ASOLO (TREVISO) - Ci sono persone che riescono a trasformare la propria passione in un mestiere senza permettere al successo di cambiare ciò che sono. Ilenia Bazzacco era una di queste. Dietro le ricette perfette, le fotografie curate, le apparizioni televisive e le migliaia di persone che ogni giorno seguivano “Timo e Vaniglia”, c’era soprattutto una mamma, una moglie, una donna di casa che continuava a considerare la semplicità il suo traguardo più importante. Ilenia si è spenta ieri notte a 54 anni, dopo quasi tre anni di lotta contro un tumore ovarico. Una battaglia affrontata accanto al marito Marco Montanino, ai figli Riccardo e Andrea, gemelli nati nel 1998, e a una famiglia che negli ultimi mesi si era stretta ancora più forte attorno a lei.
Il ritratto
«Ilenia era una donna vulcanica. Qualsiasi cosa facesse, riusciva a portarla a un livello altissimo, ma senza ostentazione, con una naturalezza che lasciava quasi disarmati - racconta il marito Marco -. Era così in cucina, ma anche in tutte le passioni che incontrava lungo la strada Era una fuoriclasse, ma non si è mai sentita tale». La cucina era diventata il suo linguaggio. Nel 2011 aveva conquistato il terzo posto a MasterChef Italia, facendo conoscere al grande pubblico quella passione che fino ad allora aveva coltivato soprattutto tra le mura di casa. Poi erano arrivati sette anni alla conduzione di “2 chiacchiere in cucina” su 7Gold, le collaborazioni con aziende del settore alimentare, l’editoria, il lavoro come content creator, home economist, food stylist, personal chef e fotografa. Soprattutto era cresciuto “Timo e Vaniglia”, il suo progetto più personale, diventato negli anni un punto di riferimento per migliaia di appassionati. Su Instagram aveva superato i 72mila follower, mentre ricette, fotografie e video continuavano a circolare tra social, YouTube e campagne realizzate per importanti aziende. Ma per raccontarla davvero, i numeri non bastano. «Lei era orgogliosamente legata alla cucina della sua terra e alla tradizione veneta - ricorda Marco -. Era una persona che non smetteva mai di studiare e di cercare nuovi sapori. Del radicchio trevigiano si definiva scherzosamente una “portatrice sana”: le piaceva raccontarlo, valorizzarlo, far conoscere ciò che apparteneva al nostro territorio». Dietro quella notorietà, Ilenia aveva conservato una dimensione profondamente domestica. «Non si è mai montata la testa. Amava definirsi una casalinga e ne era orgogliosa. È stata una mamma eccezionale, una moglie straordinaria, una zia presente. Aveva una curiosità inesauribile: studiava giorno e notte perché voleva sempre scoprire qualcosa di nuovo. In cucina aveva una sensibilità particolare per i sapori, gli abbinamenti, gli ingredienti. Ma ciò che più colpiva era la semplicità con cui faceva tutto». Negli ultimi mesi quella stessa famiglia che lei aveva custodito per una vita ha cercato di custodire lei. Marco ci tiene a ricordare soprattutto due donne: la zia materna Doris Andreatta e la suocera Ester Ferraiuolo. «Le sono state accanto in maniera straordinaria». La malattia aveva rallentato il ritmo della sua vita, ma non aveva cancellato, e mai lo farà, ciò che Ilenia ha costruito. Domani alle 15.30 la comunità le darà l’ultimo saluto nella chiesa parrocchiale di Casella d’Asolo.