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«Per colpa di pochi sono stati puniti tutti». Ricreazione in classe alle Medie Serena: proteste, sit-in e volantini per manifestare. Si arrabbiano anche i genitori

October 24, 2026

TREVISO - Il provvedimento della ricreazione in classe come conseguenza delle proteste degenerate nel cortile delle scuole media Serena non è andato giù a molte famiglie. «Per colpa di pochi sono stati puniti tutti», dicono alcuni genitori dopo il suono della campanella. La decisione è stata comunicata giovedì pomeriggio con una circolare in cui venivano descritti i fatti accaduti la mattina. Quando gli studenti si sono riuniti per alzare la voce contro la scuola, sulla scia degli scontri di Torino e Milano. Nel cortile di via Gobetti, tutto sarebbe partito da un gruppetto di terza media, che ha distribuito anche dei volantini tra i compagni più piccoli, incitandoli a partecipare alla “rivolta”.

I volantini

«Cominciamo a manifestare - si legge in uno dei fogli fatti circolare in ricreazione -. Sapete delle manifestazioni in Francia? Ecco, vogliamo cominciare a manifestare anche a Treviso: quanti di voi sono sempre stressati dalla scuola? Quanti di voi sono preoccupati per le conseguenze del global warming? Manifestiamo per il nostro futuro, lottiamo per gli interessi di tutti noi. Siamo la generazione Z, quella del futuro, quindi cominciamo a lottare per esso. Facciamo la nostra parte per un futuro che riguarda solo noi. Tutti fuori dalla scuola a manifestare».

Le ripercussioni

Sulla motivazione dietro al gesto, la preside Rosa Cavalli aveva detto che si era trattato «di un contagio dei social» di cui però «gli studenti non si sono resi conto». Per questo, aveva deciso di passare tra le classi per chiarire cosa è realmente accaduto. E così ieri mattina ha fatto. «Ha detto ai ragazzi che se ci sono problemi non devono aver timore di esprimerli a scuola, così come le loro necessità», fanno sapere dall’interno. Messaggio che aveva allegato anche nella stessa circolare in cui dichiarava che per un po’ dovranno stare in classe a ricreazione. Una misura molto discussa in queste ore. «I nostri figli si sono trovati in mezzo ad una situazione di cui non sapevano nulla - spiegano le mamme di due alunni di seconda e terza media e il papà di una ragazza di prima -. Quando ce l’hanno raccontata, sembrava fosse più una di quelle “aura battle” di oggi». Per come è stata raccontata da uno studente di seconda al padre, invece, «sembrava quasi una rissa».

È proprio questa pluralità di versioni che i figli hanno raccontato che «non giustifica - sempre secondo le famiglie - la decisione di fare tutta un’erba un fascio». «Piuttosto io punirei quelli che hanno organizzato questa protesta e non si sono resi conto che poteva degenerare in qualcosa di più pericoloso», continua un’altra mamma di un ragazzo di seconda media. C’è chi però pensa che punire non sia la soluzione. «Parlerei del tema in classe in modo che possano capirlo», risponde un altro genitore. Salvo poi riflettere. «Dopotutto a quest’età sono ancora molto piccoli, quindi è difficile dare una spiegazione. Certo è che togliere la ricreazione così non va bene». La circolare riporta che la situazione tornerà alla normalità una volta che «sussisteranno tutte le condizioni per un ritorno a una civile e responsabile convivenza degli spazi comuni». Quando succederà? «Mi auguro presto - conclude la mamma di un ragazzo di terza -. Hanno vissuto il Covid per stare separati. Ora basta».