Avrebbero provato ad introdursi - anche notte tempo - all’interno dell’appartamento in cui vivono i parenti del ragazzo che ha ucciso la loro figlia. Poi avrebbero messo in campo una condotta minacciosa nei confronti dei genitori e dei parenti del 19enne responsabile dell’omicidio della loro figlia di soli 14 anni, la studentessa Martina Carbonaro. Minacce aggravate sono le accuse mosse dalla Procura di Napoli nord, nei confronti di Marcello Carbonaro e Enza Cossentino, i genitori di Martina, uccisa a maggio del 2025 dall’ex fidanzato, che non accettava la decisione del 14enne di chiudere la loro relazione. Divieto di avvicinamento e braccialetto elettronico, secondo quanto emerge dal provvedimento firmato dal gip di Napoli nord Stefania Amodeo, al termine delle indagini condotte dal pm Giovanni Corona.
Una vicenda che va raccontata da una premessa: con questo provvedimento, gli inquirenti hanno inteso tutelare i parenti di Alessio Tucci (imputato per omicidio volontario e aggravato) ma anche gli stessi genitori di Martina, per evitare che lo scenario potesse degenerare. Spiega l’avvocato Sergio Pisani, che assiste i genitori di Martina: «Rispetto il provvedimento, ma non posso condividerlo. Sul piano giuridico, le condotte contestate non integrano una reale minaccia penalmente rilevante - afferma - e le frasi estrapolate dagli atti non erano accompagnate da alcun comportamento concretamente idoneo a intimidire o a coartare la libertà altrui: erano il tragico sfogo di un padre devastato dall'omicidio della figlia, pronunciato in uno stato di disperazione e profonda alterazione emotiva». Poi una previsione: «Sono convinto che il Tribunale del Riesame - conclude il professionista - ristabilirà la corretta applicazione dei principi di diritto, distinguendo uno sfogo disperato da una vera minaccia penalmente rilevante».
La reazione
Tocca all’avvocato Mario Mangazzo, difensore di Tucci, replicare al provvedimento adottato dal gip: «Apprendo dagli organi di stampa che nei confronti dei genitori di Martina è stata applicata la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai prossimi congiunti di Alessio Tucci.
In ogni caso preciso che si tratta di un provvedimento emesso a seguito di diversi episodi denunciati dai familiari di Tucci che si sono susseguiti dal 26 dicembre 2025 sino all’aprile 2026 per il reato di continuati atti persecutori. Il dolore dei genitori di Martina non può mai giustificare le condotte poste in essere ai danni dei familiari di Alessio assolutamente estranei alla tragica vicenda giudiziaria del 26 maggio 2025. Occorre scongiurare il rischio che violenza generi altra violenza».