Elephants

Marcinelle, Fdi e Meloni accusano la Cgil: «Gira le spalle a La Russa», ma è stato un sindacato belga. Landini: «Hanno preso un colpo di sole»

August 8, 2026

La commemorazione della strage di Marcinelle, in cui 136 minatori italiani morirono sul lavoro in Belgio esattamente 70 anni fa, è stata ancora motivo di scontro politico, ma stavolta con quello che sembra un enorme equivoco. Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento europeo, a margine della cerimonia ha infatti puntato il dito contro la Cgil, rea - secondo l'eurodeputato - di aver mancato di rispetto al presidente del Senato Ignazio La Russa.

«La Cgil deve vergognarsi! Questa mattina al Bois du Cazier, durante le commemorazioni ufficiali della tragedia di Marcinelle. Ebbene, i rappresentanti della Cgil si sono voltati di spalle mentre il Presidente del Senato Ignazio La Russa leggeva il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo stesso hanno fatto durante l'intervento della Vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna. Un gesto patetico e vergognoso, che dimostra una totale mancanza di senso delle istituzioni, un odio cieco che oggi travolge persino il Presidente della Repubblica. La sinistra si dissoci da questo scempio!».

Subito era arrivato il chiarimento da parte del segretario del sindacato confederato, Maurizio Landini: «Se un certo signor Fidanza, per far sapere che esiste, deve parlare male della Cgil, credo che - qui a Marcinelle oggi c'è il sole - abbia preso un colpo di sole. Perché la Cgil, se non lo sa glielo dico, non si gira mai dall'altra parte in nessun momento, tantomeno nel rispetto del nostro presidente della Repubblica», ha detto all'ANSA il segretario generale della Cgil che assieme ad una folta delegazione della Cgil, ha partecipato questa mattina alla cerimonia al Bois du Cazier. 

L'ira di Meloni e La Russa

L'accusa era però stata rilanciata a stretto giro dalla premier Giorgia Meloni: voltare le spalle durante la commemorazione di Marcinelle, ha scritto, «è un gesto grave e vergognoso.

Oggi, durante la cerimonia per i 262 lavoratori morti nella miniera, alcuni rappresentanti della CGIL hanno scelto di voltare le spalle mentre il Presidente del Senato Ignazio La Russa interveniva e leggeva il messaggio del Presidente Mattarella. Una contestazione politica trasformata in un gesto di disprezzo verso le Istituzioni dello Stato, proprio nel momento in cui l'Italia rende omaggio a 262 vittime e al sacrificio di tanti nostri connazionali. Ed è ancora più grave se a farlo sono rappresentanti di un'organizzazione che ha tra le proprie ragioni d'essere la rappresentanza e la tutela dei lavoratori. Marcinelle non è il luogo per le divisioni politiche. È il luogo della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro. Chi oggi ha scelto di voltare le spalle ha mancato di rispetto a tutto questo». 

«Non commento volgari atti propagandistici. Vorrei soffermarsi su Marcinelle. Io la storia di Marcinelle la conosco, a differenza di tanti italiani che l'hanno conosciuta solo - e parzialmente - nel 2001 grazie a Mirko Tremaglia, il ministro degli italiani del mondo, che indicò la data dell' 8 agosto come data che ricorda tutte le vittime italiane sul lavoro nel mondo, io la conoscevo anche prima. La mia comunità l'ha sempre celebrata. C'è chi a quella cerimonia per troppi anni aveva voltato le spalle e qualcuno lo continua ancora a fare», ha rimarcato poi lo stesso Ignazio La Russa.

Il chiarimento del sindacato belga

Successivamente, il chiarimento: non era stata la Cgil a voltare le spalle, ma un sindacato di lavoratori belgi. «Tutti i compagni dell'Fgtb si sono girati, perché noi siamo contro la presenza di partiti fascisti, e per noi Fdi è un partito di estrema destra. Noi siamo contro la presenza di tutti i partiti fascisti. La loro presenza non è bella, soprattutto in un luogo molto importante per l'immigrazione italiana», ha detto all'ANSA Vincent Pestieau, segretario regionale del sindacato belga Fgtb a Charleroi. La nostra protesta «non ha riguardato Mattarella, ma è solo perché Ignazio La Russa ha parlato a nome del governo», ha aggiunto. «Trovo singolare che il presidente del Consiglio, con tutti i problemi che gli italiani hanno, trovi il tempo di commentare delle bugie. Oggi la gente ha bisogno di non morire sul lavoro, di non essere precaria, di veder aumentare il proprio stipendio, di avere delle prospettive. Si occupino di questi problemi anziché costruire delle balle», ha commentato Maurizio Landini.


Ultimo aggiornamento: sabato 8 agosto 2026, 14:54

© RIPRODUZIONE RISERVATA