ufficiale preservata dagli storici e dai verbali del tribunale del Massachusetts.
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Lizzie Borden
BettmannLizzie Borden, la storia vera: tutte le tappe del massacro
La cultura popolare americana ha tramandato questa storia soprattutto attraverso una celebre e macabra filastrocca infantile che attribuisce all'assassino un numero spropositato di colpi, ma i rilievi autoptici dell'epoca descrivono una realtà differente, sebbene non meno spaventosa.
Le ferite mortali non vennero inferte da una pesante scure da boscaiolo, bensì da un'accetta da cucina leggera e affilata, adoperata con straordinaria e chirurgica violenza contro vittime colte del tutto alla sprovvista.
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La ricostruzione di quella mattina del 4 agosto 1892 svela un quadro temporale agghiacciante. La prima a perdere la vita fu la sessantaquattrenne Abby Borden, sorpresa intorno alle ore nove e trenta del mattino al piano superiore della casa mentre rassettava la camera degli ospiti. L'assalitore la colpì inizialmente al volto per poi infierire brutalmente sulla nuca una volta che la donna era crollata a terra, lasciando sul corpo diciannove ferite profonde.
Andrew Borden fu ucciso circa un'ora e mezza più tardi, intorno alle undici, subito dopo essere rientrato dalle sue consuete commissioni d'affari in centro. L'uomo si era sdraiato sul divano del soggiorno per riposare e venne colto nel sonno, subendo undici colpi che gli sfigurarono irrimediabilmente il volto.
L'elemento più sconcertante rilevato dagli inquirenti fu il silenzio assoluto in cui si consumarono i delitti, avvenuti in pieno giorno in un'abitazione situata su una via centrale e trafficata di Fall River, senza che nessuno all'esterno notasse nulla di insolito.
Al momento dei fatti, le uniche persone presenti all'interno della dimora erano la trentaduenne Lizzie Borden e la domestica Bridget Sullivan, poiché la sorella maggiore Emma si trovava in vacanza a Fairhaven e lo zio John Morse era uscito di casa di buon mattino. Questo isolamento domestico spostò immediatamente l'asse delle indagini sui membri del nucleo familiare, portando alla luce un contesto di convivenza profondamente deteriorato.
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Monster: The Lizzie Borden Story. (L to R) Vicky Krieps as Maggie Sullivan, Ella Beatty as Lizzie Borden in episode 403 of Monster: The Lizzie Borden Story. Cr. Courtesy of Netflix © 2026COURTESY OF NETFLIX
Andrew Borden, pur essendo uno degli uomini più facoltosi della regione grazie a un immenso patrimonio accumulato nel settore tessile e immobiliare, imponeva alla famiglia uno stile di vita improntato a una rigidissima e maniacale parsimonia. La casa di Second Street era priva dei moderni comfort dell'epoca, come l'idraulica interna o l'illuminazione a gas, ed era collocata in un quartiere popolare anziché nella zona residenziale d'élite dove risiedevano gli altri esponenti dell'alta borghesia cittadina.
Le tensioni interne erano alimentate anche da ragioni puramente economiche e di successione. Lizzie ed Emma non avevano mai accettato la matrigna Abby, sposata dal padre in seconde nozze, e le dispute erano degenerate quando Andrew aveva iniziato a trasferire alcune proprietà immobiliari a beneficio dei parenti della moglie, un gesto che aveva scatenato nelle sorelle il timore ossessivo di essere private della loro legittima fetta di eredità.
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Boston Globe/Getty Images
A esasperare un clima già cupo si aggiunse, nei giorni immediatamente precedenti il massacro, una misteriosa e violenta intossicazione alimentare che colpì l'intera servitù e i coniugi Borden. Sebbene si parlò di carne avariata, il sospetto che qualcuno stesse tentando di avvelenare i pasti domestici aleggiava già tra le mura della casa prima ancora che venisse impugnata l'accetta. L'arresto di Lizzie Borden avvenne l'11 agosto 1892, sostenuto da una serie di indizi circostanziali che la polizia ritenne schiaccianti.
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Il giorno antecedente gli omicidi, Lizzie era stata vista in una farmacia locale mentre tentava di acquistare del potente acido prussico, sostenendo che le occorresse per pulire un indumento, ma il farmacista si era rifiutato di assecondare la richiesta in mancanza di una prescrizione medica.
Inoltre, pochi giorni dopo il delitto, l'amica di famiglia Alice Russell testimoniò di aver visto Lizzie bruciare un abito nel barbecue della cucina. La spiegazione fornita dalla ragazza, secondo cui il vestito si era semplicemente macchiato di vernice fresca, non convinse l'accusa, la quale sosteneva si trattasse dell'indumento indossato durante l'esecuzione del crimine, fatto sparire per distruggere le tracce ematiche.
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Infine, i primi interrogatori di Lizzie furono costellati da evidenti contraddizioni riguardo ai suoi spostamenti precisi nei minuti in cui il padre veniva ucciso nel soggiorno. Il dibattimento processuale, inaugurato a New Bedford nel giugno del 1893, si trasformò nel primo grande spettacolo mediatico della storia giudiziaria americana. La strategia della difesa, orchestrata dall'ex governatore George Robinson, si focalizzò interamente sui rigidi codici comportamentali e sui pregiudizi di genere dell'era vittoriana.
Lizzie apparve in aula protetta da un abbigliamento impeccabile, ostentando un atteggiamento devoto e fragile che contrastava radicalmente con l'immagine di un feroce assassino. La tesi difensiva faceva leva sul presupposto sociale che una donna nubile della buona società, attiva nelle associazioni religiose e nelle opere di carità, non avrebbe mai potuto concepire né eseguire un massacro così ferino senza lasciare alcuna traccia di sangue sui propri abiti o sul proprio corpo. Questa narrazione fece breccia in una giuria composta esclusivamente da uomini e, dopo una deliberazione durata appena novanta minuti, Lizzie Borden fu dichiarata non colpevole tra le acclamazioni del pubblico.
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Una raffigurazione di Lizzie Borden durante il processo, a fianco del suo avvocato difensore, George D. Robinson
Universal History Archive/Getty ImagesL'assoluzione legale non mutò tuttavia il verdetto dell'opinione pubblica, che continuò a emarginare Lizzie per il resto dei suoi giorni. Nonostante il clima di sospetto e ostilità che la circondava, lei e la sorella Emma decisero di rimanere a Fall River, sfruttando l'enorme patrimonio ereditato per acquistare una sontuosa dimora chiamata Maplecroft, situata finalmente nel prestigioso quartiere collinare che il padre aveva sempre negato loro. La pace familiare durò tuttavia fino al 1905, anno in cui una rottura profonda e inspiegabile indusse Emma ad abbandonare la casa per non fare mai più ritorno.
Il silenzio assoluto mantenuto dalle sorelle sulle ragioni del loro alterco alimentò l'ipotesi che Emma avesse infine scoperto elementi inconfutabili sulla colpevolezza di Lizzie. Quest'ultima si spense in solitudine nel giugno del 1927, seguita dalla sorella solo nove giorni più tardi. Entrambe riposano oggi nello stesso cimitero di Fall River, a pochi metri dalle tombe delle vittime di quel mattino d'agosto, suggellando un segreto che la nuova serie Netflix riporta alla luce per interrogarci ancora una volta sulla natura del male.
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