UDINE. Oltre 180 finanzieri impiegati sul campo, 24 misure cautelari emesse, circa 35 chili di sostanze illecite sequestrate congiuntamente ad un arsenale di armi, e un traffico di stupefacenti che, secondo gli inquirenti, avrebbe movimentato complessivamente oltre 800 chili di droga per un giro d'affari stimato in decine di milioni di euro.
Sono questi i numeri impressionanti della maxi operazione delle Fiamme gialle ribattezzata “Change the Music”, scattata nella mattinata del 28 luglio e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Trieste, che ha portato allo smantellamento di una presunta rete criminale estesa, attiva tra le province di Udine, Gorizia e Trieste. Le indagini di polizia, condotte attraverso le direttive del comando regionale della Guardia di finanza, hanno portato alla luce un'organizzazione di tipo piramidale ed estremamente gerarchizzata, attiva in regione con particolare accezione nella Bassa friulana.
La struttura vedeva al vertice un cittadino sloveno indicato come “di forte levatura criminale”, attualmente recluso fuori dall'Italia per gravi reati legati allo spaccio di droga ma anche all'omicidio, che lo hanno visto già scontare sedici anni di pena detentiva.
La piramide prevedeva subito al di sotto di questo individuo tre giovani, poco più che ventenni, incaricati di gestire altrettante piazze di spaccio sul territorio regionale. Attorno a questo nucleo criminale orbitavano inoltre due categorie di affiliati, spesso giovanissimi: la prima vedeva dei ragazzi più vicini al “nervo” dell'organizzazione criminale, che tra di loro venivano chiamati “cavalli”, deputati alla raccolta sul campo e alla gestione degli illeciti proventi dello spaccio. Costoro inoltre, potevano anche prendere parte alle riunioni dei vertici dell'organismo criminale.
La seconda categoria era invece composta da figure di basso rango e ritenute meno affidabili, che operavano nelle strade e si occupavano del taglio, della pesatura, e dello smistamento capillare di una vasta gamma di droghe, che comprendeva marijuana, hashish e la polvere bianca, includendo anche la micidiale variante nota come “cocaina rosa”, o “droga dello sballo”, particolarmente pericolosa.

Ad attirare i sospetti delle forze dell'ordine era però il tenore di vita di questi soggetti, molti dei quali come detto molto giovani, che appariva nettamente sproporzionato rispetto ai redditi che risultavano dai controlli.
Essi ostentavano infatti grandi quantità di denaro anche pubblicamente, sulla falsariga, secondo gli inquirenti, di alcuni personaggi dall'attitudine “gangster” delle serie Tv, unitamente all'esaltazione di una certa cultura criminale contenuta nei testi di musica Trap, molto in voga tra gli esponenti del gruppo.
Tutte evidenze che hanno fatto scattare le indagini, e nel corso delle perquisizioni i militari hanno sequestrato circa 11 chili di hashish, quasi 17 di marijuana, oltre 6 chili tra cocaina bianca, cocaina rosa e nera, oltre a un ulteriore chilo e mezzo di droghe sintetiche, tutte sostanze abbinate a numerosi materiali utili sia al confezionamento e la pesatura delle dosi, che allo spaccio, come telefoni cellulari con relative schede e quattro scanner anti-intercettazione.
I controlli hanno fatto inoltre emergere un vero e proprio arsenale costituito da due revolver completi di cartucce e silenziatori, quattro pistole a salve, un taser, una balestra e una serie di armi da taglio composta da coltelli di varia grandezza, ma anche katane e un machete.
Il giro d'affari sgominato, come riporta la Guardia di finanza, avrebbe generato dei profitti complessivi sull'ordine delle decine di milioni di euro e un traffico di sostanze che superava gli ottocento chili.
Al termine delle indagini 24 persone sono state sottoposte a misura cautelare, delle quali nove sono state trasferite nelle carceri di Gorizia, Pordenone, Udine e Trieste, per altre quattordici sono stati predisposti braccialetto elettronico e arresti domiciliari, e nei confronti di un indagato è stato invece stabilito l'obbligo di dimora. Altre 8 persone erano infine già state arrestate precedentemente durante lo svolgimento delle indagini per gli stessi reati.