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Mancava da Roma dal 1878: trovato in città un rarissimo esemplare di pipistrello barbastello

July 13, 2026

Il report che ogni anno la LIPU stila sugli animali accuditi nel Centro recupero della fauna selvatica va aggiornato con l’introduzione di una nuova specie. Ad arricchire l’elenco di pipistrelli a cui i veterinari di stanza a Villa Borghese si sono dedicati concorre un barbastello (Barbastella barbastellus).

I pipistrelli curati a Roma

“Ci è stato portato debilitato, probabilmente vittima di una predazione da parte di cornacchie o altri animali che vivono in contesto urbano” ha raccontato la responsabile del Centro LIPU, Ester Gianfelici. E’ la prima volta che questa specie viene accudita nel Centro dove, nell’ultimo anno, sono transitate specie come il Pipistrelli nano (Pipistrellus pipistrellus), l’ Orecchione grigio (Plecotus austriacus), il Molosso di Cestoni (Tadarida Teniotis) presente in gran numero nella zona dell’Appio Latino e qualche esemplare di Pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii) e Pipistrello di Savi (Hypsugo savii).

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Le ipotesi sul ritorno della specie

“Il barbastello non veniva più avvistato nella Capitale dal 1878” ha spiegato Leonardo Ancillotto, biologo del CNR-IRET a cui la LIPU si era rivolta per l’identificazione della specie. L’esemplare individuato, una femmina adulta, è stata trovata da un cittadino in una delle zone più urbanizzate della Capitale. Com’è stato possibile? Sono varie le ipotesi che si possono fare.

“Il ritrovamento di un barbastello a Roma potrebbe essere il frutto di una ricolonizzazione da parte di questa specie, come conseguenza del miglioramento di un ambiente boschivo eventualmente presente lungo l’Aniene. In alternativa potrebbe essere finito in centro come effetto di uno spostamento più casuale ed eventualmente temporaneo. È infine possibile – ha spiegato il biologo – che sia sempre rimasto in città e che nessuno se ne sia avveduto, anche se personalmente lo ritengo improbabile”.

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L'habitat ideale e lo stato di conservazione

La specie è classificata in condizione di “Pericolo” nella Lista Rossa dei vertebrati italiani, ed è inserito nell’elenco della direttiva Habitat dell’UE tra le specie prioritarie per la conservazione. “L’habitat ideale di questa specie è caratterizzato dai boschi decidui di querce o faggi, situati in zone di collina o montagna” ha spiegato l’esperto. Il barbastello, particolarmente raro nell’Italia centrale, lo è ancor più in città. Ce ne saranno altri? Difficile rispondere. L’unica certezza è che dopo quasi 150 anni di assenza, almeno un esemplare, era tornato a volare sul cielo della Capitale.

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