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Manager libanese rapinata in piazza Diaz: uno “strappo” fulmineo e via il Patek da 46mila euro. Il ladro scappa in bici

September 3, 2026
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Epilogo infelice e costoso della vacanza in Italia: dopo le visite al lago di Garda e a Sirmione, la tappa milanese si è conclusa col furto dell’orologio in pieno centro

Bande franco-algerine sono considerate "specializzate" nei furti di orologi da decine di migliaia di euro

Bande franco-algerine sono considerate "specializzate" nei furti di orologi da decine di migliaia di euro

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 Milano, 3 settembre 2026 – Le foto sui profili social illustrano le tappe della vacanza in Lombardia: la gita in barca sul lago di Garda, la passeggiata a Sirmione, la corsa dei bambini per entrare a Gardaland, i viaggi in treno e l’immancabile selfie con il Duomo come sfondo. Un viaggio che purtroppo la manager libanese ricorderà anche per uno spiacevole fuoriprogramma. Sì, perché martedì pomeriggio la dirigente quarantacinquenne di un istituto di credito, che sta trascorrendo alcuni giorni di ferie in Italia con la sua famiglia, è stata rapinata di un orologio Patek Philippe in piazza Diaz; per fortuna, non ha riportato conseguenze fisiche e non ha avuto bisogno di ricorrere a cure mediche. 

Il furto è avvenuto nella centralissima piazza Diaz

Il furto è avvenuto nella centralissima piazza Diaz

La denuncia 

Ieri mattina la donna si è presentata nella caserma della stazione Duomo per sporgere denuncia ai carabinieri: stando a quanto messo a verbale, la manager è stata aggredita all’improvviso da un uomo che non aveva mai visto prima, che le ha afferrato il polso e ha strappato il cronografo del valore di 46mila euro. Poi, sempre stando alla ricostruzione che la donna ha fornito ai militari, il rapinatore è scappato in sella a una bicicletta. 

Aperta un’indagine 

La segnalazione ha fatto subito scattare gli accertamenti investigativi, che, come sempre accade in questi casi, partiranno dall’analisi delle immagini registrate nei minuti del raid dalle numerose telecamere di sorveglianza che coprono quella zona centralissima della città. Da capire innanzitutto se lo scippatore abbia agito da solo o se ci fossero altri complici in strada, che potrebbero aver pedinato con lui la vittima in attesa del momento giusto per entrare in azione. I filmati potrebbero rivelarsi fondamentali anche per avere dettagli più precisi sull’abbigliamento dell’aggressore e sulla via di fuga utilizzata per sparire nel nulla; senza contare che un eventuale frame con il volto del rapinatore potrebbe essere inserito nel software per il riconoscimento facciale per rimandare un’eventuale compatibilità più o meno elevata con volti già schedati in passato dalle forze dell’ordine. 

Bande franco-algerine 

Di solito, colpi del genere vengono messi a segno da bande specializzate di franco-algerini, che agiscono soprattutto nelle strade del Quadrilatero della Moda e che si muovono in maniera coordinata anche per diverse centinaia di metri. Sempre con il bersaglio nel mirino. In altri casi recenti, le indagini delle forze dell’ordine sui blitz con bottini a quattro o cinque zeri si sono concluse con l’arresto di giovani e giovanissimi nordafricani, che adottano modalità più violente per depredare gli orologi di lusso.

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