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Maxi cantiere alla Lombarda Petroli. Il risanamento a 16 anni dal disastro. Resta il nodo delle storiche cisterne

July 23, 2026

Un luogo, forse più di ogni altro tra quelli interessati dalle bonifiche regionali, racconta quanto possa essere lungo e complesso...

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Un luogo, forse più di ogni altro tra quelli interessati dalle bonifiche regionali, racconta quanto possa essere lungo e complesso il percorso per sanare certe gravi ferite all’ambiente. È l’ex Lombarda Petroli di Villasanta, il sito simbolo del più grave disastro ambientale lombardo degli ultimi decenni, quando nel febbraio 2010 migliaia di tonnellate di idrocarburi finirono nel Lambro e da lì nel Po.

Oggi quell’area è al centro del più impegnativo intervento di bonifica finanziato da Regione Lombardia nell’ambito del programma dedicato ai “siti orfani”. Un cantiere da oltre 9,1 milioni di euro che interessa l’ex raffineria di via Raffaello Sanzio, dove per quasi quarant’anni si sono raffinati e poi stoccati prodotti petroliferi, fino alla definitiva chiusura dell’impianto nel 2004.

Una storia industriale iniziata nel secondo dopoguerra, proseguita con l’accordo commerciale siglato negli anni Sessanta con la francese Total e conclusa tra fallimento della società, procedimenti giudiziari e il devastante sversamento del 2010. Il progetto di risanamento non riguarda l’intera ex raffineria, che superava i 30 ettari, ma si concentra sulle porzioni più compromesse. Nei lotti B, C e D, estesi su circa 103mila metri quadrati, sono stati rimossi i terreni superficiali contaminati fino a un metro di profondità. I lavori hanno ormai superato il 90% di completamento, andando ben oltre il target intermedio del 70% fissato dall’Unione Europea.

Resta ancora aperta la partita più delicata: quella del lotto E, l’area delle storiche cisterne. Qui sono ancora presenti circa 1.500 tonnellate di fondami contaminati, residuo del disastro ambientale. Inizialmente esclusa dai finanziamenti europei per l’assenza di una progettazione preliminare, questa fase è stata successivamente sostenuta da Regione Lombardia con uno stanziamento aggiuntivo di 500mila euro destinato alle indagini e alla progettazione esecutiva. Il traguardo finale resta fissato al 2026. Se sarà rispettato, la Lombarda Petroli potrà finalmente archiviare una vicenda durata oltre vent’anni, trasformando uno dei luoghi simbolo dell’inquinamento lombardo in un’area pronta a guardare al futuro.

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