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Manovra 2027, Schillaci punta sul rilancio della sanità: più assunzioni e aumenti di stipendio per infermieri, OSS e professionisti sanitari. | AssoCareNews.it

July 19, 2026

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Il Ministro della Salute annuncia il confronto con il MEF: obiettivo rafforzare il Fondo sanitario nazionale e affrontare la crisi del personale.

La prossima Legge di Bilancio potrebbe rappresentare un passaggio decisivo per il futuro del Servizio sanitario nazionale. Al centro del confronto tra Governo e Ministero dell’Economia ci saranno soprattutto le risorse da destinare alla sanità, con particolare attenzione al personale: nuove assunzioni, valorizzazione economica e miglioramento delle retribuzioni di medici, infermieri, OSS e professionisti sanitari.

Ad annunciarlo è stato il Ministro della Salute Orazio Schillaci, che in un’intervista a Il Sole 24 Ore ha spiegato che il Ministero sta lavorando alla definizione delle necessità economiche da inserire nella prossima manovra finanziaria.

«Vedrò il ministro Giorgetti a fine luglio e chiederò di aumentare la dote del Fondo sanitario come è sempre accaduto», ha dichiarato Schillaci, confermando la volontà di ottenere nuove risorse per sostenere il Servizio sanitario nazionale.

Personale sanitario al centro della prossima manovra.

La priorità indicata dal Ministro è chiara: intervenire sulla carenza di professionisti che da anni rappresenta una delle principali emergenze della sanità italiana.

«Al primo posto ci sono i professionisti sanitari: vogliamo più assunzioni e aumentare le loro remunerazioni», ha spiegato Schillaci.

Una scelta che arriva in un momento particolarmente delicato per il sistema sanitario pubblico. Molte Aziende sanitarie continuano infatti a registrare difficoltà nel reperimento di infermieri, medici, operatori sociosanitari e altre figure assistenziali, con conseguenze sull’organizzazione dei servizi, sui turni di lavoro e sulla qualità dell’assistenza.

La carenza di personale, unita al progressivo aumento dei pensionamenti e alla fuga di professionisti verso l’estero o il settore privato, rappresenta una delle sfide più importanti per garantire il diritto alla salute previsto dalla Costituzione.

Infermieristica e nuove assunzioni: la sfida della sanità territoriale.

Il piano di rafforzamento degli organici dovrà accompagnare anche la trasformazione della sanità territoriale prevista dal PNRR e dal DM 77/2022.

Schillaci ha ricordato che il Governo ha già avviato un percorso di assunzioni, partendo dagli infermieri, ma che sarà necessario proseguire con nuovi ingressi.

«Abbiamo iniziato l’anno scorso dagli infermieri, ma dobbiamo proseguire con le assunzioni che potranno riguardare anche le nuove strutture come le Case di Comunità, per le quali abbiamo già stanziato 600 milioni», ha affermato il Ministro.

Le Case di Comunità, gli Ospedali di Comunità e l’assistenza domiciliare rappresentano il cuore della riforma dell’assistenza di prossimità. Per diventare realmente operative, però, avranno bisogno di personale adeguato, soprattutto infermieristico, con figure come l’Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC) chiamate a svolgere un ruolo strategico nella gestione dei pazienti cronici e fragili.

Stipendi sanitari: la richiesta di una vera valorizzazione.

Il tema economico resta uno dei nodi più delicati.

Da anni le organizzazioni sindacali e gli ordini professionali denunciano una distanza crescente tra responsabilità, competenze e riconoscimento economico degli operatori sanitari italiani rispetto ad altri Paesi europei.

Gli aumenti annunciati dal Ministro dovranno confrontarsi con il rinnovo dei contratti collettivi nazionali e con la necessità di rendere più attrattivo il lavoro nel Servizio sanitario pubblico.

Per infermieri e OSS, categorie che hanno sostenuto il peso maggiore durante la pandemia e che oggi affrontano turni complessi, carichi assistenziali elevati e fenomeni come burnout e aggressioni sul luogo di lavoro, la questione salariale è diventata una delle principali battaglie professionali.

La sanità territoriale definita “la vera rivoluzione”.

Nel suo intervento Schillaci ha ribadito il ruolo centrale della medicina di prossimità.

«La sanità territoriale è la vera rivoluzione di questi anni», ha dichiarato il Ministro, sottolineando come il futuro del Servizio sanitario nazionale passi da una rete più vicina ai cittadini e capace di intercettare precocemente i bisogni di salute.

Una rivoluzione che, però, potrà funzionare soltanto con un adeguato investimento sulle persone che dovranno renderla concreta.

Autunno decisivo per la sanità italiana.

Le richieste del Ministero della Salute saranno ora oggetto del confronto con il Ministero dell’Economia in vista della prossima Legge di Bilancio.

L’entità delle risorse che saranno effettivamente stanziate dipenderà dagli equilibri della manovra finanziaria, ma le parole di Schillaci indicano una direzione precisa: il personale sanitario sarà uno dei dossier principali dell’autunno politico.

Dopo anni di carenze e difficoltà organizzative, la sanità italiana attende risposte concrete. Perché senza medici, infermieri, OSS e professionisti sanitari non può esistere alcuna riforma, né ospedale del futuro, né nuova sanità territoriale.

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