Con le mazzette che intascavano
sarebbero andati a lavorare anche gratis, i dipendenti del
comune di Qualiano che intascavano denaro per favorire il
conferimento di rifiuti nell'isola ecologica, anche quelli che
non potevano essere accettati. Emerge dalle conversazioni
intercettate dalle "cimici" sistemate dai carabinieri di
Giugliano in Campania che hanno consentito di individuare
precise responsabilità nei confronti di tre dipendenti comunali
in servizio presso l'isola ecologica di Qualiano nei confronti
dei quali il gip ha emesso una misura interdittiva della durata
di un anno.
I reati (corruzione, peculato e illecita attività di
raccolta, deposito e smaltimento di rifiuti speciali in assenza
di autorizzazione) vengono contestati anche ad altri 12
indagati.
Le intercettazioni documentano il comportamento indispettito
degli indagati quando il prezzo della corruzione proposto (20
euro) era insufficiente: i presunti corrotti lo facevano notare
alle ditte, sottolineando che le altre, per lo stesso
conferimento, pagavano 50 euro.
I soldi, inoltre, talvolta venivano consegnati mettendoli
all'interno del documento di riconoscimento consegnato al
dipendente comunale, talvolta invece venivano infilati sotto un
calendario da tavolo oppure sotto il portacarte della scrivania
presente nell'ufficio. Ma c'era anche chi, una volta arrivato
nell'isola ecologica, i soldi li infilava direttamente nelle
tasche del dipendente.
Rispetto ai colleghi che puliscono le strade i dipendenti
comunali impiegati nelle isole ecologiche comunali hanno, tra
gli altri obblighi, anche quello di contabilizzare i rifiuti in
entrata e in uscita dall'isola ecologica. E i tre indagati,
invece, quando prendevano le mazzette omettevano
l'identificazione di chi conferiva.
Tra le ditte inoltre ce n'era una, in particolare, che,
pagando mazzette, in più occasioni ha conferito rifiuti ferrosi
malgrado non fosse neppure abilitata.
Le indagini documentano anche che i conferimenti illegali
talvolta erano ingenti, tanto da scatenare la reazione degli
indagati: "tu mi vuoi far andare in galera…".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA