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Manovra 2027, cosa prevede: bonus, taglio Irpef e investimenti in difesa. Dalle banche 5 miliardi

October 15, 2026

Sarà una manovra da 23,5 miliardi quella che il governo si appresta a mettere a punto nei prossimi giorni, nell’attesa delle decisioni dell’Ecofin sulla flessibilità per difesa ed energia. Nel frattempo lo schema di massima illustrato nel Documento programmatico di bilancio inviato alle Camere e alla Commissione europea indica che a coprire una fetta consistente delle misure, esclusi i circa 14 miliardi di margini di flessibilità, saranno banche, assicurazioni e giochi. Le banche contribuiranno con 5 miliardi nel 2027 (il conto sale a 10,5 miliardi nel triennio), i concessionari del gioco pubblico con 700 milioni per il prossimo anno, confermati anche nel 2028 e con un contributo leggermente inferiore l’anno dopo, per complessivi 1,9 miliardi.

Risorse che serviranno in prima battuta per la spesa sociale e il sostegno alle famiglie. È questa la voce di uscita più alta. «La tutela del potere di acquisto si inserisce in una più ampia strategia volta a rafforzare il potenziale di crescita dell’economia», scrivono gli esperti del Tesoro nel documento. La difesa, che potrà contare sui margini della flessibilità europea, sarà il secondo comparto a beneficiare degli interventi.

I BENEFICIARI

La manovra 2027 accontenta anche i desiderata del vicepremier Matteo Salvini. Non soltanto per il contributo delle banche, ma perché per le infrastrutture ci sono quasi 8 miliardi spalmati sui tre anni. «Particolare rilievo sarà attribuito al finanziamento degli investimenti strategici e infrastrutturali, quale leva per sostenere la crescita e rafforzare la capacità produttiva del Paese», si legge ancora nel Dpb. «In tale ambito, gli interventi in materia di sicurezza energetica saranno orientati al rafforzamento degli investimenti sulla rete ferroviaria e al potenziamento delle infrastrutture pubbliche». Alle imprese spetteranno il prossimo anno 3,4 miliardi, «volti a rafforzare la competitività del sistema produttivo nonché al sostegno ai prezzi dell’energia elettrica per quota parte dei consumi, alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici».

Circa 2,4 miliardi sono per la sanità, comparto cui tra il 2028 e il 2029 spetteranno altri 3,8 miliardi.

Sono i pochi dettagli sulle misure specifiche che entreranno nel disegno di legge di bilancio, alcune delle quali, come nel caso dell’energia, ancora argomento di trattativa con la Ue. Al momento si parla di “maggiori contributi agli investimenti per impianti fotovoltaici, per la promozione del biometano e per la riconversione di impianti a biogas esistenti”.

Anche la forma del contributo per banche e assicurazioni non è chiara. Si è parlato di interventi sulle Dta, i crediti fiscali scotabili in futuro. Adesso è il momento dei tavoli con i rappresentanti dei due comparti, già chiamati lo scorso anno a dare il loro contributo e che, come ricordato nei giorni scorsi dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, avevano con il governo un accordo triennale.

GLI INTERVENTI

Nessun accenno preciso all’estensione dell’Irpef al 33% fino a 60mila euro di reddito. Doveva essere la misura principe dell’ultima manovra della legislatura. È ora in bilico per ragioni di contenimento delle spese. Più probabile entri la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti di salario per i giovani, provvedimento sul quale si è speso il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti in persona. Di certo c’è la nuova stretta alle spese dei ministeri: 1,2 miliardi solo il prossimo anno e altri 4 complessivi nel biennio successivo. Occorrerà quindi tagliare ulteriormente e stringere la cinghia dopo le riduzioni di spesa oltre le attese conseguite nel 2025  E poi 500 milioni di coperture una tantum non meglio specificate e altre entrate non precisate per quasi 3 miliardi di euro.


Ultimo aggiornamento: giovedì 15 ottobre 2026, 14:40

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