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Manovra, governo pensa a detassazione tredicesime: a chi è rivolta

August 28, 2026

Introduzione

Il cantiere della Legge di Bilancio per il 2027, l’ultima di questa legislatura, si è ormai aperto e all’interno della maggioranza sono diverse le proposte che vengono portate avanti dai diversi partiti che la compongono. Una di queste riguarda la tredicesima: nel governo guidato da Giorgia Meloni sembra stia trovando sempre più consenso l'idea di fare arrivare ai lavoratori tredicesime più robuste, magari già in tempo per il Natale di quest’anno.

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Quello che devi sapere

Che cos’è la tredicesima

Per capire la misura allo studio del governo, è necessario partire dalle caratteristiche della tredicesima: si tratta di una mensilità retributiva che viene erogata a tutti i lavoratori dipendenti e ai pensionati nel mese di dicembre, garantita dai contratti nazionali in Italia. La tredicesima ha però anche una caratteristica peculiare: è sottoposta all’Irpef ordinaria, e dunque non beneficia delle detrazioni da lavoro dipendente. Dunque l’importo finale non corrisponde al normale stipendio mensile, ma è solitamente un po’ più basso.

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La misura allo studio del governo

Dunque, il governo sta studiando come intervenire sulla tredicesima: secondo quanto trapelato finora, l’intenzione dell’esecutivo sarebbe quella di introdurre una tassazione al 15% in sostituzione dell’Irpef - limitatamente ai lavoratori con redditi fino a 15mila euro - con una misura che costerebbe circa mezzo miliardo di euro. Sembra però che ci sia anche chi spinge per un intervento più drastico: una aliquota fissa al 10% per una platea più ampia, che potrebbe creare un beneficio stimato in diverse centinaia di euro in base al reddito lordo annuo. Una eventualità che, ovviamene, comporterebbe anche un aggravio delle spese per lo Stato.

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La posizione di Forza Italia sulla tredicesima

Nei giorni scorsi la possibilità di un simile intervento è stata discussa anche dal vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani: “Vogliamo ridurre le tasse sul ceto medio e incentivare chi produce e investe: Irpef al 33% fino a 60mila euro”, ha detto il ministro degli Esteri, parlando degli obiettivi di FI in vista della Manovra. “Poi una flat tax incrementale strutturale al 5% per tutti, applicata all'incremento di reddito rispetto a quello dichiarato l'anno precedente, premiando anche partite IVA, artigiani e professionisti". E ha aggiunto: "Il principio è incentivare chi lavora, investe e produce di più. Lo stesso vale per gli straordinari e per la detassazione dei premi di produttività". Ed è qui che Tajani ha proposto di "detassare le tredicesime fino al 100%, se possibile", ricordando che Forza Italia considera prioritaria "una seria riforma fiscale che consenta, specie ai giovani, di costruirsi un futuro, una casa e una famiglia”.

La posizione di Fratelli d’Italia sulla tredicesima

L’idea dell’intervento sul tema è apprezzata anche dal partito della premier Meloni: “La detassazione delle tredicesime è una proposta che cercherò di sostenere”, ha detto il responsabile economico di FdI Marco Osnato parlando della prossima Legge di Bilancio. L'ipotesi "minima" di intervento, ha spiegato, sarebbe una riduzione della tassazione al "15% fino a 15mila euro" che vale "circa 500 milioni. Per me è un po' bassa" come soglia, "il tentativo è quello di cercare di fare un po' di più". Per Osnato si potrebbe pensare di "abbassare l'aliquota al 10% e alzare un po' di più" il tetto dei 15mila euro di reddito: "Si può cercare, non dico di raddoppiarla, ma quasi. Secondo me è un investimento da fare, poi non so se ci riusciremo".

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La tredicesima e non solo

L’intervento sulla tredicesima, come anticipato anche dalle parole di Tajani, non dovrebbe però essere l’unico a sostegno dei redditi: "Già con l'ultima Legge di bilancio siamo intervenuti sul ceto medio, riducendo dal 35% al 33% l'aliquota Irpef sullo scaglione tra 28mila e 50mila euro”, ha spiegato ancora Osnato. “Una prima ipotesi è proseguire su questa strada estendendo il 33% fino a 60mila euro, con un beneficio aggiuntivo fino a mille euro e un costo vicino ai 3 miliardi. Si possono inoltre ridurre ancora le aliquote sulle fasce più basse oppure combinare più leve. Un punto in meno sullo scaglione attuale costa indicativamente 1,5 miliardi e garantisce un beneficio fino a 220 euro".

La posizione dei sindacati sulla Manovra

In vista della Legge di Bilancio, comunque, a intervenire sulle diverse proposte sono anche i sindacati: Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, ha detto nei giorni scorsi che "chiediamo che il confronto con le parti sociali inizi quanto prima. Da parte nostra, la posizione è chiara: non servono interventi a pioggia, ma scelte strutturali e coraggiose per sostenere i redditi da lavoro e pensione, stimolare gli investimenti e tutelare le famiglie". Per Fumarola “sul piano fiscale occorre utilizzare la leva per difendere e rilanciare il potere d'acquisto dei ceti medi, che sostengono gran parte del gettito Irpef. Piuttosto, chiediamo di superare l'anomalia della flat tax per le partite Iva fino a 100mila euro e respingiamo anche la patrimoniale come falsa scorciatoia”.

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“Bisogna detassare le tredicesime”

“Bisogna confermare e rafforzare la defiscalizzazione sui premi di risultato, detassare le tredicesime, garantire piena indicizzazione delle pensioni all'inflazione”, ha aggiunto ancora la segretaria della Cisl. “Poi c'è la fiscalità di vantaggio per l'occupazione giovanile e femminile, che resta sottoutilizzata rispetto al potenziale. Infine bisogna preparare fin da ora il dopo-Pnrr". Secondo Fumarola, infine, la "vera emergenza sociale ed economica del Paese è il lavoro dei giovani", per cui si potrebbe "concentrare lo sgravio proprio sui salari d'ingresso, nei primi anni di contratto, per rendere più sostenibile quella fase in cui il reddito è più basso ma le spese iniziano a pesare di più".

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