«Se Valentino Rossi va in pista e la moto va in tilt, la colpa non è sua. Lo stesso vale per chi fa previsioni meteo: noi usiamo modelli matematici e, se sbagliano loro, possiamo essere smentiti dai fatti». Mario Giuliacci spiega a Leggo perché l'anticiclone africano continua a dominare l'Italia, quando potrebbe arrivare il primo vero cambiamento e quali sono i rischi di un'estate segnata da fenomeni sempre più estremi.
Colonnello Giuliacci, partiamo dall'attualità: cosa è andato storto nelle prime previsioni che davano l'estate in ritirata?
«Colpa dei modelli matematici. Avevamo ipotizzato un'attenuazione tra l'8 e il 12 agosto, ma la previsione è saltata. Si chiamano previsioni e non certezze: i modelli ci hanno tradito perché l'anticiclone africano sta mostrando una resistenza anomala».
C'entra El Niño con questo blocco di alta pressione a forma di omega?
«Parliamo di anticicloni di blocco, detti "a omega" per via della loro forma, che ostacolano il normale passaggio delle perturbazioni atlantiche. Trent'anni fa dominava più spesso l'anticiclone delle Azzorre; oggi quello africano riesce a espandersi e a resistere molto più a lungo sull'Italia. Il riscaldamento globale rende queste strutture più persistenti. All'interno dell'anticiclone l'aria scende, si comprime e si riscalda, limitando la formazione dei temporali e trattenendo molta umidità nei bassi strati. Per questo il caldo diventa afoso e il nostro organismo fatica a raffreddarsi».
Il clima attuale è anomalo o rientra nella normalità?
«La gente confonde il caldo estivo con l'ondata di caldo. È chiaro che d'estate faccia caldo, ma oggi le massime sono diverse: in città ci sono quattro o cinque gradi in più. La statistica ci insegna che, se la media è trenta gradi, tre gradi in più possono ancora rientrare nella norma. Ma a 34 gradi siamo ampiamente oltre: quella è un'ondata di calore. Questa fase è intensa, ma non eccezionale come il 2003. Tuttavia, dal 2020 a oggi stiamo vivendo una sequenza record: questo 2026 si candida a essere tra gli anni più caldi di sempre».
Quali regioni soffriranno di più il caldo?
«In questi giorni e fino al 10 agosto le temperature caleranno di 4-5 gradi al Nord, grazie a venti dai Balcani che rinfrescano la Val Padana e l'Adriatico.
Le regioni tirreniche, invece, bloccate dagli Appennini, soffriranno la canicola senza sosta almeno fino a metà mese».Dobbiamo temere una nuova fiammata a Ferragosto?
«Se il caldo dovesse prolungarsi fino al 20 agosto, il 2026 potrebbe entrare tra le estati più calde mai registrate. Al Nord le temperature scenderanno di qualche grado, attestandosi intorno ai 32-33 gradi. Al Centro-Sud, invece, resteranno oltre i 35 gradi e bisognerà aspettare ancora per una vera tregua».
Quando finirà davvero questa infinita ondata di calore?
«All'inizio pensavo che la perturbazione in arrivo potesse essere quella risolutiva, ma si rivelerà piuttosto fiacca. Una vera svolta con speranze concrete si intravede tra il 16 e il 17 agosto, grazie a un nuovo fronte atlantico. Dal punto di vista climatico l'estate va dal 1° giugno al 31 agosto: aspettiamo prima di tirare le somme. Non è detto che il 2026 sia il più caldo di sempre».
Perché oggi le grandinate fanno così paura rispetto a venti o trent'anni fa?
«Perché i temporali si alimentano proprio dal calore estremo: il suolo rovente crea bolle d'aria calda che salgono rapidamente, portando il vapore a generare cristalli di ghiaccio che, spinti dalle forti correnti, continuano a ingrossarsi. Cinquant'anni fa chicchi così grandi non si vedevano. Oggi un chicco di 3 centimetri che cade a 80 chilometri orari non distrugge solo auto e tetti, ma può spaccare la testa in maniera grave. Dobbiamo fare molta attenzione».
Dove colpiranno i fenomeni più intensi?
«Già da venerdì pomeriggio la probabilità di forti temporali e grandine è altissima sulle Alpi lombarde, in Alto Adige e in Friuli. Nelle prossime ore e in serata i fenomeni si estenderanno alle Prealpi bergamasche e bresciane, al Trentino e a tutta la pianura piemontese».
L'eccesso di calore accumulato rischia di scatenare fenomeni estremi?
«Certamente. Gli eventi estremi nascono da questo surplus di calore nell'atmosfera. Più energia è disponibile, più aumenta il rischio di temporali violenti, grandinate e nubifragi».
Come saranno le prossime estati in Italia?
«Ogni anno, mediamente, la situazione rischia di peggiorare. Se non ricorreremo all'energia nucleare di quarta generazione e non azzereremo i combustibili fossili, dimentichiamoci il clima mediterraneo: il Sud Italia rischia concretamente di assumere il clima del Marocco. Non siamo ancora al punto di non ritorno. È come una pallina spinta su un dosso: finché non supera la cima possiamo ancora fermarla. Ma se continua a salire, tornare indietro diventerà impossibile».
Ultimo aggiornamento: venerdì 7 agosto 2026, 06:38
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