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Medico di base solo via App, anziani in difficoltà: «Una visita per l’antibiotico indicato dal dentista? Ho preso quello del cane»

September 26, 2026

SACILE (PORDENONE) - Quanta distanza esiste, oggi, tra le aspettative e le esigenze delle persone e il pianeta sanità? A Sacile, ma forse vale anche per molti altri italici posti, questa distanza sembra essere proprio una evidente lontananza. La prima testimonianza è quella di Maria, nome di fantasia, che si fa portavoce di un'istanza che dice comune a molte persone di una certa età. «Parlare con il proprio medico - sempre meno di famiglia - è diventato quasi impossibile. Tutti si affidano a segretarie e App. Ora, non è che per un anziano sia così facile questa cosa dell'applicazione e non è che possa avere sempre a disposizione il figlio o il parente giovane che gli toglie le castagne dal fuoco. Nessuno o quasi risponde ormai più al telefono. Io capisco che siano pieni di pazienti, ma in questo modo non c'è alcun reale servizio al cittadino e secondo me si finisce col tagliar fuori l'anziano».


LA TECNOLOGIA

Il problema è reale. La dimestichezza con la tecnologia non è uguale per tutti. Esiste in Municipio un servizio gratuito di aiuto tecnologico, anche per situazioni come queste. «Personalmente mi sono sentita chiedere da una segretaria quali sintomi presentassi, così che lei potesse riferirli, ma onestamente non mi sembra corretto che io debba parlare della mia salute ad altri che non siano il dottore». Per dare un'idea della situazione, in almeno un paio di ambulatori della nostra zona si chiede di prendere appuntamento anche con la segretaria stessa, non solo con il medico - ex - di famiglia. «La App poi sarà anche più conveniente per il medico, ma azzera completamente il rapporto dottore - paziente, lo rende una prassi fredda e lontana. Personalmente faccio ricorso sempre più spesso a professionisti per via privata, ma non lo trovo giusto». Un fiume in piena Maria: «Trovo che vi sia anche una scarsa considerazione e poco rispetto dei pazienti anziani, che talvolta rasenta la maleducazione».


IL FAI DA TE

Una seconda testimonianza mette i brividi. Sarà anche questa anonima. «Il dentista mi aveva raccomandato una copertura con antibiotico per tre giorni prima di un lavoro da lui piuttosto complesso. Al telefono il dottore non accetta di farmi la ricetta perché mi vuole vedere, visitare. Sinceramente stufo di girare avanti e indietro, ho risolto prendendo l'antibiotico che avevo dovuto dare la mio cane qualche mese prima. Del resto il veterinario mi ha sempre detto che sono uguali, solo che i farmaci per gli animali ce li fanno pagare di più». Ecco, il rischio di un pericoloso fai da te, se la macchina sanitaria non funziona, è sempre più uno spettro palpabile.

IL PUA

Ancora sanità. All'ultimo consiglio comunale è stata respinta la richiesta avanzata dalle minoranze di segnalare meglio la collocazione del Pua. Il Punto unico d'accesso dovrebbe essere la porta d'ingresso al mondo sanitario. A Sacile si trova a lato della Casa di Comunità, ancora molto poco conosciuto e sinceramente appare inopportuna, seppur veritiera, la risposta che «in portineria sono bravissime e danno tutte le informazioni che servono» ma che dovrebbe dare il Pua. E le dà, a chi lo trova. Infine una nota che viene da Liviana Covre, anima dell'Osservatorio Salute Pubblica. Covre ricorda come i medici di medicina generale siano ora obbligati a lavorare sei ore al mese nella Casa di Comunità.

«Un vecchio Mmg con 1.800 assistiti, che già si spende molto per i tanti pazienti che ha, viene pagato per questo 38,72 euro l'ora. Un nuovo Mmg con 1.500 assistiti, invece, quelle sei ore le ha già incorporate nel nuovo modello di ruolo unico. Quindi tra i due cambia profondamente la natura dell'obbligo e il modo in cui quelle ore si collocano nell'organizzazione complessiva del lavoro - tanto che Covre si chiede - Una riforma sanitaria può essere efficace se finisce per mettere gli stessi professionisti gli uni contro gli altri?».