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"Mazzola? Che occasione per gli antijuventini. Se Kolo è questo...": l'analisi Juve di Tuttosport

September 21, 2026

21 settembre 2026, 21:21 

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"La Juve ha preso le distanze da quei tifosi che hanno voltato le spalle al minuto di silenzio per Mazzola inneggiando a Scirea, Fortunato e Giovanni Agnelli". Così a "Processo al campionato", in diretta sul canale YouTube di Tuttosport, il direttore Guido Vaciago ha criticato il gesto della curva bianconera nel minuto di silenzio per Sandro Mazzola prima di Juventus-Atalanta, definendolo "una profonda mancanza di rispetto. Abbiamo condannato anche noi perché un minuto di silenzio va rispettato e chi sta di fianco deve commemorarlo allo stesso modo, è stato un gesto vile". Il direttore ha "cercato di andare oltre l'indignazione per capire perché si fanno gesti del genere. La cosa va contestualizzata in un clima di veleno che da 20 anni a questa parte ha scavato un solco tra Juventus e Inter, in cui i tifosi juventini si sentono vittime di un'ingiustizia e nessuno ha capito perché ci sono state disparità di trattamento quando c'è stata di mezzo la Juve: questo ha creato un clima che può sfociare in virus negativi come quello di ieri".

Vaciago: "Il rischio è che diventi una faida"

Lorenzo Pregliasco precisa che si trattava pur sempre di "una piccola parte dello stadio, perché il resto ha iniziato presto l'applauso per coprire disallineamenti". Per questo motivo "è stata una mancanza di rispetto verso una figura importante dello sport italiano ma pure nei confronti del resto dello stadio", e al netto della sensazione di ingiustizia e di un solco tra Juve e Inter, si è fatto riferimento anche ai rapporti "non idilliaci" tra la curva e la società bianconera. "Il rischio è che diventi una faida e non ci si fermerà più. La morte dell'avvocato Agnelli fu accolta dalla curva dell'Inter con un coro "Uno in meno". L'avvocato fu anche fischiato a Firenze e dai tifosi del Toro. Quindi esiste questa brutta abitudine - ricorda Vaciago - ma se gli altri lo fanno non significa che io debba rifarlo". Secondo Pregliasco "quando questa cosa succede allo Stadium ne parlano più che in altri stadi. Ma proprio per questo, oltre che per l'ovvio rispetto a Mazzola, la sua famiglia e l'Inter, non dovevi farlo: perché hai dato un'occasione d'oro agli antijuventini di mettere in secondo piano il risultato della partita".

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Su Juve-Atalanta

Ora l'analisi della vittoria bianconera contro l'Atalanta. Segnali positivi da parte della Juventus, fase difensiva attenta, la duttilità di McKennie ha fatto capire quanto lo statunitense sia importante nello scacchiere tattico di Spalletti. Mancano ancora i gol degli attaccanti in campionato, anche se Kolo Muani è stato tra i migliori in campo: "Mi è piaciuto tantissimo in termini di contributo allo sviluppo della manovra, mentre nelle partite precedenti andava molto in difficoltà nei duelli fisici - ha sottolineato Lorenzo Aprile -. Ieri ha fatto sponde, ha cucito il gioco... avere un centravanti di questo tipo qua lo porterà a fare gol, se avesse giocato così contro il Milan avrebbe già segnato.

Il paragone con Vlahovic? "Se Kolo gioca in questo modo non credo che farà rimpiangere Vlahovic - dice Vaciago -. Di Vlahovic non mi mancano gli stop a un metro, mentre Kolo ha piedi molto più educati. Magari potevano anche convivere. Credo che in questa Serie A la differenza la puoi fare anche così". Interviene Aprile: "Oggi hai Woltemade, che ispira curiosità tra i tifosi ma non ha caratteristiche da prima punta perché non è un finalizzatore, mentre Spalletti voleva il finalizzatore anche da lanciare al 60' per fare a sportellate. Oggi la Juve non ha colpitori di testa in attacco, ha Gatti e Bremer ma Kolo non ha quelle caratteristiche".

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Pieri e il contatto Kalulu-Rowe: "Va considerato il metro arbitrale"

Ospite della diretta, l'ex arbitro di Serie A Tiziano Pieri ha giudicato così il contatto in area di rigore Kalulu-Rowe che ha scatenato la rabbia di Sarri nel postpartita: "Per me era rigore, ma dobbiamo analizzare gli episodi e le interpretazioni arbitrali - spiega Pieri -. Va considerato il metro arbitrale: si parla di diminuire il numero di interventi arbitrali e del VAR per adeguarli alla linea internazionale. Abbiamo visto in Champions, agli Europei e ai Mondiali che gli interventi sono ridotti al minimo. Questo chiaro errore che in Italia diventa soggettivo ha portato a un abuso del var. Credo che ci sia più una voglia di uniformarsi all'utilizzo europeo, quindi dobbiamo capire quando e come intervenire. Qui l'arbitro dal campo avrà fatto la sua valutazione, bisogna capire se questa trattenuta è stata intensa e ha giustificato la caduta di Rowe, il quale ha leggermente accentuato perché si è lasciato cadere dopo che la maglia è stata lasciata: questo è il binomio che porta il var a non intervenire. Per me resta però un errore".

Il mancato intervento del VAR

Aprile ha lanciato una provocazione, alludendo al fatto che se prima l'arbitro veniva richiamato molto spesso al VAR, ora invece non è più così. Si è passati quindi da un estremo all'altro? Il dubbio è legittimo, Pregliasco ha "avuto l'impressione che neanche i giocatori si aspettassero la chiamata del var. Fino all'anno scorso c'era sempre l'attesa di un possibile check: quest'anno invece mi sono sembrati molto veloci, il che da tifoso aiuta la fluidità del gioco, la sensazione è che si giochi di più a calcio. La soluzione sarà estrema ma aiuta la fluidità delle partite, mentre l'anno scorso si era arrivati a un punto in cui si era fermi troppo e non c'era uniformità: due episodi identici erano valutati diversamente. Poteva dare rigore ma non era una trattenuta intensa, quindi capisco il non darlo e il non considerarlo un grave errore". Secondo Pieri, il fatto che Rowe abbia accentuato la caduta "ha inciso, perché il var Marini ha visto la trattenuta ma avrà valutato anche la possibilità di raggiungere il pallone. Ma dobbiamo anche capire se Marini non se l'è sentita di intervenire, perché il provvedimento disciplinare si poteva configurare anche come chiara occasione da rete e cartellino rosso". L'ex arbitro sarebbe favorevole al VAR a chiamata dalle panchine: "Tutte queste polemiche sarebbero portate a zero se si usasse la Football video support della Serie C, che porterebbe l'allenatore a chiamare la revisione: credo che si debba iniziare a ragionare su questa possibilità". Poi un aneddoto su una sua partita arbitrata: "Conte in campo ti aiutava tanto, ricordo proprio un Juventus-Atalanta al Delle Alpi, dove ci fu un lancio con il centravanti dell'Atalanta in fuorigioco ma l'esterno era partito in posizione regolare: l'assistenze alzò la bandierina, poi la abbassò subito e l'Atalanta a momenti segnò. Tutti protestarono ma arrivò Conte che diede ragione agli arbitri. Oggi invece Conte in panchina è molto diverso da quello che era in campo. Nedved era molto difficile da arbitrare, anche D'Aversa, era molto polemico, per cui lì dovevi usare la psicologia nel non ammonirlo troppo presto". L'altro episodio discusso è stato lo sgambetto di Heggem su Oristanio in Bologna-Torino. "Anche qui era rigore, Heggem impatta sul piede di Oristanio e porta un danno indubbio all'avversario - dice Pieri -. Ma anche qui analizziamo il movimento di Oristanio: questo movimento avanti-indietro della gamba è quasi un voler accentuare il colpo, e qui i giocatori devono imparare a non accentuare".

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Dal problema infortuni alle critiche post Sassuolo

Con il grave infortunio di Grabara, a cui segue l'ultimo (lieve) di Kolo Muani, aumenta il problema degli infortuni in casa Juve. "Non trovo spiegazioni per questa situazione, sono infortuni lunghi a molti titolari e questo giustifica Spalletti. Quello di Grabara è una follia perché è un portiere e lo fa subito dopo la partita che lo aveva lanciato - afferma Pregliasco -. Occhio perché la qualità di una squadra si vede quando le cose non vanno, Spalletti lo pagano per questo". Poi il focus passa alle tante, forse troppe, critiche arrivate dopo il ko con il Sassuolo, l'unica fin qui in stagione. Perché basta una sconfitta e il popolo juventino inneggia ad Antonio Conte? "Abbiamo una tifoseria molto esigente e sono 6 anni che non vede successi in campo. Queste due cose fanno sì che ad ogni sbavatura c'è polemica - spiega Pregliasco -. Allora questo ti porta verso l'antico successo come Allegri o Conte, quasi come se non riuscissimo più ad uscire da questi due. La motivazione psicologica è il voler tornare da qualcuno che sai che ti ha fatto star bene. Ma non puoi dopo una sconfitta mettere in discussione tutto, sennò sei una piccola squadra". Secondo Aprile "per non diventare il Manchester United italiano che mangia gli allenatori, ci vuole pazienza".

Palmisani MVP di Frosinone-Como

Si è parlato poi del ko del Como, che a Frosinone è andato a sbattere sul muro Palmisani. Il portiere dei ciociari è stato eletto MVP della partita a suon di interventi miracolosi. "Sembrava il Buffon del Parma, aveva quella sfacciataggine, quel coraggio e quella follia di Buffon che parava il rigore a Ronaldo il Fenomeno - le parole di Vaciago -. Tendiamo ad essere un po' frettolosi ad appiccicare etichette soprattutto ai portieri, mi ricordo Meret, Cragno o tanti altri, però sembra di intravedere un campione". I rumors di mercato: "La Juve avrebbe un pre-accordo con l'agente di Palmisani ma non per gennaio, perché la Juve pescherà dagli svincolati nelle prossime settimane o avrà altre soluzioni, in più il Frosinone non si priverà del suo portiere titolare a stagione in corso", rivela Aprile. Interviene Pregliasco: "Il portiere è un ruolo in cui puoi avere picchi alti ma quando sbagli qualcosa condizioni la partita o la stagione, per cui i portieti vanno valutati sul lungo e sulla continuità, non sulla singola partita. Persino Di Gregorio ha fatto delle partitone ma lo ricordiamo per le tante prestazioni che ci sono costate qualche posizione in classifica".

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Roma-Inter e l'ennesima rimonta nerazzurra

Anche contro la Roma l'Inter è andata sotto di due gol nel primo tempo ma ha rimontato, stavolta pareggiando 2-2. Quanto potrà andare avanti questa caparbietà della squadra di Chivu? Secondo Vaciago "non può durare così tutta la stagione. Credo che le rimonte costino fatica, anche perché la partita così non la controlli: la subisci per un tempo e nella ripresa devi dare il triplo per raddrizzarla. Il livello tecnico dell'Inter rimane comunque superiore a tutte, per cui anche un dispendio energetico e mentale per le rimonte potrebbe non incidere sul risultato finale. Però se non mette a posto la difesa... Sta prendendo troppi gol, bisogna capire se alla lunga questo può compromettere il percorso dell'Inter. Il campionato si giocherà sulla fase difensiva e al momento quella della Roma è superiore". Dover ribaltare il punteggio ti toglie energie "ma l'idea che tu possa sempre rimontare ti dà molta convinzione. Non ho mai avuto la percezione che la partita fosse chiusa, ho sempre avuto idea che avrebbero rimontato e invidio loro questa cosa", aggiunge Pregliasco.

Da Gattuso ad Allegri

La Lazio continua a stupire: vittoria a Venezia, la quarta in 5 partite, e primo posto in classifica a pari punti con Roma e Inter. "Dobbiamo chiedere scusa a Gattuso?", chiede Aprile. Vaciago risponde: "Non l'ho mai attaccato, magari influenzato da una simpatia umana che ho verso di lui, però mi sembra che la Lazio sia la squadra più matura tra quelle che ha allenato. Sono solo 5 partite, non ha ancora affrontato avversari impegnativi. Vedremo se tra 2 giornate farà risultato a Torino con la Juve: lì potremmo parlare di stagione importante". Chiusura sul Napoli, che pareggia a Firenze e rimane per ora a metà classifica con 7 punti. "Se per la Lazio bisogna aspettare vale lo stesso per il Napoli, anche se fin qui abbiamo visto poco", dice Pregliasco, secondo cui "non è scattata la scintilla tra Allegri e la piazza, li vedo su due pianeti diversi. L'Allegri post-primo ciclo Juve mantiene pregi comunicativi e di gestione degli uomini ma dal punto di vista tecnico-tattico è rimasto indietro. Il Milan l'anno scorso è stato a lungo secondo e si è squagliato completamente alla fine, per cui ha perso qualcosa. Lui ha bisogno di una rosa top ed è un ottimo gestore, ma quando deve costruire ha difficoltà". Gli fa eco Vaciago: "Allegri è un allenatore esigente da grande squadra, ha bisogno di giocatori maturi, tende a lasciare molta libertà ma questo con una squadra meno carismatica può portare a quella sensazione di non gioco".

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"La Juve ha preso le distanze da quei tifosi che hanno voltato le spalle al minuto di silenzio per Mazzola inneggiando a Scirea, Fortunato e Giovanni Agnelli". Così a "Processo al campionato", in diretta sul canale YouTube di Tuttosport, il direttore Guido Vaciago ha criticato il gesto della curva bianconera nel minuto di silenzio per Sandro Mazzola prima di Juventus-Atalanta, definendolo "una profonda mancanza di rispetto. Abbiamo condannato anche noi perché un minuto di silenzio va rispettato e chi sta di fianco deve commemorarlo allo stesso modo, è stato un gesto vile". Il direttore ha "cercato di andare oltre l'indignazione per capire perché si fanno gesti del genere. La cosa va contestualizzata in un clima di veleno che da 20 anni a questa parte ha scavato un solco tra Juventus e Inter, in cui i tifosi juventini si sentono vittime di un'ingiustizia e nessuno ha capito perché ci sono state disparità di trattamento quando c'è stata di mezzo la Juve: questo ha creato un clima che può sfociare in virus negativi come quello di ieri".

Vaciago: "Il rischio è che diventi una faida"

Lorenzo Pregliasco precisa che si trattava pur sempre di "una piccola parte dello stadio, perché il resto ha iniziato presto l'applauso per coprire disallineamenti". Per questo motivo "è stata una mancanza di rispetto verso una figura importante dello sport italiano ma pure nei confronti del resto dello stadio", e al netto della sensazione di ingiustizia e di un solco tra Juve e Inter, si è fatto riferimento anche ai rapporti "non idilliaci" tra la curva e la società bianconera. "Il rischio è che diventi una faida e non ci si fermerà più. La morte dell'avvocato Agnelli fu accolta dalla curva dell'Inter con un coro "Uno in meno". L'avvocato fu anche fischiato a Firenze e dai tifosi del Toro. Quindi esiste questa brutta abitudine - ricorda Vaciago - ma se gli altri lo fanno non significa che io debba rifarlo". Secondo Pregliasco "quando questa cosa succede allo Stadium ne parlano più che in altri stadi. Ma proprio per questo, oltre che per l'ovvio rispetto a Mazzola, la sua famiglia e l'Inter, non dovevi farlo: perché hai dato un'occasione d'oro agli antijuventini di mettere in secondo piano il risultato della partita".

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