Milano, 17 luglio 2026 – Tre bocciati in un’unica classe. Tra loro anche una studentessa, che era stata ammessa con il 7 e aveva pure già superato il test per l’università. Un unico 100, un 93 e 10 alunni - dei 24 promossi - con voti tra il 60 e il 69. Maturità amara per una quinta del liceo Vittorio Veneto di Milano che conta quest’anno quattro rimandati in tutto.
“Una stangata senza precedenti” commenta un gruppo di genitori, solidali con le famiglie dei ragazzi che dovranno ripetere l’anno. Dopo avere scritto alla preside e ai commissari interni, hanno condiviso una lunga lettera con la redazione Il Giorno mentre gli studenti interessati stanno valutando di presentare ricorso: “Più che una protesta, è una riflessione sul metodo di valutazione dell’Esame di Stato e sulla fiducia che i ragazzi possono riporre nel sistema scolastico quando un intero percorso di cinque anni viene di fatto ribaltato dall’esito dell’esame finale”, spiega la rappresentante di classe.
"Classe non facile ma di alto potenziale”
“Quanto accaduto, per modalità ed esiti, solleva interrogativi profondi sul senso della valutazione scolastica e sulla responsabilità educativa delle istituzioni e della scuola stessa”, scrivono i genitori riavvolgendo la storia della classe, non sempre facile ma “che è stata descritta e valutata come dotata di alto potenziale”. L’anno scorso la maggior parte degli studenti aveva chiuso l’anno con medie superiori all’8, senza bocciature.
“Come può una prova finale decidere le sorti di ragazzi che sono stati osservati, valutati e conosciuti per anni? – la domanda dei genitori –. Siamo a scuola, non a un colloquio di lavoro, dove chi valuta non sa nulla della persona che ha di fronte e tutto si gioca in pochi minuti. Qui, invece, parliamo di studenti che hanno una storia scolastica, un percorso, delle fragilità e delle responsabilità, certo, ma anche un potenziale che non può essere giudicato – né da chi li conosce, né da chi non li conosce affatto – sulla base di una prestazione concentrata in pochi giorni”.
“La scuola non deve comportarsi come un’azienda”
Cinque i membri in commissione quest’anno: due interni, due esterni più il presidente. “La scuola dovrebbe offrire una bussola per diventare adulti, non comportarsi come un’azienda che valuta esclusivamente la performance, né tantomeno come un tribunale che emette sentenze definitive. L’educazione non può ridursi a una logica competitiva e selettiva, dove vale solo chi “regge” in quel preciso momento. Se anche il mondo del lavoro sta iniziando a interrogarsi su questi modelli, a maggior ragione dovrebbe farlo la scuola”, prosegue la missiva.
Che gli scritti erano al di sotto delle aspettative era emerso durante le prove, ma è dopo l’orale che è arrivata la doccia fredda. “Ma dietro numeri e statistiche ci sono ragazzi seri e promettenti, che hanno lavorato con impegno per cinque anni e che ora rischiano di portare con sé non solo un risultato percepito come ingiusto, ma una ferita alla propria autostima e alla fiducia nel sistema”. scrivono ancora le famiglie.
L’amarezza della preside
“Quest’anno in una classe sono stati bocciati tre ragazzi in maniera inaspettata – conferma la preside del Vittorio Veneto, Mariarosaria Arena –: tutti e tre erano stati ammessi alla maturità. Ho incontrato gli studenti coinvolti: erano consapevoli del fatto che gli esami non fossero andati benissimo, ma non si aspettavano la bocciatura e di essere trattati come a un esame universitario dove, se non passi, puoi presentarti l’appello successivo”.

Una recente occupazione al Vittorio Veneto
In questo caso dovranno ripetere l’anno intero, nonostante avessero già il “pass“ per l’università. C’è chi si è già riscritto al Vittorio Veneto e chi ha chiesto il “nulla osta“ per valutare se cambiare scuola.
"La commissione però è autonoma”
“Certo è una situazione che ci interroga – conclude la dirigente –: non ero in commissione e la commissione ha la sua autonomia nella valutazione, deve essere libera e indipendente. Da un lato quanto successo deve essere da monito per gli studenti: l’esame di Stato non deve essere sottovalutato ed essere affrontato con eccessiva serenità: non è un proforma, nulla è scontato. Ma dall’altro la valutazione deve tenere conto di tutto il percorso, non di un solo momento. Questa nuova formula di esame con le quattro materie, per cui è difficile avere il tempo di recuperare se non si sa subito rispondere alle domande, forse ha messo i ragazzi più in difficoltà, non solo al Vittorio Veneto. Detto questo, ho molto apprezzato la partecipazione dei ragazzi e dei genitori per aiutarli a superare questo momento di difficoltà insieme”.