Un semplice meme circolante in rete può trasformarsi in un vero e proprio incidente diplomatico e commerciale, specie se di mezzo ci sono la Cina e i suoi tabù storici. È quanto accaduto a Kylian Mbappé, travolto da una bufera mediatica all’ombra della Grande Muraglia per aver scherzato, in un video diffuso online, sull’ex leader Mao Zedong. In Cina, ironizzare sul fondatore della Repubblica Popolare scomparso nel 1976 è considerato un gesto irrispettoso e del tutto inaccettabile. La reazione degli sponsor locali è stata immediata e drastica.
LA REAZIONE
Il colosso delle bevande Dongpeng e Mengniu, principale produttore di latticini del Paese, hanno interrotto con effetto immediato ogni collaborazione con l’attaccante del Real Madrid. «La nostra azienda si oppone fermamente a qualsiasi comportamento che offenda il sentimento nazionale e adotta una politica di tolleranza zero al riguardo», ha dichiarato Dongpeng. Gli ha fatto eco Mengniu, ribadendo la ferma opposizione verso «qualsiasi dichiarazione o azione che ferisca i sentimenti del popolo cinese». Una doccia fredda per il 27enne capitano della Nazionale francese, fino a questo momento popolarissimo tra i tifosi cinesi, che lo avevano persino ribattezzato affettuosamente «Guigui» (tartaruga) per via della somiglianza con i personaggi delle Tartarughe Ninja.
COSA È SUCCESSO
法国球星姆巴佩称,自己最喜欢的表情包是中国独裁者毛泽东。 10月26日,法国球星姆巴佩在一段采访中被问到"用他头像、最让他发笑的meme"时,他表示:“最让我发笑的那个,就是那个把我的脸放到中国独裁者(毛泽东)脸上的表情包,我在线上和朋友玩 PlayStation时经常使用这个meme。” 随后懂球帝发布声明,表示由于相关发言“涉及对中国和中国人民的伤害”,因此不予翻译;同时呼吁球迷理性观赛、不作越界发言。
— 李老师不是你老师 (@whyyoutouzhele) October 26, 2026
A scatenare le polemiche è stato un filmato in cui Mbappé definiva divertente un meme che vedeva il suo volto sovrapposto a quello di «un tizio – credo sia un dittatore cinese», chiaro riferimento alle immagini foto ritoccate che lo ritraevano nei panni di Mao. Nonostante l’autenticità del video non sia stata verificata nell’immediato da AFP Fact Check, la rabbia dei social si è incendiata. Su Weibo l’argomento è diventato subito virale, con utenti che accusavano il calciatore di aver oltrepassato la linea rossa e il portale sportivo Dongqiudi che parlava di osservazioni «offensive nei confronti della Cina e del popolo cinese». La vicenda riporta alla mente una dichiarazione rilasciata da Mbappé a L’Équipe a settembre, quando aveva espresso perplessità sui paragoni con figure controverse: «C’è un aspetto divertente, ma c’è anche un lato meno divertente se si pensa ai danni che certe persone hanno causato nel corso della storia.
Essere paragonato a individui che hanno ucciso altre persone o che hanno portato miseria a milioni di esseri umani... beh, non credo di aver mai fatto nulla del genere in vita mia».
ALTRI CASI
Il caso del campione francese non è isolato. La Cina ha già dimostrato massima inflessibilità verso gli atleti che toccano temi delicati: nel 2023 l’ex cestista Nba Dwight Howard finì nel mirino per aver definito Taiwan un «Paese», mentre nel 2019 un tweet di Daryl Morey a sostegno delle proteste di Hong Kong portò alla sospensione delle trasmissioni della Nba nel Paese per un intero anno.
LE SCUSE
Kylian Mbappé si è dichiarato «sinceramente dispiaciuto» e ha porto le sue «scuse», riconoscendo di aver espresso «osservazioni inopportune» sull'ex leader Mao Zedong. «Porgo le mie scuse a tutti coloro che sono rimasti offesi dalle mie parole. Non era assolutamente mia intenzione. Nutro un profondo rispetto per il popolo cinese e per la sua storia, e sono sinceramente dispiaciuto», ha dichiarato il giocatore del Real Madrid in un comunicato, redatto in francese, inglese e mandarino. Il capitano della nazionale francese è intervenuto in seguito alla diffusione di un video, divenuto virale, in cui definisce Mao Zedong un «dittatore».
LA TV SOSPENDE LE PARTITE DELLA LIGA
Il gruppo audiovisivo statale cinese CMG, che controlla l'emittente pubblica CCTV, ha confermato di aver sospeso la trasmissione delle partite della Liga spagnola in seguito alle osservazioni di Kylian Mbappé sull'ex leader cinese Mao Zedong. «A seguito delle dichiarazioni molto gravi» del giocatore, China Media Group "è intervenuto già il 26 ottobre sospendendo la trasmissione delle partite della Liga, nonché di tutti gli incontri e le pubblicità che vedono coinvolto il calciatore», ha dichiarato il gruppo in un comunicato.
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