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Mario Roggero, sit in agli Orefici a Napoli: «Grazia per il gioielliere»

July 18, 2026

La voce degli storici orafi napoletani è racchiusa nell’appello “grazia per Mario Roggero”. Il messaggio di solidarietà al gioielliere piemontese di 72 anni, condannato in via definitiva dalla Cassazione per aver ucciso due rapinatori, è stato lanciato con un flash mob, ieri mattina, nel cuore del Borgo Orefici. «La scelta di scendere in piazza con cartelli e messaggi di vicinanza per l’orafo non riguarda la sentenza né l’operato della magistratura ma un gesto di solidarietà umana nei confronti di un collega» ha spiegato Roberto de Laurentiis presidente del Consorzio Antico Borgo Orefici e promotore dell’iniziativa che ha coinvolto circa una trentina di attività artigiane.

Lo scopo 

L’obiettivo principale della manifestazione che ha riportato all’attenzione delle istituzioni anche le problematiche della categoria, è stato «l’appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere la grazia affinché Roggero, uomo perbene e anziano provato, non debba scontare la lunga detenzione» ha raccontato de Laurentiis che ricopre anche la carica di dirigente Confcommercio Campania e per la provincia di Napoli.

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«Non vogliamo entrare nel merito della vicenda giudiziaria ma vogliamo attenzionare l’opinione pubblica e le istituzioni sul tema di un uomo provato ed esasperato da cinque tentativi di rapina e sulle difficoltà di un lavoro ad alto rischio» ha aggiunto de Laurentiis che soffermadosi «sull’aspetto umano di una tragedia che sarebbe potuta accadere a qualsiasi altro orafo».

La paura


Tra i manifestanti, c’è stato chi ha confidato che «non ci si abitua mai alla paura e il rischio è sempre molto alto ma, in questo caso, è sproporzionato il prezzo da pagare sia per il risarcimento che per la condanna» come ha spiegato Antonio Canzano, consigliere e socio fondatore del Consorzio che, come gli altri, è «pronto a firmare per la concessione della grazia».

Per gli orafi che hanno manifestato e che appartengono a tradizioni di preziosi che si tramandano da generazioni, è stato altrettanto importante «far capire che il campo dell’artigianato e del commercio di gioielli è diventato molto difficoltoso e ancora più pericoloso» ha commentato Giovanni Cuomo, molto conosciuto nel Borgo. «Siamo sempre più a rischio di attacchi criminali e anche se non giustifico il gesto di togliere vita a qualcuno, posso dire di capire che significa la paura e l’adrenalina per chi fa questo lavoro» ha aggiunto Cuomo che ha sottolineato anche «il dramma umano e emotivo che starà vivendo il gioielliere che non è di certo un killer e si sta portando un peso emotivo non indifferente».

Le voci 


Tra le voci del flash mob, c’è anche chi afferma chiaramente che la vicenda giudiziaria di Roggero «è un’ingiustizia, sia per il risarcimento che per la condanna» come ha detto Daniela Esposito, anche lei con un’attività storica che conta più di trent’anni. Le tutele per una categoria che «non può essere paragonata a quella degli altri commercianti» è stato un altro punto messo in risalto durante il sit-in perché, come ha spiegato Melania Caruso, «si tratta di artigiani e commercianti che hanno a che fare con la custodia e la lavorazione di materiali di gran valore, sono più esposti a qualsiasi azione criminale e di certo non hanno vita facile». «Come categoria ci sentiamo solidali con Roggero – ha aggiunto Melania presente al flash mob insieme al padre orafo Cosimo - e quanto accaduto fa emergere la necessità di leggi dedicate a questo settore e maggiore tutela per le categorie come la nostra».