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- Lungolago Lovere-Costa Volpino, il progetto si blocca ancora: l’inciampo è in due ricorsi al Tar
Si addensano le nubi della giustizia amministrativa sul “waterfront“ nella Bergamasca. L’Autorità di bacino ha messo a disposizione un milione e 114mila euro stanziati da Regione Lombardia

Il progetto prevede la demolizione di edifici fatiscenti e l’apertura di uno spazio pedonale dove residenti e turisti possano passeggiare

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Lovere (Bergamo), 15 agosto 2026 – Si addensano le nubi della giustizia amministrativa sul “waterfront“ di Lovere Costa Volpino, il nuovo lungolago che le due amministrazioni comunali intendono realizzare a cavallo fra i loro territori. Due ricorsi al Tar di Brescia rischiano di allungare i tempi di realizzazione dell’opera, per la quale l’Autorità di bacino dei laghi di Iseo, Endine e Moro ha messo a disposizione un milione e 114mila euro stanziati da Regione Lombardia.
Il progetto prevede la demolizione degli attuali edifici fatiscenti e l’apertura di uno spazio pedonale dove residenti e turisti possano stare sul lago e passeggiare in sicurezza. Ora, però, sul tavolo dei sindaci e dell’Autorità di bacino ci sono gli incartamenti dei ricorsi presentati entrambi dall’avvocato Yvonne Messi di Bergamo.
Le richieste delle due parti
In uno, la società privata proprietaria di una parte degli immobili ha chiesto al Tar di annullare il provvedimento con cui l’ente lacuale ha assegnato la concessione delle superfici demaniali alle due amministrazioni comunali. Nell’altro, un tecnico progettista, con studio a Lovere, ha invece chiesto di annullare la procedura con cui i due Comuni hanno affidato l’incarico per la progettazione e la direzione lavori al raggruppamento temporaneo di professionisti formato da un altro tecnico Lovere e da uno studio di progettazione di Milano.
Il commento dell’avvocato
“Sono due questioni distinte - precisa l’avvocato Messi -. La società proprietaria degli edifici è disposta a conciliare il proprio interesse privato con quello delle due amministrazioni comunali”. Oltre al godimento dei beni immobili che i Comuni vogliono demolire, rimane sullo sfondo la questione della determinazione del loro valore da assegnare per poterli espropriare: la prima stima era di circa 200mila euro.
“Un valore - analizza l’avvocato Messi - fuori mercato per degli immobili fronte lago”. Per quanto riguarda invece il ricorso presentato dal professionista, “riteniamo - conclude il legale - che non sia stato rispettato il principio di rotazione per l’assegnazione diretta dell’incarico previsto dal codice degli appalti”.
“Prendiamo atto dei ricorsi - sottolinea il sindaco di Costa Volpino Federico Baiguini - . Ma sono convinto che le procedure fin qui eseguite siano regolari”. Il braccio di ferro fra settore e pubblico e privato prosegue.
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