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Martina Carbonaro, in aula il dolore della prof: «Voleva lasciare Alessio, si sentiva sopraffatta»

September 23, 2026

«Martina si sentiva sopraffatta. Aveva timore della reazione che Alessio avrebbe potuto avere nel momento in cui gli avrebbe detto che non lo voleva più. Poi, però, aveva trovato il coraggio per farlo». Aula 116 del Nuovo palazzo di giustizia di Napoli, nuova udienza tra tensione e lacrime. Davanti alla Corte di assise viene interrogata Emilia Marino, la giovane insegnante - tirocinante all’epoca dei fatti - che ha seguito Martina Carbonaro nel suo ultimo anno scolastico. La prof, con cui la 14enne aveva stretto un legame di fiducia, quasi di amicizia, rispondendo agli interrogativi del pm Alberto Della Valle ha ripercorso quei mesi - da ottobre a maggio 2025 - in cui hanno costruito un rapporto fatto di confidenze, gioie e paure: «Dieci giorni prima di morire mi mandò un messaggio in cui mi chiedeva se poteva chiamarmi. Mi scrisse che non stava capendo nulla, che si sentiva sopraffatta». La sera del 26 maggio il tragico epilogo: l’ormai ex fidanzato Alessio Tucci la uccide a colpi di pietra nel casolare abbandonato a due passi dallo stadio di Afragola.

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All’udienza, anche questa mattina, il responsabile dell’omicidio ha assistito in videocollegamento dal carcere, senza però proferire mai parola. A tenere banco è stato invece il lungo e intenso interrogatorio di Emilia Marino, la ha  che lavorato fianco a fianco con Martina per tutto l’anno scolastico: «Lei era una ragazza estremamente sensibile e socievole. C’erano dei giorni in cui era felice, altri in cui, dopo aver litigato con Alessio, era distratta. Io cercavo di parlarle e lei in qualche modo si apriva, ma sempre fino a un certo punto. Il loro rapporto è cambiato verso marzo, non si sentiva più vicina ad Alessio». E ancora: «Non riusciva a sopportarlo, ma non mi ha spiegato cosa intendesse e perché». Nel prosieguo dell’esame, l’insegnante ha poi parlato del rapporto “di penna” che la ragazzina aveva da poco instaurato: «Aveva stretto amicizia con una persona non di Napoli e che non aveva mai visto. Avevano iniziato a parlare sui social per un interesse comune legato a un personaggio televisivo. Mi fece vedere anche le loro chat ed era contenta di aver trovato una persona che l’ascoltasse. Ma tra di loro c’era soltanto un’amicizia, gli parlava anche di Alessio e dei problemi che c’erano». Al termine dell’udienza, l’avvocato Sergio Pisani, che assiste i genitori di Martina Carbonaro, ha lanciato un appello affinché si crei «una rete di ascolto, all’interno degli istituti scolastici, capace di intercettare i disagi degli alunni, oggi troppo spesso incompresi e lasciati soli, e fare da collegamento con l'esterno, in particolare con le famiglie». Un urlo che resta intrappolato tra le mura di un’aula di giustizia, nella speranza che l’ascolto e la prevenzione diventino davvero una priorità concreta per tutelare i più giovani.