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Malagò commissario di sé stesso alla Figc: la via d’uscita del Coni al pasticcio del calcio italiano

October 5, 2026

Martedì 6 ottobre la Giunta decisiva. Malagò commissario di se stesso per tre mesi scongiurerebbe la spaccatura del sistema sportivo. I club di serie A sostengono il presidente della Figc: “Bisogna evitare di condurre nel caos il calcio”

Giovanni Malagò (Ansa)

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Milano, 5 ottobre – Il giorno del giudizio è arrivato. Appuntamento martedì 6 ottobre alle 13 al Foro Italico dove la Giunta del Coni si esprimerà con voto palese sul “commissariamento“ della Figc. Dopo i feroci scambi di accuse delle ultime settimane, fra possibili conflitti di interesse denunciati ed entrate a piedi uniti della politica nel mondo del pallone, le ultime ore prima del “redde rationem“ sono state frenetiche, con Giovanni Malagò da una parte (eletto poco più di 100 giorni fa presidente della Federcalcio con il 68,58% delle preferenze) e Luciano Buonfiglio (numero uno dello sport italiano) dall’altra a lavorare sui consensi e a far la conta dei voti: ne servono 7 per vincere.

Uno in più o in meno, in Giunta prima e in Consiglio poi (dalle 14) può cambiare tutto. Ecco perché è importante capire cosa verrà deciso per la vicepresidente Diana Bianchedi e la dirigente del Milan Elisabet Spina: secondo Buonfiglio non potrebbero votare perché parti in causa. Si discuterà fino all’ultimo.

Luciano Bonfiglio

Luciano Bonfiglio

Rischia il presidente della Figc, che potrebbe comunque ricandidarsi fra tre mesi visto che anche lunedì 5 ottobre i club gli hanno ribadito la fiducia: “Pur nel rispetto dei principi e delle regole della Federazione e del Coni, la Lega Calcio Serie A (che aveva la carta Galliani pronta da giocare, ndr) ritiene il commissariamento del tutto inopportuno, anche perché potrebbe condurre nel caos il calcio, in una fase delicatissima. Anche alla luce della chiara posizione espressa dall’Uefa, si raccomanda e si auspica il rispetto dell’autonomia del calcio italiano”.

Ma rischia molto pure il massimo esponente del Coni, che fra poche ore potrebbe scoprire di avere una Giunta divisa o tormentata dai dubbi. Non un dettaglio, visto che in caso di sconfitta (del Coni stesso) scatterebbe il commissariamento da parte del Governo fino alle Olimpiadi del 2028.

Ecco perché nelle ultime ore è spuntata un’ipotesi clamorosa ma verosimile, proprio per evitare la spaccatura di tutto il sistema: Malagò “commissariato“, anziché decadere potrebbe diventare per tre mesi commissario della Figc. Praticamente di se stesso. In tal modo si sanerebbe un vizio formale, si darebbe continuità alla Federazione in un momento particolare in cui si deve pensare anche alle riforme e non si metterebbe in discussione l'elezione dello scorso 22 giugno in via Allegri e il consenso di voti ricevuti in quella sede da Malagò. Per far tutto ciò serviranno manovre di mediazione a notte fonda.

Malagò commissario di sé stesso alla Figc: la via d’uscita del Coni al pasticcio del calcio italiano

Anche perché la stravagante sfida dei pareri dei giuristi interpellati (4 da Buonfiglio, 5 da Malagò) non potrà spostare i voti più di quanto potrebbero farlo i rapporti interpersonali. Del resto la mancanza di una tessera in tasca al momento di candidarsi resta un grave errore amministrativo (ci sono grandi responsabilità anche di chi avrebbe dovuto controllare la procedura e che ora è invece è ancora lì, al suo posto) ma forse non al punto da dover portare al commissariamento. Che sarebbe comunque “lampo“, per non mettere a rischio gli Europei dei 2032 che l’Italia potrebbe perdere a totale vantaggio della Turchia.

Dopo i verdetti, se non si troveranno accordi, sarà caos, fra corsi e controricorsi. Carte bollate da evitare. Adesso tutti hanno paura di farsi male.

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