Zazzaroni sul Corsport: "Malagò si è incartato di brutto, c'è voluto un mese per arrivare a Pirlo. Ha bruciato oltre trenta giorni per arrivare a un progetto che tutto sommato non lo convince in pieno"

Dc Roma 22/06/2026 - Assemblea elettiva FIGC / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’
Malagò non ama il vento contrario e su Pirlo il vento è contrarissimo
Il presidente della Figc Giovanni Malagò è molto sensibile all’opinione pubblica. Potremmo dire che ha basato la sua carriera sul saper surfare sull’opinione pubblica. Non è uno che ama il vento contrario. E – come scrive Ivan Zazzaroni direttore del Corriere dello Sport –
è rimasto decisamente spiazzato dalla durissima reazione dell’opinione pubblica alla conferma della preferenza caduta su Pirlo.
QUI LA RASSEGNA STAMPA CON STRONCATURA DI PIRLO A RETI UNIFICATE
E ora non sa che fare. Perché se si impunta contro Pirlo (che ovviamente non lo convince) rischia la rottura con Maldini.

Ma chiaramente ha commesso un autogol e non sa come uscirne.
Scrive Zazzaroni:
“Inseguendo la mediaticità (Maldini era il perfetto frontman suggerito dai club) Malagò s’è incartato di brutto: non a caso ha bruciato oltre trenta giorni di lavoro per arrivare a un progetto che tutto sommato non lo convince in pieno”.
C’è voluto un mese per arrivare a un progetto che non lo convince
Il direttore del Corsport sostiene che la genesi della scelta di Maldini è generazionale:
“Se avesse potuto, Maldini avrebbe indicato – per gusti ed età – De Rossi o Grosso, entrambi sotto contratto”.

“Oggi ci saranno forse altre riflessioni, altri dubbi, nel più estremo dei casi un dietrofront e a quel punto l’ennesima frattura”.
“Se è servito oltre un mese per arrivare a Pirlo, dopo aver messo in fila Conte, Mancini, Baldini, Ancelotti (sotto contratto) e addirittura Guardiola (un grottesco viaggio dell’illusione) significa che la nostra capacità di progettazione resta inesistente, oltre che condizionata da umori e interessi contrari. Peccato”.