Sul caso Roggero, il gioielliere condannato in via definitiva per aver sparato e ucciso due rapinatori, le opposizioni formulano tutte la stessa sentenza: «Il centrodestra insegue Roberto Vannacci». La riprova? «Continuano a sostenere la necessità della grazia, nonostante Sergio Mattarella abbia ricordato a Nordio che è una facoltà del capo dello Stato». Il colloquio tra il Guardasigilli e il capo dello Stato, in effetti, non basta per impedire che la polemica divampi. A sentire la minoranza è Roggero il nuovo «diversivo» usato a destra per «nascondere i fallimenti sulla sicurezza».
Le reazioni
A dare la linea di buon mattino, ci pensa Giuseppe Conte: «Tutto il centrodestra si è gettato sul caso Roggero per inseguire Vannacci. Ormai per loro è una psicosi», dice intervistato dal Fatto quotidiano il leader M5S. Le dichiarazioni che seguiranno in giornata non si distaccheranno più di troppo dalla sua. Per l'ex ministro della Giustizia, il dem Andrea Orlando, si tratta di un «abuso sensazionalistico della grazia»: «Non ricordo precedenti - spiega a Radio Radicale - nei quali il ministro della Giustizia, nell'imminenza di una sentenza, annunci già l'avvio di un'istruttoria di grazia. Mi pare che siamo di fronte a un inedito». Per il dirigente dem, dunque, ci sarebbe dietro il tentativo di «capitalizzare una reazione dell'opinione pubblica». Il che, però, è «molto lontano, dalle ragioni dell'istituto della grazia». Tra i leader dell'alleanza progressista, pur non «entrando nel merito della vicenda», l'altro a commentare è Riccardo Magi (non lo hanno fatto, invece, Schlein, Bonelli e Fratoianni): «È evidente che la destra di Meloni, per mano di Nordio, forzando sulla grazia per un caso di giustizia fai da te, ha cercato di dare un colpo alle prerogative del Colle per motivi di propaganda». Anche da Italia viva non si resta in silenzio: di «fragilità politica e culturale» del governo Meloni parla Enrico Borghi, convinto che ormai sia «succube» del generale leader di Futuro nazionale: «Ormai la danza a destra la guida Vannacci. E anche i sedicenti e cosiddetti "moderati", da Tajani a Cirio, sono totalmente subalterni, succubi e politicamente irretiti dall'agenda dei nazionalfuturisti».
Se per il pentastellato Francesco Silvestri c'è in corso «un'operazione per delegittimare Mattarella», il dem Matteo Ricci, da Coffee Break, guarda l'altro lato della medaglia: «In questi anni sono aumentati e sono diminuiti i reati in Italia? La grande propaganda che la destra ha fatto andando al governo quattro anni fa e che adesso porta avanti la nuova destra estrema che cosa ha portato in termini di sicurezza per il Paese? Su questo c'è una grande ipocrisia». Il fronte dei riformisti dem, pure, fa quadrato. E c'è chi, come Filippo Sensi, vede in questa vicenda che divide, il tentativo di creare un «nuovo caso Garlasco»: «Non mi piace la strumentalizzazione della destra. Non mi è piaciuto il suo modo di rivolgersi a Mattarella. Non mi piace Nordio». Franco Gabrielli, ex capo della polizia (che a un evento con Ernesto Maria Ruffini si è detto «pronto a dare il proprio contributo» con idee che siano d'aiuto al campo largo) mette all'erta dalla tentazione di estendere il perimetro della legittima difesa: «Così si deresponsabilizza lo Stato».
Unico distinguo arriva da Azione che, pur bollando come «scomposta» la reazione del ministro Nordio, non nasconde che si tratti di una «pena severa», soprattutto se «a subirla è un uomo di 72 anni, già vittima di precedenti furti nel suo negozio di gioielliere».
I prossimi passi
Da capire, ora se il malcontento delle opposizioni si tradurrà in iniziative politiche di qualche tipo. Il terreno resta scivoloso, soprattutto trattandosi di una vicenda, quella di Roggero, che ha mosso l'opinione pubblica. E questo, nel campo largo, è probabile che lo abbiano messo già in conto.
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