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Lorena Isceri, nessun incontro con la famiglia Vella. La mamma: «Se vengono, facciamo spazio»

September 10, 2026
Lorena Isceri, nessun incontro con la famiglia Vella. La mamma: «Se vengono, facciamo spazio»

di Paola COLACI

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giovedì 10 settembre 2026, 12:47

Non si sono incontrati a Firenze. Non si conoscevano prima e non ci sono stati contatti neppure dopo la tragedia. Da una parte la famiglia di Lorena Isceri, la 45enne di Squinzano uccisa dall’ex compagno Federico Vella e gettata dal viadotto dell’A1 a Barberino di Mugello. Dall’altra i genitori del 36enne, che dopo il femminicidio si è tolto la vita. Due famiglie investite, in maniera profondamente diversa, dalla stessa tragedia e rimaste distanti anche nelle ore trascorse all’obitorio fiorentino. A raccontare quei momenti è stato l’avvocato Cosimo Miccoli, legale degli Isceri, che a Firenze è rimasto accanto alla mamma di Lorena e al fratello Danilo durante gli accertamenti medico-legali.

Nessun incontro con la famiglia Vella

La possibilità che le due famiglie potessero incontrarsi era stata messa in conto. «Pensavamo che potesse esserci un incontro all’obitorio di Firenze, ma così non è stato», racconta Miccoli. Per Vella era stato nominato un avvocato d’ufficio e dalla sua famiglia non è arrivata una richiesta di contatto con gli Isceri. Una scelta sulla quale il legale non formula giudizi. «Se la famiglia Vella non ha ritenuto di mettersi in contatto, avrà avuto le proprie ragioni. Anche quei genitori, certamente, sono devastati dal dolore». Prima del femminicidio, del resto, tra le due famiglie non esistevano rapporti. L’unica ad avere avuto qualche contatto con Vella era stata la mamma di Lorena, che nell’ultimo periodo aveva parlato alcune volte con lui. «Danilo non aveva neppure il suo numero di telefono e Franco non aveva avuto contatti con lui», precisa l’avvocato.

La mamma di Lorena: «Se arrivano, facciamo spazio»

Eppure, nelle ore trascorse all’obitorio di Firenze, la possibilità di trovarsi faccia a faccia con i genitori di Vella era stata concretamente presa in considerazione dagli Isceri. Ed è in quel momento che la mamma di Lorena pronuncia poche parole che Miccoli ricorda ancora. «Avvocato, se vengono i familiari di Vella noi ci spostiamo, facciamo spazio perché possano passare». L’incontro, alla fine, non ci sarà. Ma la frase assume un peso particolare proprio perché pronunciata da una madre che si trovava a Firenze per sua figlia, uccisa dall’uomo di cui avrebbe potuto incontrare, da un momento all’altro, i genitori.

Nessuna apertura viene presentata come perdono e nessuna parola può cancellare ciò che è accaduto. Miccoli, infatti, mantiene distinti i due piani.

«Il perdono appartiene a chi ne ha la disponibilità»

«Il perdono appartiene a chi ne ha la disponibilità. Posso però dire che la dignità e la compostezza di questa famiglia sono straordinarie». Il legale non attribuisce dunque agli Isceri sentimenti che solo loro potrebbero esprimere. Sottolinea, invece, la scelta di non trasferire sulla famiglia di Vella la responsabilità dell’uomo e di riconoscere il dolore di altri due genitori. «Anche quei genitori, certamente, sono devastati dal dolore», dice Miccoli. 

Novanta giorni per gli esami su Vella

Resta poi aperto il fronte degli accertamenti. La morte di Vella impedisce che la vicenda possa avere uno sviluppo processuale, ma la Procura vuole completare la ricostruzione di quanto accaduto. Le due consulenti nominate hanno già esaminato entrambi i corpi e hanno chiesto 90 giorni per depositare le relazioni. Sul corpo di Vella sono stati disposti esami tossicologici per verificare l’eventuale assunzione di psicofarmaci, anabolizzanti o altre sostanze. «Tutto è ancora coperto dal segreto istruttorio», precisa Miccoli. Per Lorena, invece, uno dei quesiti affidati alle consulenti è stabilire se fosse ancora viva quando venne gettata dal viadotto. Un punto sul quale il legale invita alla prudenza rispetto alle prime notizie circolate dopo gli accertamenti. La famiglia Isceri ha deciso di non nominare propri consulenti. «Abbiamo avuto subito fiducia nell’autorevolezza delle consulenti della Procura. In questa fase ci è sembrato superfluo affiancare altri tecnici». Bisognerà quindi attendere le relazioni per avere le risposte definitive che ancora mancano. Novanta giorni per gli esiti tecnici. Sul piano umano, invece, resta l’immagine di un incontro mai avvenuto e di quelle parole pronunciate dalla mamma di Lorena nell’obitorio di Firenze, mentre attendeva di riportare sua figlia a casa: «Se vengono i familiari di Vella noi ci spostiamo, facciamo spazio perché possano passare».

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